|
n. 18, 2006 - pgg. 120, € 10
Come acquistare la rivista
Il de Martino
Rivista dell’Istituto Ernesto de Martino
per la conoscenza critica e la presenza alternativa
del mondo popolare e proletario
Regione Toscana
Porto Franco. Toscana. Terra dei popoli e delle culture
TraArt
Comune di Follonica
In questo numero:
Ernesto de Martino e Franco Basaglia:
la riflessione su identità/alterità
Atti del convegno di Follonica (GR)
Civica Pinacoteca “Amedeo Modigliani”
19 novembre 2005
a cura di Luciana Pieraccini
Scritti e interventi di
Luigi Attenasio, Milva Banti, Franco Basaglia,
Lanfranco Binni, Pietro Clemente, Gianni Cutolo,
Ernesto de Martino, Ivan Della Mea, Sabrina Gaglianone,
Clara Gallini, Alfonso M. Iacono, Maurizio Merico,
Agostino Pirella, Annamaria Rivera, Fulvio Rizzo, Luigi Tarricone
* * *
S O M M A R I O
| |
Presentazione
Siamo uguali davanti a tutti. O dovremmo esserlo
Istituto Ernesto de Martino
Saluti
Saluto del Sindaco del Comune di Follonica
Claudio Saragosa
Saluto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Follonica
Sabrina Gaglianone
Saluto del Presidente dell’Istituto Ernesto de Martino
Ivan Della Mea
Lettera di saluto del coordinatore del progetto regionale “Porto Franco. Toscana. Terra dei popoli e delle culture”
Lanfranco Binni
Relazioni
De Martino e Basaglia: la dialettica del sé e dell’altro
Annamaria Rivera
L’ambiguo statuto della follia
Clara Gallini
Franco Basaglia ed Ernesto de Martino, “signori del limite”
Luigi Attenasio
Critica della naturalizzazione. De Martino e Basaglia
Alfonso M. Iacono
Continuando a pensare a Basaglia e de Martino: storie di nostri pensieri
Pietro Clemente
Dibattito Conclusivo
Appendici
La guerra nucleare
Ernesto de Martino
La soluzione finale
Franco Basaglia
Colloqui su Ernesto de Martino: l’esperienza politica
Maurizio Merico
Un sogno firmato Franco Basaglia
Agostino Pirella
Libri ricevuti
|
* * *
Ernesto de Martino e Franco Basaglia affermano con le loro ricerche, i loro scritti, le loro opere, che tutti, in senso sociale e politico e culturale e dunque umano, siamo uguali davanti a tutti: qui e ora. O dovremmo esserlo. Laddove e allorquando questo non avvenga non c’è giustizia sociale, non uguaglianza e non libertà: non democrazia. [...] Le relazioni presentate [al convegno] hanno focalizzato i concetti di alterità e di identità così come emergono dal lavoro intellettuale, sociale, politico di Ernesto de Martino e di Franco Basaglia, un lavoro che traeva spunto e materia da precisi contesti culturali e sociali; e hanno dimostrato come l’indagine su tali concetti non possa certo considerarsi conclusa con le fondamentali elaborazioni demartiniane e basagliane, le quali forniscono anzi strumenti e itinerari di riflessione per indagare le problematiche indotte dal mutare degli scenari socio-culturali.
(dalla Presentazione dell’Istituto Ernesto de Martino)
[...] L’attuale congiuntura culturale dell’occidente non conosce il tema della fine al di fuori di qualsiasi orizzonte religioso di salvezza, e cioè come disperata catastrofe del quotidiano, del domestico, dell’appaesato, del significante e dell’operabile: una catastrofe, che narra con meticolosa e talora ossessiva accuratezza il disfarsi del configurato, l’estrniarsi del domestico, lo spaesarsi dell’appaesato, il perder senso del significante, l’inoperabilità dell’operabile.
(da La fine del mondo di Ernesto de Martino)
Solo l’esclusione dell’altro, del diverso, consente al potere di conservare la propria ideologia, snza tener conto delle sue contraddizioni. Ma il non tener conto delle proprie contraddizioni significa anche assumere l’ipotesi da cui si è partiti come un dato di fatto, la cui verifica è da evitare se non si vuole rischiare di venirne smentiti.
(da La soluzione finale di Franco Basaglia)
La questione identitaria è oggi più che mai centrale nella riflessione teorica di Porto Franco, per sviluppare pratiche interculturali efficaci che coinvolgano l’intera società toscana. Su questo tema abbiamo sviluppato [...] il programma “Identità&Nomadismo”: per declinare la complessità delle “identità” in ogni direzione, decostruendo le dinamiche sociali e di potere che istituiscono l’“identità” come prigione sociale delle soggettività e come clava di potere da abbattere sulle diversità e sui “nemici”; per sviluppare invece le potenzialità umane, sulle linee di analisi e proposta politica che ci hanno insegnato, tra gli altri e le altre, Ernesto de Martino e Franco Basaglia.
(dal Saluto di Lanfranco Binni)
|