Cinema in circolo 2008

Unione Operaia di Colonnata
Associazione Anèmic
Istituto Ernesto de Martino

Cinema in circolo

21 febbraio – 29 maggio 2008
Cinema Teatro “Il Quartuccio”
Unione Operaia di Colonnata
Piazza Rapisardi 6, Sesto Fiorentino
(tel. 055442203)

Biglietti: 3,50 euro (*)
Tessera: 4 ingressi 10 euro
Ingresso riservato ai soci ARCI

(*) il 20 marzo, in occasione della proiezione
di Zero. Indagine sull’11 settembre alla presenza di Giulietto Chiesa,
il biglietto costerà 7 euro, a sostegno del progetto di ricerca
e documentazione sull’11 settembre.

— P R O G R A M M A —

Giovedì 21 febbraio, ore 21.15,
alla presenza del regista Ignazio Oliva
YOUNG SATELLITE AMANI
YASSETS FOOTBALL CLUB
Reg. di Fabrizio Nucci, Bruno Santini; Italia 2006; col.; 60’

La storia dello Yassets F.C., piccola squadra di calcio di serie B keniota, è lo spunto per raccontare la vita nelle baraccopoli di Nairobi e per far capire come il calcio possa essere parte di un discorso educativo più ampio. Per la squadra keniota, costretta a rifiutare più volte l’ammissione in serie A perché economicamente non autosufficiente, lo sport nasce come occasione di riflessione e riscatto. L’obiettivo è semplice: togliere il più possibile i ragazzi dalla strada, promuovere crescita e sviluppo. La società calcistica ha anche fondato un bar dello sport, e attività commerciali come la produzione di shampoo e sapone e palloni da calcio. Ignazio Oliva, ambientalista, appassionato di politica con uno sguardo attento alla società, ha una personalità eclettica – attore, regista, produttore – che esprime tutta la vitalità e l’amore per l’arte. Voleva da tempo compiere un’esperienza nelle ONG, «ma quello che è avvenuto dopo, la realizzazione di un documentario, è nato in modo spontaneo», assicura.

Giovedì 28 febbraio, ore 21.15,
alla presenza dei registi Federico Ferrone e Michele Manzolini,
in collaborazione con Istituto Stensen
MERICA
Reg. Federico Ferrone, Michele Manzolini,
Francesco Ragazzi; Italia 2007; col.; 65’

Girato fra Veneto e Brasile, il documentario mostra la complessità dell’esperienza migratoria in Italia partendo dalle vicende di alcuni brasiliani giunti da noi contrappuntate a quelle di altri brasiliani discendenti da italiani, quando eravamo noi a cercare fortuna altrove. Un ping-pong fra Brasile e Italia, il Veneto in particolare, regione che diventa specchio di cambiamento, da economia povera e fornitrice di emigranti a terra di industrie bisognosa di manodopera straniera, extracomunitaria, con tutti gli squilibri che tale mutamento comporta. Uno spaccato interessante che rimbalza da un lato all’altro e mostra non solo come vivono le comunità italiane all’estero ma anche come nasce e matura il desiderio di venire in Italia. Mettendo a confronto la grande emigrazione italiana del secolo scorso e quella che oggi conosce l’Europa ci accorgiamo che sono molti i tragici paralleli.

Giovedì 6 marzo, ore 21.15,
alla presenza del regista Massimo D’Anolfi,
in collaborazione con Festival dei Popoli
I PROMESSI SPOSI
Reg. Massimo D’Anolfi, Martina Parenti;
musica di Massimo Mariani; Italia 2007; col.; 73’

Documento in chiave di commedia sul matrimonio in Italia realizzato filmando le coppie che si presentano agli ufficiali di stato civile per la promessa di matrimonio e quelle che seguono il corso preparatorio tenuto da un prete. Girato in diverse città italiane, tra coppie straniere che stentano a capire la nostra spesso complicata burocrazia (una ragazza messicana spiega che nel suo Paese, essendo laico contrariamente all’Italia, un prete non può fungere da ufficiale dello stato civile) e italiane che spesso non hanno maggiore facilità, tra coppie curiose (il futuro marito che della promessa sposa non conosce nemmeno il lavoro), madri e suocere troppo presenti e un prete che sembra un personaggio inventato da Carlo Verdone prima maniera. Denso di ironia, rispettoso delle persone che mette in scena e dispensatore di continue risate, I promessi sposi non dimentica mai di fornire un ritratto fedele e anche amaro dell’istituzione matrimoniale. Presentato con grande successo al Festival dei Popoli 2007.

giovedì 13 marzo, ore 21.15
MADRI
Reg. Barbara Cupisti; Italia 2007; col.; 90’

Attraverso le testimonianze delle madri che vivono nella terra dilaniata dalla guerra infinita, con il terrore di non veder rientrare a casa i propri figli, vengono mostrati i conflitti e i drammi privati che raccontano la Storia.
II dolore per la perdita di un figlio, che sia vittima o carnefice, è il più profondo e straziante, ingiusto e incomprensibile. La sofferenza per la perdita di un familiare è universale, non esistono differenze di razza né di credo. Attraverso il riconoscersi in questo dolore è possibile iniziare un nuovo cammino che porti alla comprensione. Madri israeliane e palestinesi che hanno vissuto questo dramma ci aiuteranno a capire attraverso i loro racconti questa terribile realtà. Il film, della durata di 90 minuti, raccoglie testimonianze di vita, momenti quotidiani, filmati di repertorio e materiale video privato inediti, tutto girato e documentato in Israele e in Palestina.
Le madri che testimoniano hanno idee, estrazioni culturali e sociali diverse ma tutte condividono un desiderio: che non ci siano più innocenti a pagare per colpe non loro. Non un discorso politico o ideologico ma un messaggio che arriva dritto al cuore di ognuno di noi.

Giovedì 20 marzo, ore 21.15,
alla presenza di Giulietto Chiesa
ZERO. INDAGINE SULL’11 SETTEMBRE
Reg. Franco Fracassi, Francesco Trento; Italia 2007; col.; 106’

Zero è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti. Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale. Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001.

Giovedì 27 marzo, ore 21.15,
anteprima alla presenza del regista
Emiliano Cribari, dello sceneggiatore e del cast
HO SOLTANTO CHIUSO GLI OCCHI
Reg. Emiliano Cribari; scritto da Fabrizio Rizzolo; con Germano Rizzolo, Margherita Fumero, Fabrizio Rizzolo, Susi Amerio, Cristina Fassio, Riccardo Leto, Mario Nosengo, Erika Renai, Isabella Tabarini, Davide Calabrese, Alberta Izzo; Italia 2008; col.; 38’

Dopo la presentazione al Salone del libro di Torino, proponiamo in anteprima Ho soltanto chiuso gli occhi. Tratto da un storia vera, il film racconta le vite opposte di Luigi, commediografo brillante, e di Marco, figlio rigido e tradizionalista. Fino all’inatteso ribaltamento, quando Luigi viene colto da un ictus che lo paralizza. Marco si trova catapultato nel mondo del teatro, Luigi lotta per tornare alla normalità. Due uomini che si riappropriano della vita. A volte la migliore occasione per crescere e conoscersi veramente arriva proprio quando sembra che il destino sia avverso.
II film è il primo prodotto dell’Associazione no profit «Ho soltanto chiuso gli occhi».

Giovedì 3 aprile, ore 21.15,
alla presenza della regista Isabella Ciarchi e di Ivan Della Mea
GENTE DI MILANO. IVAN DELLA MEA
Reg. Isabella Ciarchi; Italia 2007; col. e b/n; 52’

Luigi Ivan Della Mea racconta il proprio incontro con la città di Milano. Travagliato, intenso, faticoso, poetico, prolifico, vissuto senza mezzi termini dal 1950 ad oggi. Le atmosfere rievocate sottolineano il profilo di una città diversa da quella di oggi anche se le tematiche che la percorrono sono sempre le stesse. Al racconto hanno collaborato anche Luigi Pestalozza, Nuccio Ambrosino, Dante Bellamio, Paolo Ciarchi, Filippo Crivelli, Massimo Devita, Laura Grimaldi, Sandra Mantovani, Gianni Mura, Marco Tropea. Isabella Ciarchi lavora nel cinema e nella pubblicità dal 1982, ha realizzato film per RAI e Mediatest; è stata aiuto-regista fra gli altri di Soldini, Segre, Ferrario.

Giovedì 10 aprile, ore 21.15,
alla presenza del produttore
IL FANTASMA DI CORLEONE
Reg. Marco Amenta; Italia 2007; col.; 100’

Un bel documentario di Amenta (sceneggiato insieme ad Andrea Purgatori) che ricostruisce attraverso un accorto missaggio di testimonianze e in piccola parte di fiction la figura del capo dei capi, della primula rossa della mafia: Bernardo Provenzano, il superboss scomparso nel nulla nel 1963 e solo di recente ricomparso fra pizzini, padri pii, selvatiche dimore, liste della spesa e codici di comportamento. Uomo d’onore più di Riina e Bagarella, Provenzano resta un mistero come tanta politica e malavita siciliana. Le domande di Amenta sono le nostre. Le risposte le loro. Come le complicità. Preziose in questo senso le parole di Giuseppe Linares, capo della Mobile di Trapani, dei procuratori Scarpinato e Lo Forte, e del colonnello dei carabinieri Michele Riccio.

Giovedì 17 aprile, ore 21.15,
alla presenza del regista Gianluca Arcopinto
ANGELI DISTRATTI
Reg. Gianluca Arcopinto; con Aran Berretto Jones, Rabie Hamid,
Saraj U Din M Roshan, Simona Torretta; Italia 2007; col.; 75’

Fallujah, novembre 2004. Mentre nella città si susseguono bombardamenti e massacri con armi non convenzionali, in una strana stanza alienante si incontrano un soldato americano e una donna irachena. II soldato, sia pure scosso per l’uccisione da parte del figlio della donna di suoi tre compagni, quando scorge la donna non spara. La donna è bendata, non costituisce un pericolo. I due parlano, si minacciano, piangono, si confessano, si raccontano, si feriscono. Quando tutto sembra finito e il soldato crede di poter tornare da dove è venuto, la macchina criminale della guerra non risparmierà né la donna né il soldato. La vicenda raccontata, basata su episodi veramente accaduti, è intervallata da materiale di repertorio e da interviste a Simona Torretta, a un reduce americano pentito, a un medico arabo che prestava servizio nell’ospedale di Fallujah in quei giorni e a una donna irachena alla quale la guerra ha ucciso i due figli.
II film è realizzato in collaborazione con «Un ponte per…» ed è ispirato al testo teatrale di Francesco Niccolini, Canto per Falluja.

* * *

PERCORSI SESSANTOTTESCHI
Breve viaggio in Italia fra il prima e il dopo Sessantotto

giovedì 8 maggio, ore 20.45
PRIMA DELLA RIVOLUZIONE
Reg. Bernardo Bertolucci; con Francesco Barilli, Adriana Asti,
Allen Midgette, Morando Morandini; Italia 1964; b/n; 110’

Smarrimento esistenziale, nostalgia del vivere, ideologia all’alba, la bassa padana, l’opera lirica, la borghesia che si veste a festa e decanta inquietudine e frustrazione. A Parma, la città del regista, il mito e la memoria, genius loci attorno a cui ruota questa trasformazione antropologica vestita da educazione sentimentale. In questo elegante romanzo di formazione il giovane Bertolucci, alla seconda opera, sfugge al conformismo del consenso per rarefarsi al sole nebbioso dei pioppi e inventarsi una possibilità di fuga nel rovescio dell’esistenza. La rivoluzione come dolcezza del vivere e malinconia del quotidiano. Struggente e bellissimo. Dolce e affascinante.

Ore 22.45
PARTNER
Regia di Bernardo Bertolucci; con Pierre Clementi, Stefania Sandrelli, Sergio Tofano, Tina Aumont; Italia 1968; col.; 100’

Splendore e manifesto del ’68. II Maggio si sta consumando a Parigi. Una ribalta della meglio gioventù. Impegno e arte della trasformazione. Cambiare il mondo. Un altro mondo è possibile. Il risultato è un film schizofrenico, mutante, periferico, cangiante, ombre espressioniste che scorrono sui muri, colori accesi dal taglio lisergico. Vietnam libero, Bandiera Rossa e la Marsigliese, Julian Beck e il Living, il Potemkin e Godard, Pinter e Mallarmé, il flipper e il lambrusco. Alla fine di questa giostra un po’ malconcia, intellettualistica e caoticamente affascinante, restano le parole del grande Sergio Tofano: «Non ci sono più suggeritori, il mondo va in rovina perché nessuno sa più suggerire e quello che è peggio non hanno niente da suggerire».

Giovedì 15 maggio, ore 21.15
PORCI CON LE ALI
Reg. di Paolo Pietrangeli; con Franco Bianchi, Cristiana Mancinelli Scotti, Lou Castel, Anna Nogara; Italia 1977; col.; 105’

Uscì l’omonimo libro per Samonà e Savelli e fu un successo clamoroso. Un best seller. Padri e figli e tracce di un ’68 scaduto, divenuto duro e malato. II libro restò a lungo senza autore. Sulla copertina c’erano Rocco e Antonia, i protagonisti della storia. Il linguaggio giovanilistico e sessualmente esplicito fece scandalo. Si seppe poi che a firmarlo erano stati Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice. Come un instant book generazionale. II film lo gira il cantautore Paolo Pietrangeli (opera prima) portando in primo piani malumori, disagi, giovani insicuri, niente ideologie e niente padri, il personale che cresce e il politico che si sfalda, il sesso prima di tutto, l’impegno chissà, il tutto in un mare di ormoni e di contraddizioni. Per vedere un po’ come eravamo. Dal ’68 al ’77. La fine è nota. Le musiche sono di Giovanna Marini.

Giovedì 22 maggio, ore 21.15
LAVORARE CON LENTEZZA
Reg. Guido Chiesa; con Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea,
Tommaso Ramenghi, Marco Luisi, Valerio Binasco,
Fausto Paravidino; Italia 2004; col.; 110’

Bologna 1977. Anno di trasmissione. Radio Alice è la voce del movimento studentesco. 13 mesi avventurosi di libertà e creatività. Esempio per tutte le radio libere che da lì a poco avrebbero affollato l’etere. Le parole d’ordine sono sempre le stesse: amore libero, sesso a gogò, lavoro zero, fantasia al potere. Malessere giovanile visto anche attraverso soluzioni alternative. Radio Alice non censurava. Esprimeva concetti e pensieri, dava la linea del non senso e la musica di un mondo che sarebbe finito col rapimento Moro e le cariche della polizia. E il morto dell’11 marzo. Capire il movimento. E un tunnel che non va da nessuna parte ma vorrebbe sbancare la banca. Il piatto perde e il movimento pure. Chiesa gira pensando anche al G8 di Genova. Radio Alice e la fine dell’innocenza. II cielo è sempre più cupo di lacrimogeni.

Giovedì 29 maggio, ore 21.15
PALOMBELLA ROSSA
Reg. Nanni Moretti; con Nanni Moretti, Silvio Orlando,
Mariella Valentini, Alfonso Santagata, Claudio Morganti,
Asia Argento; Italia 1989; col.; 90’

Michele Apicella gioca a pallanuoto. È nevrotico, passionale, pieno di tic, rigoroso. Michele è un militante e un dirigente dell’allora Partito Comunista Italiano. Ha perso la memoria. Gioca una partita e rivede ritrova il passato. Ma sbaglia il tiro finale e perde il senso della vita. E delle cose. Operetta morale, la palombella di Moretti colpisce il bersaglio di una certa ipocrisia di sinistra. Un qualunquismo intellettuale fatto di frasi fatte e parole al vento. La sconfitta di un’epoca e di un ideale? Il sol dell’avvenire che alla fine sorge e si illumina di cartapesta lo lascia presagire. Moretti maramaldeggia, si prende tutto lo spazio possibile, si compiace, si immerge nell’acqua del battesimo, sfodera un kit di narcisismo esuberante. Colleghi e amici a fare da comparse e cammei. Michele: un figlio risorto e impotente del sessantotto?

* * *

Rassegna e redazione a cura di Gianna Bandini e Gabriele Rizza.
Si ringraziano Mediateca Regionale Toscana, Festival dei Popoli,
Istituto Stensen, Piero Matteini, Carlo Coda, Enrico Gualandi, Stefano Arrighetti.

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