Ex fabrica

Una fabbrica chiusa, dopo cento anni di lavoro, le macchine e gli attrezzi al loro posto.
I segni dell’operaio lasciati sui muri, sulle carte appese, sugli oggetti. Qui non c’è più nessuno, ma restano le tracce che raccontano una storia di menti, corpi, mani, che creavano con la loro abilità artigianale bulloni per i binari delle ferrovie. E noi abbiamo viaggiato su quei binari dal Sud al Nord dell’Italia e poi di nuovo dal Nord al Sud per tornare a casa. Ora restano la storia e le storie di chi lì ha vissuto e lavorato.
Le foto di Giorgio Scalenghe, scattate nel 2013, ritraggono i locali, gli oggetti e gli attrezzi presenti in una piccola fabbrica metalmeccanica da poco dismessa di un paese dell’area alpina piemontese (Vogogna, prov. Verbano Cusio Ossola).

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Il culto di San Domenico a Cocullo

Il n. 25/2015 della nostra rivista dedica un ampio spazio al lavoro inedito di Cesare Bermani sugli aspetti della religiosità in Abruzzo, intitolato Il paese di San Domenico. Al momento di andare in stampa eravamo privi di immagini sui riti di Cocullo, provincia de L’Aquila, che costituiscono una parte importante dello studio. Solo in seguito un collaboratore dell’Istituto, Giorgio Scalenghe, ci ha fornito un ampio servizio fotografico proprio su quel culto. Lo pubblichiamo qui come aggiunta al numero della rivista.
Come è stato messo in luce da Giuseppe Profeta (S. Domenico abate di Sora e di Cocullo, Edizioni Libreria Colacchi, L’Aquila, 2011) il culto di San Domenico in Abruzzo è polipatronale. In esso il santo è invocato contro il morso di molti animali (cani rabbiosi, lupi, serpenti) e contro le odontalgie. A Cocullo con il tempo l’immaginario popolare ha fatto emergere sugli altri l’elemento serpente che dà prestigio campanilistico e culturale al paese, sorregge oggi anche un interesse turistico, mentre nella processione si è sempre più evidenziato l’aspetto spettacolare delle serpi.
Le foto di Giorgio Scalenghe sono state scattate il primo maggio 2008, durante i festeggiamenti che ogni primo giovedì di maggio si svolgono per San Domenico. In quell’occasione le vie del paese sono percorse dai serpari con i serpenti che verranno posti sulla statua del Santo per la processione. I serpenti passano fra le mani dei serpari e da questi a chiunque voglia appropriarsene. I rettili sono docili e tranquilli. Quel giorno una folla sempre più numerosa si accalca lungo i vicoli. Si ascoltano suonatori di ciaramella e di organetto, in piazza si esibisce la banda e, preceduto da donne in costume tradizionale, giunge il Santo portato a spalle, adornato di serpi.

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Primo maggio 2005 – Fotografie di Annalisa Savoca

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InCanto 2003 – Fotografie di Angela Chiti

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InCanto 2002 – Fotografie di Angela Chiti

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