Ascanio Celestini in “Racconti d’estate”

Il 9 giugno ritorna all’Istituto de Martino Ascanio Celestini, accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei.

Ascanio Celestini - Ritratto

Ascanio Celestini – Foto di Lucia Baldini

Così Ascanio ci racconta lo spettacolo Racconti d’estate: «Delle letture, un lavoro in corso, uno studio, un’improvvisazione, un incontro, uno spettacolo sbagliato. Una parte dello spettacolo è costruito da letture, una parte è improvvisato pescando dal mio repertorio. Alle volte la scaletta è scritta un’ora prima e cambia in corsa. Alcuni racconti provengono dalla tradizione popolare, altri sono completamente inediti. Certe volte sono fiabe moderne, altre volte sono trascrizioni di interviste attraverso le quali si ripercorre una storia realmente accaduta, ma un centro forse c’è sempre: è l’importanza delle parole. Quelle che ci servono per dire verso quale futuro ci stiamo incamminando. “Il nostro domani sarà più luminoso del nostro ieri. Ma chi ci garantisce che il nostro dopodomani non sarà peggio del nostro altroieri?”. Questo scrive Venedikt Erofeev e noi che viviamo oggi pescando da ieri e dall’altroieri, ci interroghiamo sul domani e sul dopodomani con canti e racconti, ma anche con un po’ di rabbia e sconcerto».

Programma

Sabato 9 giugno 2018, ore 21.15
presso l’Istituto Ernesto de Martino

Ascanio Celestini in
Racconti d’estate
con la fisarmonica di Gianluca Casadei

Ingresso 7 euro

 

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Capitan Capitone (Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa in concerto

InCanto 2018
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività
XXIIª edizione
InCanto tutto l’anno

Sabato 26 maggio 2018, ore 21.15
presso l’Istituto Ernesto de Martino
Villa San Lorenzo al Prato
via Scardassieri, 47
Sesto Fiorentino (Fi)

Daniele Sepe
Capitan Capitone e i Fratelli della Costa

Con Roberto Colella, Andrea Tartaglia,
Sara Squeglia, Tommy De Paola, Alessandro Morlando,
Davide Afzal, Pasquale De Paola, Daniele Sepe

Ingresso: 7 euro

Capitan Capitone e i Fratelli della Costa

Il 26 maggio ritorna all’Istituto de Martino uno degli artisti più geniali del panorama musicale italiano: Daniele Sepe. L’artista napoletano non ha mai dismesso la passione politica e le sperimentazioni jazz con la musica popolare. Grazie al collettivo di Capitan Capitone e i Fratelli della Costa è riuscito a mettere assieme oltre 60 musicisti napoletani delle ultime generazioni. Sotto la guida del maestro Sepe saltano gli steccati e le barriere fra i generi musicali, nel nome della creatività e della convivialità, dell’ironia e della rabbia. Un progetto musicale nato grazie a un concerto di solidarietà per gli operai di Pomigliano d’Arco, come racconta lo stesso Sepe in una intervista pubblicata sull’ultimo numero della nostra rivista «Il de Martino» (Il canto sociale e la popular music, n. 26-27, 2017). Ed è così che si autorappresentano: «Capitan Capitone e i Fratelli della Costa è un collettivo, o meglio una ciurma, che raccoglie le migliori lame di Napoli contemporanea. Insieme hanno già dato vita ad un epico concerto in piazza Dante a Napoli a sostegno della cassa di resistenza operaia dei cassintegrati Fiat, coinvolgendo migliaia di persone in un concerto che è la fotografia di quello che accade oggi musicalmente in città. Mostrano le diverse anime musicali di una città ricca e prosperosa di note come Napoli: il rock, la canzone d’autore, il jazz, il funk, il punk, il reggae, il rap e di tutto di più. Il collettivo ha un assetto variabile, e si dà all’arrembaggio a seconda del galeone da assaltare».

Nella splendida cornice di Villa San Lorenzo ci sarà anche un’altra novità: una mostra con i disegni tratti dal doppio CD Ama chi ti ama. I tempi della vita cantati dalle donne (Ala Bianca – Ed. Bella Ciao 2018).

Vi ricordiamo che con il 1° maggio inizia il tesseramento all’Istituto Ernesto de Martino per il 2018 e per sostenerci c’è la possibilità di donare il 5×1000 all’associazione “Io sto col de Martino” (c.f.: 94255380480).

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Archivio 1968: tra ricerca e memoria

Archivio 1968: tra ricerca e memoria
Un convegno promosso da Istituto Ernesto de Martino,
Centro di Documentazione di Pistoia,
Archivio il Sessantotto di Firenze

11-12 maggio 2018
Istituto Ernesto de Martino,
via Scardassieri 47,
Sesto Fiorentino (FI)

Nous sommes le pouvoir

Questo convegno ha come oggetto qualcosa di diverso rispetto alla usuale carrellata di fatti, memorie, ricordi, recriminazioni e interpretazioni dell’“anno dei miracoli”. La riflessione ruota attorno al ruolo della principale base di ogni ricostruzione storica nonché lavoro di ricerca: la fonte. In questo senso come si intreccia l’archivio cosiddetto “militante” o “di movimento” con il lavoro dello storico? Al centro della riflessione di questa due giorni ci sono temi come la neutralità di fonti e storici, il conflitto tra militanza e ricerca, i conflitti tra ricostruzione e immaginario con particolare attenzione a ciò che ha rappresentato il ’68 nella storia d’Italia.
A chiusura del convegno uno sguardo al futuro con un seminario sulla sfida digitale che riguarda il mondo archivistico globale.

Programma

11 maggio: Ricerca

  • 14.30
    Apertura del convegno: Saluti di Stefano Arrighetti, Istituto Ernesto de Martino
  • 15.00
    Marco Grispigni: che cos’è un “archivio di movimento”
  • 15.30
    Leonardo Musci: il riordino presso l’Archivio Centrale dello Stato (in ossequio alle recenti direttive Renzi e Prodi sulla declassificazione)
  • 16.00
    Intervallo
  • 16.30
    Antonio Fanelli: le voci e le storie del ’68. L’Istituto Ernesto De Martino, prima durante e dopo il 1968
  • 17.30
    Dibattito. Discussant: Marco de Nicolò (Università di Cassino)
  • Ore 18.30
    Fonti e dibattito storico intorno al ’68. Lectio Magistralis di Alessandro Portelli

12 maggio: Memoria

  • 09.00
    Introduzione di Antonio Benci
  • 09.30
    Archimovi. Voci e carte per una storia pubblica: Archivio dei movimenti di Genova (relatori: Giuliano Galletta e Virginia Niri)
  • 10.00
    Dentro e fuori l’archivio: raccontare il lungo ’68: Centro studi movimenti Parma (relatore: Valentina Bocchi)
  • 10.30
    Intervallo
  • 11.00 Per una storia di lunga durata di Bologna: dal ’68 al ’77 nelle fonti d’archivio: Archivio Pezzi di Bologna (relatore: Fabrizio Billi)
  • 11.30
    Silenzi che parlano. Le lacune archivistiche e l’importanza dei progetti di mappatura e censimento delle fonti esistenti: Archivio Flamigni di Oriolo Romano (VT) (relatore: Ilaria Moroni)
  • 12.00
    Il ’68 in Sicilia, tra un terremoto e una strage: Centro Impastato di Parlermo (relatore: Umberto Santino)
  • Pausa con piccolo buffet
  • 14.00
    Antimoderati e 1968: Centro di Documentazione di Pistoia (relatore: Antonio Benci)
  • 14.30
    Archiviare che fatica. L’esperienza della Biblioteca Serantini tra innovazione e tradizione: Biblioteca Serantini di Pisa (relatore: Franco Bertolucci)
  • 15.00
    I luoghi del ’68 a Firenze: Archivio Il Sessantotto di Firenze (relatore: Adriana Dadà)
  • Ore 15.30
    Dibattito
  • Ore 16.00-18.00
    La sfida digitale (dibattito su Archivi e (in)capacità di fare sistema per una digitalizzazione delle fonti d’archivio. Modera Luca Brogioni (SDIAF – Firenze). Introduce Francesca Breschi dell’Archivio Il Sessantotto di Firenze)
  • Alle 18.00 chiusura dei lavori con il Coro Canta Liberi

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Primo maggio 2018, la festa

Volantino 1 maggio 2018

Le stagioni della politica cambiano ma il 1° maggio resta perché è la festa più bella del nostro “calendario civile”, la festa dove tutto si tiene: l’impegno e la consapevolezza, il piacere dell’incontro, il cibo, la musica e la scoperta di nuovi amici e compagni di strada che arrivano da lontano. Sono davvero tanti i musicisti che ospiteremo martedì 1 maggio e arrivano da tanti posti diversi: dalla Val Chisone, con la voce solista di Giovanni Battaglino, sempre dal Piemonte e nel nome di Alberto Cesa, gli “Alberkant”, dall’Umbria la “Nuova Brigata Pretolana”, da Livorno le immancabili e irresistibili “De’ Soda Sisters”, da Piadena, nel cremonese, le voci di “Peto, Leo e l’Intrusa”, dalla Val di Sieve i “Suonatori Terra Terra”, da Firenze i “Fratelli Rossi” e da Sesto Fiorentino “Adolfo e la sua armonica”. Le corali non mancheranno: da Fiesole i “Cantaliberi”, dalla Maremma il “Coro Sediciagosto”, da Livorno il “Canto delle ragazze” diretto da Maria Torrigiani e da Firenze “Le Mnemosine” dirette da Ilaria Savini. Alcune novità: come gli URSS (Ukulele Russian Strings Situation) dalla zona del cuoio e un atteso ritorno, quello dei toscani “Vincanto”, con il loro nuovo e bellissimo album (Il canto rovesciato).

Altre sorprese: Marco Rovelli, scrittore e musicista, ci presenta l’atteso e amato lavoro Bella una serpe con le spoglie d’oro (Squilibri, 2018) dedicato a Caterina Bueno, musa ispiratrice del suo scavo nella tradizione toscana e maestra di tanti artisti, e, tra questi Maurizio Geri che sarà nostro ospite il 1 maggio. Dall’appennino pistoiese Geri ci incanta con la sua chitarra e la sua inconfondibile voce, al centro del nuovo libro-cd Perle d’appennino (Visage, 2018). E proprio a Caterina Bueno quest’anno dedichiamo i nostri sforzi, grazie al crowdfounding per sostenere il film Caterina, un documentario su Caterina Bueno (regia di Francesco Corsi, produzione Kinè).

Parleremo di lavoro e di politica con Stefano Bartolini e Tommaso Nencioni, tra gli autori del libro I giovani salveranno l’Italia. Come sbarazzarsi delle oligarchie e riprenderci il futuro (Imprimatur, 2018).

Nella splendida cornice di Villa San Lorenzo ci sarà anche un’altra novità: una mostra con i disegni tratti dal doppio cd Ama chi ti ama. I tempi della vita cantati dalle donne (Ala Bianca – Ed. Bella Ciao 2018). Con il 1° maggio inizia anche il tesseramento all’Istituto Ernesto de Martino per il 2018, e  vi ricordiamo anche la possibilità di donare il 5×1000 all’associazione “Io sto col de Martino” (c.f.: 94255380480).

PROGRAMMA

Martedì 1 maggio dalle ore 12:30

Ore 12,30 – Pranzo popolare

A seguire, dalle 15.00, i canti e le musiche di Coro Cantaliberi, Coro Sediciagosto, Coro Menomosine, Vincanto, Maurizio Geri, Nuova Brigata Pretolana, Marco Rovelli, Alberkant, Fratelli Rossi, De’ Soda Sisters, Giovanni Battaglino, Il canto delle ragazze, Suonatori Terra Terra, URSS, Peto Leo e l’Intrusa, Adolfo e la sua armonica

Tommaso Nencioni presenta il libro I giovani salveranno l’Italia. Come sbarazzarsi delle oligarchie e riprenderci il futuro (Imprimatur, 2018).

Ci saranno poi altri interventi dal palco delle realtà associative che collaborano alla realizzazione della nostra festa.

Ovviamente: ingresso libero.

Vi aspettiamo tutti a Sesto Fiorentino!!!

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Un Gramsci mai visto

Un Gramsci mai visto

TreTTempi Folk e il Circolo ARCI “Il Progresso” di Firenze, con il sostegno di CGIL Toscana e dell’Istituto Ernesto de Martino, nonché la collaborazione dell’associazione “La leggera”, organizzano un’iniziativa pubblica dedicata alla vita e al pensiero di Antonio Gramsci

Un Gramsci mai visto
Il pensatore rivoluzionario fra teatro, musica e poesia

L’iniziativa si terrà sabato 21 aprile 2018 presso la sala teatro del Circolo ARCI “Il Progresso” in via Vittorio Emanuele n. 135, Firenze.

Programma

Ore 18:00
Presentazione del libro di Angelo d’Orsi Gramsci. Una nuova biografia (Feltrinelli). Sarà presente l’autore.

Ore 21:00
Spettacolo teatrale Un Gramsci mai visto. Il pensatore rivoluzionario fra teatro, musica e poesia, con Angelo d’Orsi e i Suonatori della leggera.

Lo spettacolo sarà articolato in momenti di monologo sulla vita di Antonio Gramsci, interpretato da Angelo d’Orsi, e in momenti di canto e di musica tradizionale curati dall’Associazione culturale “La leggera”.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di far conoscere e avvicinare al pensiero gramsciano il più vasto pubblico attraverso la forma di uno spettacolo teatrale come possibile sintesi di due approcci, quello storico e quello poetico.

Ingresso a offerta consigliata di almeno 5 euro per sostenere le spese organizzative.

Per informazioni: trettempi@gmail.com


Angelo d’Orsi, allievo di Norberto Bobbio, è stato Ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, fino a pochi mesi fa. Oltre alla storia delle idee e delle culture e dei gruppi intellettuali in età contemporanea, al fascismo, al militarismo e al pacifismo, si è dedicato a questioni di metodologia e di storia della storiografia. Da anni studia la vita e il pensiero di Antonio Gramsci, al quale ha dedicato libri, articoli, edizioni di testi. Ha dato vita alla Bibliografia Gramsciana Ragionata (I vol., Viella, 2008), è membro della Commissione per l’Edizione Nazionale degli scritti di Gramsci (e di quella degli scritti di Labriola), dirige «Historia Magistra. Rivista di storia critica», e «Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci».

L’associazione culturale “La leggera” ha sede a Rufina (Toscana), si occupa di cultura tradizionale nella pratica, nello studio e nella trasmissione dei linguaggi della musica, della danza, del canto, della narrazione e del teatro appresi dalle generazioni di anziani in Valdisieve e in Casentino. Terre abitate fino a ieri, come tante nella nostra penisola, da contadini, pastori, montanari e artigiani.

Il circolo ARCI “Il progresso” è una delle Case del Popolo più antiche di Firenze. Il primo documento ufficiale risale al 1915, lo Statuto Sociale della “Società Ricreativa di Montughi – Il Progresso”, costituitasi il 18 giugno 1915 con lo scopo di «concorrere all’educazione e istruzione dei soci e delle loro famiglie con conferenze e istituzione di biblioteche», di gestire un locale «per ricreazione con giochi e trattenimenti», di «sviluppare la solidarietà fra tutti i figli del lavoro in campo intellettuale, morale ed economico». Oggi il Circolo promuove iniziative culturali e la partecipazione democratica alla vita della città e non solo.

Trettempi Folk è un gruppo spontaneo che promuove la cultura popolare nelle forme della musica e della danza tradizionale. Dal 2014 organizza, presso il circolo ARCI “Il Progresso”, laboratori gratuiti a cadenza settimanale per l’introduzione al mondo dei balli popolari e, con cadenza mensile, serate danzanti con musica dal vivo, ospitando musicisti e gruppi, anche di provenienza internazionale, nonché stage per l’apprendimento e l’approfondimento delle danze popolari.

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