La nastroteca

Descrizione

 La nastroteca raccoglie 6000 e più nastri magnetici – in parte frutto di ricerche promosse, finanziate ed effettuate dall’Istituto stesso, in parte versati o depositati da privati, in parte dai ricercatori e dai gruppi di ricerca che si riconoscono nell’attività dell’Istituto – contenenti documenti sonori registrati “sul campo”, dal vivo, per un totale complessivo di circa 15000 ore di registrazione, di cui quasi la metà attinenti l’espressività musicale del mondo contadino (canti popolari tradizionali in lingua e in dialetto, canti sociali, canti di lavoro, canti religiosi e canti della protesta sociale e politica; rappresentazioni popolari, danze, riti, autobiografie, testimonianze e ricordi sui momenti più significativi della storia del movimento operaio italiano, manifestazioni sindacali e politiche, ecc.).

Le registrazioni sono state effettuate in tutte le regioni italiane, in particolare in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzi, Puglie, Calabria, Sicilia, Sardegna.

I principali filoni tematici toccati dalla ricerca, che indichiamo qui a grandi linee, sono:

  • la rilevazione di campioni dialettologici delle diverse regioni italiane
  • il canto narrativo e il canto lirico-monostrofico
  • passato e presente nella vita e nel lavoro di risaia
  • le tradizioni popolari locali in rapporto alla realtà degli insediamenti industriali in provincia di Alessandria
  • il mondo magico dell’Abruzzo teramano
  • la Resistenza in Valsesia
  • la Resistenza nell’Emilia Romagna
  • i riflessi della storia del movimento operaio in provincia di Novara nelle fonti orali
  • la rivolta contadina di fine Ottocento nell’Alto Milanese con le sue canzoni e grida
  • l’evolversi e il frantumarsi della comunità e della cultura contadina a Acquanegra sul Chiese
  • il lavoro nelle filande
  • la rappresentazione popolare in rapporto al teatro politico
  • una ricerca sui canti in funzione di lavoro
  • la rilevazione e lo studio di alcuni repertori individuali, familiari o di gruppo di eccezionale portata
  • la realtà dell’espressività contadina e le sue mutazioni lungo il corso dell’Adda (Lombardia)
  • le lotte bracciantili del secondo dopoguerra nella pianura padana
  • un complesso di ricerche per ritmi calendariali, civili e religiosi
  • il movimento studentesco in Italia e all’estero
  • particolari momenti delle lotte di indipendenza nazionale nel Terzo mondo
  • una ricerca sulla cintura operaia milanese
  • varie ricerche sulla condizione operaia, in situazioni ed epoche diverse
  • una ricerca sulla Fiat di Torino
  • l’inizio di una ricerca sui riflessi diretti e indiretti delle nuove tecnologie sulla soggettività operaia

La parte non musicale di questa raccolta comprende ricordi e testimonianze, dirette e indirette, sui modi di lavoro e di vita del mondo contadino, sulle prime forme di organizzazione del movimento operaio italiano, sull’antifascismo e la Resistenza, sui fatti storici e sulle situazioni nel cui contesto le forme di espressività di base hanno la loro genesi e funzione; e inoltre registrazioni dal vivo di rilevanti momenti di aggregazione sociale, legati ai nodi salienti della vicenda storica del nostro paese negli ultimi venti anni.

In considerazione dell’unicità e irripetibilità sia delle testimonianze raccolte su determinati periodi sia delle situazioni documentate dal vivo in un determinato momento storico, il valore di questa raccolta può dirsi inestimabile, per l’insostituibile apporto fornito allo studioso dal documento direttamente fissato nel prodursi dell’evento.

 

Strutturazione

La nastroteca dell’Istituto risulta essere così organizzata:

  1. FONDO ISTITUTO ERNESTO DE MARTINO (al cui interno sono collocati vari blocchi: “Ricerca Alessandria”, “Risaia”, “Ricerca Adda”, “Dialetti Italiani”) che comprende anche:
    1. Deposito Franco Coggiola
    2. Deposito Michele L. Straniero
    3. Sezione internazionale
  2. FONDO IDA PELLEGRINI (al cui interno sono collocate le registrazioni effettuate da Gianni Bosio e Clara Longhini) che comprendono anche:
    1. Deposito Maria Vailati
    2. Deposito Gian Luigi Arcari
    3. Deposito Giuseppe Morandi
    4. Deposito Dante Bellamio
  3. FONDO CESARE BERMANI (presso Cesare Bermani)
  4. FONDO ALESSANDRO PORTELLI (presso Alessandro Portelli)
  5. FONDO MARCO MÜLLER (presso Marco Müller)
  6. FONDO MIMMO E SANDRA BONINELLI (presso Mimmo e Sandra Boninelli)
  7. FONDO RICERCATORI ESTERNI (al cui interno sono collocati i nastri depositati da 82 ricercatori, in ordine alfabetico)

La situazione della catalogazione oggi esistente, relativa ai Fondi della Nastroteca, presenta notevoli differenze di livello: per alcune parti esistono catalogazioni analitiche, precise e dettagliate (in alcuni casi anche con indici analitici per località, per incipit, per portatori, per soggetti, ecc.); per altre, all’estremo opposto, esistono soltanto indicazioni sommarie relative ai filoni prevalenti, per grandi linee, a volte con annotazioni estremamente generiche, relative all’occasione o alla data o al luogo (talvolta con differenze notevoli, da un nastro all’altro, all’interno di uno stesso fondo).

I nastri sono di lunghezze diverse, registrati con microfoni e apparecchi diversi, raccolti su bobine di diametro diverso (talvolta cassette), registrati a velocità di scorrimento diverse (da un minimo di 15/16 di pollice per secondo pari a 2,38 cmps., a un massimo di 30 pollici per secondo, pari a 76 cmps). Una precisa valutazione in termini di ore di registrazione effettiva potrà essere fatta soltanto a catalogazione ultimata: una stima prudente, approssimativa per difetto piuttosto che per eccesso, può essere azzardata intorno alle 15000 ore complessive di registrazione.

 

Il fondo Istituto Ernesto de Martino

Nella Nastroteca dell’Istituto Ernesto de Martino il Fondo intitolato all’Istituto stesso è certamente il più esteso e composito. Al suo interno, nel corso della ricerca, sono stati individuati quattro settori principali:

  1. Nastri contenenti registrazioni originali effettuate nel corso di varie ricerche sul campo (condotte da ricercatori interni all’Istituto Ernesto de Martino) ideate, promosse e organizzate dall’Istituto stesso; al suo interno trovano inoltre speciale collocazione alcuni gruppi di nastri riguardanti uno stesso tema, o ricercatore, o zona (o perché così in blocco depositati per espressa volontà del ricercatore).
  2. Nastri riportanti la registrazione di convegni di studio, seminari di studio, congressi, riunioni di ricerca, discussioni metodologiche e/o organizzative, ecc., riguardanti i vari campi di attività dell’Istituto.
  3. Nastri relativi a momenti di diffusione e di riproposta del canto popolare e sociale italiano attraverso conferenze-comunicazioni-rappresentazioni preparate sulla base dei risultati della ricerca (dai nastri-guida per la preparazione di rappresentazioni, ai nastri di scena per spettacoli teatrali, alla registrazione dal vivo di occasioni pubbliche di diffusione e di riproposta) nonché a proposte di “nuova” canzone sociale nel momento del loro formarsi e nel momento della loro proposta e verifica pubblica.
  4. Nastri contenenti copie di dischi rarissimi, o di acetati o di nastri unici concessi temporaneamente in prestito per effettuarne copia; di diversa provenienza ed epoca, spesso antecedente la nascita dell’Istituto, possono, per tematiche e filoni, essere considerati come estensione del primo settore sopra indicato (A).

I nastri sono indicati in ordine cronologico, in base alla data di incisione (per i nastri del settore D talvolta non certa, ma presunta o approssimativa).

 

Il salvataggio della nastroteca

L’archivio sonoro dell’Istituto è costituito principalmente da nastri magnetici, organizzati e conservati in un’apposita scaffalatura Lips-Vago. Molti nastri hanno un’età decisamente avanzata e, nonostante la cura con cui sono conservati, il deterioramento della qualità incalza. L’esigenza di garantire continuità a un patrimonio culturale prezioso e unico ha mosso l’Istituto a intraprendere, all’incirca a partire dal 1996, il lavoro di trasferimento di tutta la nastroteca su Compact Disc, contemporaneamente a quello di catalogazione, verifica e integrazione delle schedature già esistenti. In una prima fase l’Istituto si è trovato a dover affrontare la difficoltà, determinata anche dall’atipicità del lavoro, di trovare soluzioni tecniche e organizzative efficaci. Il lavoro ha assunto quindi inizialmente un carattere quasi sperimentale: si è passati attraverso diverse impostazioni che sono poi approdate all’attuale configurazione: due collaboratori svolgono il lavoro di trasferimento contemporaneamente su due linee parallele che partono da sei registratori a due e quattro piste a bobina Revox – modificati allo scopo di leggere correttamente i nastri registrati alle velocità più disparate -, quattro piastre a cassette Nakamichi, un giradischi Thorens e un lettore DAT Tascam, per terminare su tre masterizzatori audio professionali Fostex. Il lavoro prevede una fase iniziale di verifica, eventuale restauro e ascolto integrale del supporto da salvare, necessaria anche a riconoscere e impostare le velocità di lettura (talvolta diverse all’interno dello stesso nastro) e il livello di masterizzazione, nonché a stabilire i tempi per l’indicizzazione del CD. Il processo di trasferimento vero e proprio avviene poi in tempo reale, e necessita di una monitorizzazione costante da parte dell’operatore, che verifica il corretto procedere del trasferimento e imposta gli indici sul CD. Dal CD Master ultimato e finalizzato, laddove il suono risulti particolarmente deteriorato, si procede a un ulteriore trattamento attraverso un editing con dei software su computer. Per i supporti già schedati c’è poi una fase di integrazione e copiatura su un programma di schedatura appositamente progettato, mentre per i nastri sprovvisti di catalogazione o dotati di una schedatura parziale o lacunosa è previsto l’intervento del ricercatore. Ad oggi i CD prodotti sono ca. 2000 e le schede finite ca. 1200, frutto del salvataggio dei fondi Ida Pellegrini, Angiolo Gracci, Francesco Vite, Alfredo Melani, Ricerca Adda, Michele L. Straniero (quest’ultimo tuttora in lavorazione).

È facile capire che il lavoro, nonostante sia ormai ben definito negli aspetti tecnologici e organizzativi, è ancora tanto. La grande mole dei nastri e la quantità di ore di registrazione impongono i tempi lunghi necessari a svolgere un lavoro che ha il valore della salvaguardia, dell’organizzazione e talvolta anche della riscoperta della memoria.