Spagna 1936. Un sogno immenso di libertà

Le radici con le ali
Istituto Ernesto de Martino
ANPI – Sezione di Sesto Fiorentino

presentano

Spagna 1936. Un sogno immenso di libertà.
Racconto cantato da Miguel Hernandez, Paco Curto e Chicho Sanchez Ferlosio

No pasaran

Opera di Francesco Del Casino

Con i Disertori e Gianni Calastri
Produzione associazione culturale “Le Radici con le Ali”, 2016

Domenica 11 dicembre 2016
dalle ore 16.00
presso l’Istituto Ernesto de Martino,
Auditorium Scuola di Musica

Ingresso libero
Seguirà buffet

Lo spettacolo vuole presentare, a ottant’anni dall’inizio della Guerra Civile Spagnola, una riflessione su uno degli avvenimenti che maggiormente hanno inciso nell’immaginario collettivo popolare, attraverso tre diversi piani comunicativi: le letture, i canti e i filmati.
Le letture presentano l’evolversi della crisi spagnola, partendo dall’uccisione di Francisco Ferrer fino ad arrivare all’epilogo della sconfitta del 1939. Il riferimento principale però è costituito dalle poesie e più in generale gli scritti di Miguel Hernandez, il “poeta pastore” della Guerra Civile e altri scritti di Francisco Ferrer, Sara Berenguer Guillen, Durruti, Rosselli e intellettuali di tutto il mondo.
I canti sono frutto di un lavoro di ricerca su brani meno noti di questo periodo. Alcuni sono composti da Francisco Curto su poesie dello stesso Hernandez, altri ancora appartengono al repertorio di Chicho Sanchez Ferlosio. Gli arrangiamenti sono tutti per strumenti acustici (chitarra, flauti, contrabbasso, viola e percussioni). La modalità di riproposta privilegia una maggiore vicinanza espressiva alla cultura popolare e al rapporto tra musica e poesia.
I canti vengono eseguiti in lingua originale.
I filmati con funzione didascalica consentono al pubblico un coinvolgimento ulteriore nell’atmosfera di questo periodo; sono tratti da alcuni extra del documentario Memorias (Kinè, 2014).
Lo spettacolo vuole essere una lettura poetica di questo grande sogno collettivo.
L’idea è quella di  disseppellire questa memoria scomoda e ricordare quel clima di creatività febbrile e di cambiamento vissuto in Spagna agli inizi dell’impresa e caratterizzato dallo sforzo di superare il clericalismo, di emancipare la donna, di cancellare l’analfabetismo, di far partecipare tutta la società alla nuova cultura, anche attraverso la musica, il teatro, il cinema.
Un drappo dipinto dal muralista Francesco Del Casino funge da scenografia.
Al pubblico viene distribuito un piccolo libretto di sala, con una breve contestualizzazione storica, i testi e le traduzioni dei canti.

Durata di 1 ora e 20 circa

— I Disertori —

I Disertori  nascono all’interno dell’associazione culturale “Le Radici con le Ali”, in provincia di Siena nel 2013, dall’incontro di varie esperienze di musica e canto. Alcuni elementi hanno un’esperienza trentennale di ricerca, canto e riproposta del prezioso repertorio popolare toscano che nel tempo si è arricchito con documenti del libero pensiero e della fratellanza universale e di quell’imprescindibile umanesimo di razza contadina che rinnova la nostra memoria e il nostro impegno civile.

I Disertori

Andrea Fantacci chitarra e voce
Ario Capra voce
Camilla Fantacci voce
Eleonora Bagnani voce
Giovanni Bartolomei da Prato voce
Jacopo Crezzini contrabbasso
Jamie Marie Lazzara viola
Lucia Fantacci voce
Monica Tozzi voce
Sara Ceccarelli flauto e percussioni
Gianni Calastri narratore e membro fondatore del Teatro di Nascosto – Hidden Theatre

“Cantiam della sinistra gli argomenti
che furono di lotte ancora attuali.
Di ecologia, di grano e altre sementi
di contadini e multinazionali.
Cantiam la libertà di corpi e menti
siam libertari più che liberali
i più di Sovicille n’i senese
una californiana e un pratese”

— MEMORIAS —
Documentario Produzione Kinè, Anpi Colle val d’Elsa, 2014.

Le tracce di tre antifascisti italiani che hanno partecipato alla Guerra Civile Spagnola diventano, in senso positivo, un pretesto per raccontare altro: l’eredità e le contraddizioni della memoria, la sua conflittualità, i pericoli della dimenticanza e gli antidoti all’oblio. Memorias, al plurale, come somma delle tre memorie individuali e di quella, anche più problematica e meno tangibile, storica collettiva; mai, come in questo caso, tanto conflittuale, spezzata, misconosciuta.

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