Il de Martino 28/2018 – La trincea e i pascoli. Il socialismo di Emilio Lussu

Il de Martino 28-2018 - Copertina

Siamo felici di comunicarvi che è disponibile il nuovo numero della rivista «Il de Martino» (n. 28/2018)

La trincea e i pascoli. Il socialismo di Emilio Lussu.
Un documento inedito dalla nastroteca
dell’Istituto Ernesto de Martino

a cura di Antonio Fanelli e Valerio Strinati

Con una selezione di lettere, scritti e interventi parlamentari di Emilio Lussu

Interventi di: Francesco Bachis, Giuseppe Caboni, Pietro Clemente, Gian Giacomo Ortu, Jacopo Onnis, Paolo Mencarelli, Angelino Mereu

In allegato il CD Io sono arrivato nella mia vecchiaia ad avere una coscienza che considero rivoluzionaria. Gianni Bosio intervista Emilio Lussu (Roma, 8 maggio 1969)

Con un inserto fotografico con materiali tratti dal Fondo Lussu del Museo storico Emilio e Joyce Lussu di Armungia

L’illustrazione di copertina è di Francesco Del Casino

Per ricevere la rivista scrivere a iedm@iedm.it

Un’intervista di Gianni Bosio a Emilio Lussu (8 maggio 1969), ritrovata presso l’archivio dell’Istituto Ernesto de Martino e rimasta fino a oggi inedita, offre l’occasione per riprendere il filo della riflessione su una delle figure più importanti dell’antifascismo e del movimento socialista nell’Italia del Novecento. Sollecitato dalle domande dell’intervistatore, Lussu, nel corso del colloquio, ripercorre i temi fondamentali del suo percorso politico e umano: l’infanzia, nel paese di Armungia, a contatto con il mondo dei pastori; la guerra e l’irripetibile esperienza della Brigata Sassari, prima matrice delle scelte politiche successive; il sardismo proletario, contadino e autonomista; l’antifascismo intransigente; la fondazione di Giustizia e Libertà e l’approdo al socialismo. Il tutto narrato attraverso il filtro dell’esperienza personale, tra storia e mito, sullo sfondo di una Sardegna in bilico tra passato e presente, tra la dissoluzione di una società agro-pastorale a base familiare e una modernità densa di contraddizioni e portatrice di nuovi conflitti.
Accompagnano l’intervista i commenti e le analisi di Francesco Bachis, Giuseppe Caboni, Pietro Clemente, Angelino Mereu, Jacopo Onnis, Gian Giacomo Ortu, nonché un’antologia di testi comprendente il carteggio inedito di Emilio Lussu con Gianni Bosio e altri esponenti delle Edizioni Avanti!, che documenta un rapporto intenso di collaborazione, scambi e proposte, e altri interventi, di varia natura, che si riconducono, direttamente o indirettamente, alle questioni trattate nell’intervista e nelle lettere, dall’origine e natura del banditismo sardo al Piano di rinascita dell’Isola e all’attuazione dell’autonomia, dal rapporto di amicizia con Antonio Gramsci alla Resistenza e all’antifascismo.
Il volume è stato realizzato grazie a un finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il contributo di Publiacqua e dell’Acsit (Associazione culturale sardi in Toscana) di Firenze e il patrocinio del Circolo “Peppino Mereu” di Siena, della Fasi (Federazione Associazioni Sarde in Italia) e della Regione Autonoma della Sardegna.

Indice

INTRODUZIONE
Antonio Fanelli, Valerio Strinati

Prima Parte

“IO SONO ARRIVATO NELLA MIA VECCHIAIA AD AVERE UNA COSCIENZA CHE CONSIDERO RIVOLUZIONARIA”
Gianni Bosio intervista Emilio Lussu (Roma, 8 maggio 1969)

Interventi di:

MITO DI LUSSU E DINTORNI. NOTE SU UN’INTERVISTA
Francesco Bachis

“DI NOTTE ASCOLTAVO I DISCORSI DEI SOLDATI, CONTADINI E PASTORI … È LÌ CHE NASCE IL MONDO”
Giuseppe Caboni

EMILIO LUSSU TRA STORIE (DI PAESE) E STORIA (VERA)
Angelino Mereu

LA «GUERRA DEI SARDI»
Jacopo Onnis

IL DISCORSO DI EMILIO LUSSU SULL’AUTONOMIA
Gian Giacomo Ortu

LE LEGGENDE DEL LEGGENDARIO EMILIO
Pietro Clemente

Seconda Parte

EMILIO LUSSU E LE EDIZIONI AVANTI!

EDUCARE ALLA DEMOCRAZIA E AL SOCIALISMO: RECENSIONI E PROPOSTE EDITORIALI DI EMILIO LUSSU
Paolo Mencarelli

UNA SELEZIONE DI LETTERE DALL’ARCHIVIO STORICO DELLE EDIZIONI AVANTI!-DEL GALLO

UNA ANTOLOGIA DI BRANI DI EMILIO LUSSU
– recensione di F. Nitti, Il Maggiore è un rosso (Milano-Roma, Edizioni Avanti!, 1953), su «Il Paese», 1953
– recensione di P. Caleffi, Si fa presto a dire fame (Milano-Roma, Edizioni Avanti!, 1954), su «l’Avanti!», 1954
– La Resistenza è l’anima e la bandiera del Partito perché è storia di un popolo che lotta per la sua libertà (Relazione al Comitato centrale del PSI, 13 luglio 1954), in «l’Avanti!» 14, aprile 1954
– Carteggio Gramsci-Lussu, in DOMENICO ZUCÀRO, Vita del carcere di Antonio Gramsci, Milano-Roma, Edizioni Avanti!, 1954
– Premessa e Conclusioni di Emilio Lussu, in Sardegna. Piano Rinascita e svolta economica, Milano, Edizioni Avanti!, 1963
– Ricordo di Vincenzo Milillo, in VINCENZO MILILLO, Scritti e discorsi sull’agricoltura e il Meridione, Milano, Edizioni del Gallo, 1969

APPENDICE
DUE DISCORSI PARLAMENTARI DI EMILIO LUSSU

NOTA INTRODUTTIVA
Valerio Strinati

– Commemorazione di Antonio Gramsci nel decimo anniversario della morte (discorso tenuto all’Assemblea Costituente nella seduta del 28 aprile 1947)
– Il brigantaggio in Sardegna (Senato della Repubblica, seduta del 16 dicembre 1953)

Indice del CD allegato

1) “Noi siamo un po’ come i nostri antenati”: il nuraghe di Armungia
2) “Ho due coscienze io, una barbarica e una modernissima”
3) “Lussu è fatto per capeggiare una grande rivoluzione contadina”
4) “L’uomo della montagna è un uomo libero”
5) “La Brigata è quella che ha creato il Partito Sardo d’Azione”
6) “Io la notte ascoltavo i discorsi dei soldati”
7) “La Brigata Sassari non può abbandonare le armi”
8) “Chi ruba deve essere fucilato”: i comitati di squadra e la giustizia popolare nella Brigata Sassari
9) “Arrivai al Tagliamento senza perdere un soldato”
10) “Io in guerra certi ordini non li eseguivo! Io non porto il mio battaglione al massacro”
11) “Io sono arrivato nella mia vecchiaia ad avere una coscienza che considero rivoluzionaria”
12) “Tu Gramsci lo hai conosciuto?”
13) “La nostra teoria del socialismo rurale”
14) “Il primo sciopero dei pastori salariati”
15) I pastori: “un mondo di una solitudine terribile”
16) Gerghi e linguaggi: pastori, ramaioli e zingari
17) “Sono i pastori i veri rappresentati popolari”
18) “Il popolo sardo si sta spegnendo come il popolo côrso”
19) “I pastori erano uomini liberi”
20) I fucili, le stelle e le erbe medicinali: “il pastore è un uomo completo”
21) Le feste e la religiosità
22) “La morte di mio padre”

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Amore e Anarchia. Tradizione e ri(e)voluzione

InCanto 2018
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività
XXIIª edizione: InCanto tutto l’anno

Sabato 25 agosto 2018, ore 21.15
presso la sede dell’Istituto Ernesto de Martino

Amore e Anarchia
Tradizione e ri(e)voluzione

Concerto con il coro Sedicidagosto e Bube & i Mazzacani della soffitta

Ingresso libero

Il 25 agosto 2018 torna InCanto 2018 con Amore e Anarchia, uno spettacolo del Coro Sedicidagosto e di Bube & i Mazzacani della Soffitta.

Roccatederighi, un paese della Maremma grossetana; una tradizione di canti che si tramanda ormai da 120 anni. Canti anarchici e di protesta ma anche amori perduti, storie di ergastolani e di esiliati.
Un coro tradizionale e un gruppo rock per parlare al nostro tempo.

Amore e anarchia. Tradizione e ri(e)voluzione è un progetto musicale inciso su doppio CD che vede su un lato la tradizione del Coro Sedicidagosto e sull’altro lato la ri(e)voluzione di Bube e i suoi Mazzacani della Soffitta

«Qui a Roccatederighi la tradizione del canto si tramanda ormai da 120 anni. Grazie a un gruppo di bisnonni idealisti e attivisti, pronti a incamminarsi verso Siena quando venivano a conoscenza di raduni e comizi, arrivavano in paese le riviste, le idee e i canti».

Amore e anarchia

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L’altro Salento: canti d’amore e di lotta

Terra pane lavoro

Il 7 luglio 2018 un evento speciale per “InCanto 2018” con Terra, Pane e Lavoro, l’altro Salento dei canti d’amore e di lotta del movimento contadino. Ospiteremo nella nostra sede di Villa San Lorenzo a Sesto Fiorentino alcuni tra i migliori musicisti salentini: Rachele Andrioli, Dario Muci, Antonio Castrignanò, Giuseppe Spedicato, Vito De Lorenzi, Rocco Nigro.

Terra rossa d'ArneoParleremo anche di un libro dedicato alla Terra rossa d’Arneo. Le occupazioni del ’49-’51 nelle parole dei protaginisti (Kurumuny, 2017), con Stefano Arrighetti, il musicologo Maurizio Disoteo e un grande protagonista della musica e della cultura popolare salentina, Luigi Chiriatti (direttore artistico della Notte della Taranta). Negli anni ottanta Chiriatti, per conto dell’allora Istituto “Antonio Gramsci” di Bari, documentò le testimonianze dei protagonisti di quella stagione. Si tratta di interviste a dirigenti sindacali e politici e capipolo che con il loro operato, il loro senso etico, civile e politico furono guida e punto di riferimento per migliaia di braccianti e contadini. Fra le testimonianze si annoverano quelle dell’on. Giuseppe Calasso, del segretario provinciale del PCI Giovanni Leucci e del suo vice Gianni Giannoccolo, del segretario provinciale della CGIL Giorgio Casalino, del segretario della Confederterra Antonio Ventura, dall’avvocato Fulvio Rizzo e di alcuni capipopolo: Vincenzo Aprile, Cosimo Ingrosso, Lucia Malinconico.

Lo spettacolo – con la direzione musicale di Rocco Nigro – è un excursus del vissuto storico legato al mondo contadino del Salento, dalla fine dell’Ottocento alla occupazione delle terre d’Arneo nel dopoguerra. Le voci, soprattutto in coro, sono le protagoniste. I brani sono legati a momenti ben precisi della lotta proletaria salentina, dal tema della guerra all’emigrazione e in tutti si trova la vecchia maniera di esorcizzare la sofferenza, di alleggerire il peso del quotidiano: il contrasto tra la durezza dei temi trattati e i modi e le armonie maggiori, le intense melodie della tradizione popolare.

Programma

Sabato 7 luglio 2018

– Ore 18.00 –

Presentazione del libro Terra rossa d’Arneo. Le occupazioni del ’49-’51 nelle parole dei protagonisti, a cura di Luigi e Paolo Chiriatti (Kurumuny, 2017)

Interventi di Stefano Arrighetti, Maurizio Disoteo, Luigi Chiriatti

Ingresso libero

– Ore 21.15 –

Terra, pane e lavoro. Canti contadini d’amore e di lotta

Con Rachele Andrioli, Dario Muci, Antonio Castrignanò, Giuseppe Spedicato, Vito De Lorenzi, Rocco Nigro (direzione musicale)

Ingresso 5 euro

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Concerto “Spagna ’36: un sogno che resiste”

InCanto 2018
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività
XXIIª edizione: InCanto tutto l’anno

Sabato 16 giugno 2018
Presso la sede dell’Istituto Ernesto de Martino

– Ore 17.30 –

Spagna ’36: un sogno che resiste
Festa-concerto in occasione dell’80° anniversario della guerra civile spagnola

Con Los Solidaros (Alessio Lega, Davide Giromini, Rocco Rosignoli, Frnacesco Pelosi), Ovce, Angeles Aguado Lopez, La Desbanda’, Marco Rovelli, Serhat Akbal, Gualtiero Bertelli, Le Musiquorum, Fratelli Rossi, Sandra Boninelli, Michele Del Lago, Rudi Assuntino, I Disertori, Coro Mujeres Libres, Coro Novecento, Sonatori della boscaglia

Interventi di Italo Poma (presidente AICVAS), Maurizio Brotini (CGIL Toscana)

– Ore 20:00 –

Buffet

Ingresso libero

Copertina Spagna 36

Retro Spagna 36

Spagna ’36: un sogno che resiste. Sentirete: ogni canto è una sorpresa. Sono mille colori di una tavolozza che, in lingue e generi musicali diversi, ci restituisce emozioni e storie.

“No pasaran”, e invece le milizie franchiste passarono e diedero vita a una delle più longeve dittature fasciste che l’Europa abbia vissuto. La Spagna repubblicana e democratica fu lasciata sola e poi sconfitta. Eppure una gran parte di quei combattenti per la libertà, sopravvissuti a tre anni di Guerra Civile, saranno i protagonisti delle battaglie future contro i regimi nazifascisti, a cominciare dall’apporto fornito dagli spagnoli stessi alla Resistenza Francese; una generazione che si mette in gioco e che comincia a tessere quel filo rosso che parte dai movimenti della Resistenza Europea e che resterà vivo nelle biografie e nelle storie dell’Europa post bellica.

Ecco quella memoria, o meglio, quel sogno che resiste è stato il punto di partenza per questa nostra iniziativa discografica. Sulla Guerra Civile Spagnola, anche in occasione del suo ottantesimo anniversario, sono stati scritti saggi, fumetti, mostre, prodotti film e romanzi: la mole è impressionante e ci consegna, nel complesso, una natura di “memoria divisa e ancora divisiva”. Quanto hanno pesato i quasi 40 anni di regime franchista nella costruzione della Spagna democratica e quanto l’eco di quel passato risuona ancora nelle vicende di oggi, tra le spinte indipendentiste della Catalogna e le risposte dello Stato centrale di Madrid? E ancora le divisioni del fronte antifranchista, tra comunisti, socialisti, anarchici, sono ancora oggi oggetto di scontri e sospetti e accuse e recriminazioni?

Tutte queste domande le abbiamo ben presenti ma, per fortuna, non pretendiamo di dare risposte. L’unica domanda da cui siamo partiti riguardava quanto di quella vicenda storica e soprattutto di quelle speranze d’allora restasse nella memoria, nell’immaginario, nelle storie personali di noi che apparteniamo alle generazioni successive; come noi oggi ricordiamo e raccontiamo la Guerra Civile Spagnola usando le parole e le musiche della canzone.

Un giro ampio di consultazioni ha coinvolto nel progetto musicisti, cantanti, artisti con stili e modalità interpretative variegate. Alcuni canti sono molto noti, altri poco conosciuti; alcuni appartengono al patrimonio popolare, veri e propri inni, altri sono d’autore; la maggioranza sono nati o sono stati arrangiati in esclusiva per questo lavoro. Una partecipazione così ampia ci ha fatto compilare ben due CD e dimostra che ci sono vicende storiche che continuano a stimolare capacità creativa e passione politica.

Ringraziamo tutti coloro che con grande generosità hanno partecipato a questo progetto; è il nostro omaggio a una generazione lontana che ha combattuto in nome di valori e parole che ancora oggi sentiamo utili e necessarie, in Spagna, in Italia e non solo: nostra patria è il mondo intero.

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Ascanio Celestini in “Racconti d’estate”

Il 9 giugno ritorna all’Istituto de Martino Ascanio Celestini, accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei.

Ascanio Celestini - Ritratto

Ascanio Celestini – Foto di Lucia Baldini

Così Ascanio ci racconta lo spettacolo Racconti d’estate: «Delle letture, un lavoro in corso, uno studio, un’improvvisazione, un incontro, uno spettacolo sbagliato. Una parte dello spettacolo è costruito da letture, una parte è improvvisato pescando dal mio repertorio. Alle volte la scaletta è scritta un’ora prima e cambia in corsa. Alcuni racconti provengono dalla tradizione popolare, altri sono completamente inediti. Certe volte sono fiabe moderne, altre volte sono trascrizioni di interviste attraverso le quali si ripercorre una storia realmente accaduta, ma un centro forse c’è sempre: è l’importanza delle parole. Quelle che ci servono per dire verso quale futuro ci stiamo incamminando. “Il nostro domani sarà più luminoso del nostro ieri. Ma chi ci garantisce che il nostro dopodomani non sarà peggio del nostro altroieri?”. Questo scrive Venedikt Erofeev e noi che viviamo oggi pescando da ieri e dall’altroieri, ci interroghiamo sul domani e sul dopodomani con canti e racconti, ma anche con un po’ di rabbia e sconcerto».

Programma

Sabato 9 giugno 2018, ore 21.15
presso l’Istituto Ernesto de Martino

Ascanio Celestini in
Racconti d’estate
con la fisarmonica di Gianluca Casadei

Ingresso 7 euro

 

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