L’altro Salento: canti d’amore e di lotta

Terra pane lavoro

Il 7 luglio 2018 un evento speciale per “InCanto 2018” con Terra, Pane e Lavoro, l’altro Salento dei canti d’amore e di lotta del movimento contadino. Ospiteremo nella nostra sede di Villa San Lorenzo a Sesto Fiorentino alcuni tra i migliori musicisti salentini: Rachele Andrioli, Dario Muci, Antonio Castrignanò, Giuseppe Spedicato, Vito De Lorenzi, Rocco Nigro.

Terra rossa d'ArneoParleremo anche di un libro dedicato alla Terra rossa d’Arneo. Le occupazioni del ’49-’51 nelle parole dei protaginisti (Kurumuny, 2017), con Stefano Arrighetti, il musicologo Maurizio Disoteo e un grande protagonista della musica e della cultura popolare salentina, Luigi Chiriatti (direttore artistico della Notte della Taranta). Negli anni ottanta Chiriatti, per conto dell’allora Istituto “Antonio Gramsci” di Bari, documentò le testimonianze dei protagonisti di quella stagione. Si tratta di interviste a dirigenti sindacali e politici e capipolo che con il loro operato, il loro senso etico, civile e politico furono guida e punto di riferimento per migliaia di braccianti e contadini. Fra le testimonianze si annoverano quelle dell’on. Giuseppe Calasso, del segretario provinciale del PCI Giovanni Leucci e del suo vice Gianni Giannoccolo, del segretario provinciale della CGIL Giorgio Casalino, del segretario della Confederterra Antonio Ventura, dall’avvocato Fulvio Rizzo e di alcuni capipopolo: Vincenzo Aprile, Cosimo Ingrosso, Lucia Malinconico.

Lo spettacolo – con la direzione musicale di Rocco Nigro – è un excursus del vissuto storico legato al mondo contadino del Salento, dalla fine dell’Ottocento alla occupazione delle terre d’Arneo nel dopoguerra. Le voci, soprattutto in coro, sono le protagoniste. I brani sono legati a momenti ben precisi della lotta proletaria salentina, dal tema della guerra all’emigrazione e in tutti si trova la vecchia maniera di esorcizzare la sofferenza, di alleggerire il peso del quotidiano: il contrasto tra la durezza dei temi trattati e i modi e le armonie maggiori, le intense melodie della tradizione popolare.

Programma

Sabato 7 luglio 2018

– Ore 18.00 –

Presentazione del libro Terra rossa d’Arneo. Le occupazioni del ’49-’51 nelle parole dei protagonisti, a cura di Luigi e Paolo Chiriatti (Kurumuny, 2017)

Interventi di Stefano Arrighetti, Maurizio Disoteo, Luigi Chiriatti

Ingresso libero

– Ore 21.15 –

Terra, pane e lavoro. Canti contadini d’amore e di lotta

Con Rachele Andrioli, Dario Muci, Antonio Castrignanò, Giuseppe Spedicato, Vito De Lorenzi, Rocco Nigro (direzione musicale)

Ingresso 5 euro

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Concerto “Spagna ’36: un sogno che resiste”

InCanto 2018
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività
XXIIª edizione: InCanto tutto l’anno

Sabato 16 giugno 2018
Presso la sede dell’Istituto Ernesto de Martino

– Ore 17.30 –

Spagna ’36: un sogno che resiste
Festa-concerto in occasione dell’80° anniversario della guerra civile spagnola

Con Los Solidaros (Alessio Lega, Davide Giromini, Rocco Rosignoli, Frnacesco Pelosi), Ovce, Angeles Aguado Lopez, La Desbanda’, Marco Rovelli, Serhat Akbal, Gualtiero Bertelli, Le Musiquorum, Fratelli Rossi, Sandra Boninelli, Michele Del Lago, Rudi Assuntino, I Disertori, Coro Mujeres Libres, Coro Novecento, Sonatori della boscaglia

Interventi di Italo Poma (presidente AICVAS), Maurizio Brotini (CGIL Toscana)

– Ore 20:00 –

Buffet

Ingresso libero

Copertina Spagna 36

Retro Spagna 36

Spagna ’36: un sogno che resiste. Sentirete: ogni canto è una sorpresa. Sono mille colori di una tavolozza che, in lingue e generi musicali diversi, ci restituisce emozioni e storie.

“No pasaran”, e invece le milizie franchiste passarono e diedero vita a una delle più longeve dittature fasciste che l’Europa abbia vissuto. La Spagna repubblicana e democratica fu lasciata sola e poi sconfitta. Eppure una gran parte di quei combattenti per la libertà, sopravvissuti a tre anni di Guerra Civile, saranno i protagonisti delle battaglie future contro i regimi nazifascisti, a cominciare dall’apporto fornito dagli spagnoli stessi alla Resistenza Francese; una generazione che si mette in gioco e che comincia a tessere quel filo rosso che parte dai movimenti della Resistenza Europea e che resterà vivo nelle biografie e nelle storie dell’Europa post bellica.

Ecco quella memoria, o meglio, quel sogno che resiste è stato il punto di partenza per questa nostra iniziativa discografica. Sulla Guerra Civile Spagnola, anche in occasione del suo ottantesimo anniversario, sono stati scritti saggi, fumetti, mostre, prodotti film e romanzi: la mole è impressionante e ci consegna, nel complesso, una natura di “memoria divisa e ancora divisiva”. Quanto hanno pesato i quasi 40 anni di regime franchista nella costruzione della Spagna democratica e quanto l’eco di quel passato risuona ancora nelle vicende di oggi, tra le spinte indipendentiste della Catalogna e le risposte dello Stato centrale di Madrid? E ancora le divisioni del fronte antifranchista, tra comunisti, socialisti, anarchici, sono ancora oggi oggetto di scontri e sospetti e accuse e recriminazioni?

Tutte queste domande le abbiamo ben presenti ma, per fortuna, non pretendiamo di dare risposte. L’unica domanda da cui siamo partiti riguardava quanto di quella vicenda storica e soprattutto di quelle speranze d’allora restasse nella memoria, nell’immaginario, nelle storie personali di noi che apparteniamo alle generazioni successive; come noi oggi ricordiamo e raccontiamo la Guerra Civile Spagnola usando le parole e le musiche della canzone.

Un giro ampio di consultazioni ha coinvolto nel progetto musicisti, cantanti, artisti con stili e modalità interpretative variegate. Alcuni canti sono molto noti, altri poco conosciuti; alcuni appartengono al patrimonio popolare, veri e propri inni, altri sono d’autore; la maggioranza sono nati o sono stati arrangiati in esclusiva per questo lavoro. Una partecipazione così ampia ci ha fatto compilare ben due CD e dimostra che ci sono vicende storiche che continuano a stimolare capacità creativa e passione politica.

Ringraziamo tutti coloro che con grande generosità hanno partecipato a questo progetto; è il nostro omaggio a una generazione lontana che ha combattuto in nome di valori e parole che ancora oggi sentiamo utili e necessarie, in Spagna, in Italia e non solo: nostra patria è il mondo intero.

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Ascanio Celestini in “Racconti d’estate”

Il 9 giugno ritorna all’Istituto de Martino Ascanio Celestini, accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei.

Ascanio Celestini - Ritratto

Ascanio Celestini – Foto di Lucia Baldini

Così Ascanio ci racconta lo spettacolo Racconti d’estate: «Delle letture, un lavoro in corso, uno studio, un’improvvisazione, un incontro, uno spettacolo sbagliato. Una parte dello spettacolo è costruito da letture, una parte è improvvisato pescando dal mio repertorio. Alle volte la scaletta è scritta un’ora prima e cambia in corsa. Alcuni racconti provengono dalla tradizione popolare, altri sono completamente inediti. Certe volte sono fiabe moderne, altre volte sono trascrizioni di interviste attraverso le quali si ripercorre una storia realmente accaduta, ma un centro forse c’è sempre: è l’importanza delle parole. Quelle che ci servono per dire verso quale futuro ci stiamo incamminando. “Il nostro domani sarà più luminoso del nostro ieri. Ma chi ci garantisce che il nostro dopodomani non sarà peggio del nostro altroieri?”. Questo scrive Venedikt Erofeev e noi che viviamo oggi pescando da ieri e dall’altroieri, ci interroghiamo sul domani e sul dopodomani con canti e racconti, ma anche con un po’ di rabbia e sconcerto».

Programma

Sabato 9 giugno 2018, ore 21.15
presso l’Istituto Ernesto de Martino

Ascanio Celestini in
Racconti d’estate
con la fisarmonica di Gianluca Casadei

Ingresso 7 euro

 

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Capitan Capitone (Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa in concerto

InCanto 2018
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività
XXIIª edizione
InCanto tutto l’anno

Sabato 26 maggio 2018, ore 21.15
presso l’Istituto Ernesto de Martino
Villa San Lorenzo al Prato
via Scardassieri, 47
Sesto Fiorentino (Fi)

Daniele Sepe
Capitan Capitone e i Fratelli della Costa

Con Roberto Colella, Andrea Tartaglia,
Sara Squeglia, Tommy De Paola, Alessandro Morlando,
Davide Afzal, Pasquale De Paola, Daniele Sepe

Ingresso: 7 euro

Capitan Capitone e i Fratelli della Costa

Il 26 maggio ritorna all’Istituto de Martino uno degli artisti più geniali del panorama musicale italiano: Daniele Sepe. L’artista napoletano non ha mai dismesso la passione politica e le sperimentazioni jazz con la musica popolare. Grazie al collettivo di Capitan Capitone e i Fratelli della Costa è riuscito a mettere assieme oltre 60 musicisti napoletani delle ultime generazioni. Sotto la guida del maestro Sepe saltano gli steccati e le barriere fra i generi musicali, nel nome della creatività e della convivialità, dell’ironia e della rabbia. Un progetto musicale nato grazie a un concerto di solidarietà per gli operai di Pomigliano d’Arco, come racconta lo stesso Sepe in una intervista pubblicata sull’ultimo numero della nostra rivista «Il de Martino» (Il canto sociale e la popular music, n. 26-27, 2017). Ed è così che si autorappresentano: «Capitan Capitone e i Fratelli della Costa è un collettivo, o meglio una ciurma, che raccoglie le migliori lame di Napoli contemporanea. Insieme hanno già dato vita ad un epico concerto in piazza Dante a Napoli a sostegno della cassa di resistenza operaia dei cassintegrati Fiat, coinvolgendo migliaia di persone in un concerto che è la fotografia di quello che accade oggi musicalmente in città. Mostrano le diverse anime musicali di una città ricca e prosperosa di note come Napoli: il rock, la canzone d’autore, il jazz, il funk, il punk, il reggae, il rap e di tutto di più. Il collettivo ha un assetto variabile, e si dà all’arrembaggio a seconda del galeone da assaltare».

Nella splendida cornice di Villa San Lorenzo ci sarà anche un’altra novità: una mostra con i disegni tratti dal doppio CD Ama chi ti ama. I tempi della vita cantati dalle donne (Ala Bianca – Ed. Bella Ciao 2018).

Vi ricordiamo che con il 1° maggio inizia il tesseramento all’Istituto Ernesto de Martino per il 2018 e per sostenerci c’è la possibilità di donare il 5×1000 all’associazione “Io sto col de Martino” (c.f.: 94255380480).

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Archivio 1968: tra ricerca e memoria

Archivio 1968: tra ricerca e memoria
Un convegno promosso da Istituto Ernesto de Martino,
Centro di Documentazione di Pistoia,
Archivio il Sessantotto di Firenze

11-12 maggio 2018
Istituto Ernesto de Martino,
via Scardassieri 47,
Sesto Fiorentino (FI)

Nous sommes le pouvoir

Questo convegno ha come oggetto qualcosa di diverso rispetto alla usuale carrellata di fatti, memorie, ricordi, recriminazioni e interpretazioni dell’“anno dei miracoli”. La riflessione ruota attorno al ruolo della principale base di ogni ricostruzione storica nonché lavoro di ricerca: la fonte. In questo senso come si intreccia l’archivio cosiddetto “militante” o “di movimento” con il lavoro dello storico? Al centro della riflessione di questa due giorni ci sono temi come la neutralità di fonti e storici, il conflitto tra militanza e ricerca, i conflitti tra ricostruzione e immaginario con particolare attenzione a ciò che ha rappresentato il ’68 nella storia d’Italia.
A chiusura del convegno uno sguardo al futuro con un seminario sulla sfida digitale che riguarda il mondo archivistico globale.

Programma

11 maggio: Ricerca

  • 14.30
    Apertura del convegno: Saluti di Stefano Arrighetti, Istituto Ernesto de Martino
  • 15.00
    Marco Grispigni: che cos’è un “archivio di movimento”
  • 15.30
    Leonardo Musci: il riordino presso l’Archivio Centrale dello Stato (in ossequio alle recenti direttive Renzi e Prodi sulla declassificazione)
  • 16.00
    Intervallo
  • 16.30
    Antonio Fanelli: le voci e le storie del ’68. L’Istituto Ernesto De Martino, prima durante e dopo il 1968
  • 17.30
    Dibattito. Discussant: Marco de Nicolò (Università di Cassino)
  • Ore 18.30
    Fonti e dibattito storico intorno al ’68. Lectio Magistralis di Alessandro Portelli

12 maggio: Memoria

  • 09.00
    Introduzione di Antonio Benci
  • 09.30
    Archimovi. Voci e carte per una storia pubblica: Archivio dei movimenti di Genova (relatori: Giuliano Galletta e Virginia Niri)
  • 10.00
    Dentro e fuori l’archivio: raccontare il lungo ’68: Centro studi movimenti Parma (relatore: Valentina Bocchi)
  • 10.30
    Intervallo
  • 11.00 Per una storia di lunga durata di Bologna: dal ’68 al ’77 nelle fonti d’archivio: Archivio Pezzi di Bologna (relatore: Fabrizio Billi)
  • 11.30
    Silenzi che parlano. Le lacune archivistiche e l’importanza dei progetti di mappatura e censimento delle fonti esistenti: Archivio Flamigni di Oriolo Romano (VT) (relatore: Ilaria Moroni)
  • 12.00
    Il ’68 in Sicilia, tra un terremoto e una strage: Centro Impastato di Parlermo (relatore: Umberto Santino)
  • Pausa con piccolo buffet
  • 14.00
    Antimoderati e 1968: Centro di Documentazione di Pistoia (relatore: Antonio Benci)
  • 14.30
    Archiviare che fatica. L’esperienza della Biblioteca Serantini tra innovazione e tradizione: Biblioteca Serantini di Pisa (relatore: Franco Bertolucci)
  • 15.00
    I luoghi del ’68 a Firenze: Archivio Il Sessantotto di Firenze (relatore: Adriana Dadà)
  • Ore 15.30
    Dibattito
  • Ore 16.00-18.00
    La sfida digitale (dibattito su Archivi e (in)capacità di fare sistema per una digitalizzazione delle fonti d’archivio. Modera Luca Brogioni (SDIAF – Firenze). Introduce Francesca Breschi dell’Archivio Il Sessantotto di Firenze)
  • Alle 18.00 chiusura dei lavori con il Coro Canta Liberi

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