1940, la catastrofe

1940, la catastrofe

Vi segnaliamo l’uscita del video-racconto 1940, la catastrofe, realizzato dall’Anpi nazionale e ora disponibile online su Vimeo.

Come spiega Lara Crinò su «Repubblica»: «L’Associazione nazionale partigiani aveva previsto, proprio per lo scorso giugno, un grande convegno sulla ricorrenza, ideato in collaborazione con l’ufficio Storico dello stato maggiore dell’esercito, l’Istituto Ernesto de Martino, la Fondazione Giuseppe Di Vittorio e con il sostegno del Mibact. Il convegno non si è potuto svolgere, ma quel progetto non è stato abbandonato: si è trasformato invece in un videoracconto, intitolato 1940, la catastrofe, visibile gratuitamente sul sito dell’Anpi e sui suoi canali social. Nei prossimi mesi, la prospettiva è di diffonderlo nelle scuole (nell’ambito dell’accordo quadro che l’Anpi ha con il ministero dell’Istruzione) e nelle accademie militari, perché i primi destinatari dell’iniziativa sono proprio i giovani. Spiega infatti Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi, che il docufilm vuole contrastare la «riabilitazione postuma del fascismo e una conseguente delegittimazione della Resistenza, ma anche mettere in luce i valori della Costituzione repubblicana che dal buio della guerra è nata» (vedi l’articolo integrale).

Sulla pagina nazionale dell’Anpi trovate il resoconto della conferenza stampa, con stralci degli interventi del prof. Paolo Pezzino (presidente dell’Istituto nazionale «Ferruccio Parri») e di Gianfranco Pagliarulo (presidente nazionale dell’Anpi) e il messaggio del ministro della cultura Dario Franceschini.

All’organizzazione del convegno ha contribuito Valerio Strinati, membro del comitato scientifico dell’Istituto Ernesto de Martino, e al min. 1.57 del video-racconto vi segnaliamo l’intervento di Jacopo Tomatis su Guerra, musica e spettacoli nel 1940.

Inoltre è possibile scaricare la locandina del docu-film.

FacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmailFacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

Luciano Della Mea: un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ’900

Con molto piacere vi segnaliamo la pubblicazione degli Atti del convegno Luciano Della Mea. Un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ’900, organizzato dall’Università di Pisa, dalla Fondazione “F. Turati” di Firenze, dalla Biblioteca “F. Serantini” di Pisa e dall’Istituto Ernesto de Martino (Gipsoteca di Arte antica di Pisa – 29 settembre 2017).

Luciano Della Mea: un inquieto
intellettuale nell’Italia del secondo ’900

a cura di M. Cini, Pisa University Press, 2020, 18 euro
Altre info

INDICE

Introduzione

Della Mea giornalista e militante (1949-1962) tra cronaca, inchiesta e denuncia, Paolo Mencarelli

Per un “socialismo di sinistra”. Luciano Della Mea tra Psi e Nuova Sinistra, Mariamargherita Scotti

Luciano Della Mea, Raniero Panzieri e il neocapitalismo, Marco Cini

Luciano Della Mea scrittore, Mauro Stampacchia

Il ricordo di Serantini tra memoria e impegno civile: il contributo di Della Mea, Franco Bertolucci

Chiudere i manicomi, aprire le comunità: Luciano Della Mea tra Franco Basaglia e Mauro Rostagno, Vinzia Fiorino

Luciano Della Mea, la cultura popolare e i “senzastoria”: le osservazioni critiche di un “panchinaro dell’Istituto Ernesto de Martino”, Antonio Fanelli

Tra i marosi della vita e della politica, Alfonso Maurizio Iacono

Appendice I

Antologia di scritti
La ricerca di base nel lavoro delle Edizioni Avanti! [1986]
Il socialismo di sinistra [1989]
La riunione di via Sansovino [1992]
Il duo Panzieri-Libertini [1993]
Parlando di rivoluzioni (intervista a Luciano Della Mea a cura di Roberto Niccolai) [1998]

Appendice II

Gli archivi di Luciano Della Mea
Fondazione Filippo Turati: Fondo archivistico Luciano Della Mea
Biblioteca Franco Serantini: Fondo archivistico di Luciano Della Mea

QUARTA DI COPERTINA

Nel movimento socialista italiano degli anni ’50 e ’60 Luciano della Mea (1924-2003) ha ricoperto un ruolo affatto originale, segnalandosi fra gli esponenti più attivi di quell’ambito politico-culturale che si è soliti identificare con l’espressione “socialismo di sinistra”. Una categoria, quest’ultima, che non si estrinseca unicamente entro i confini dell’esperienza del socialismo partitico dei primi decenni del dopoguerra, come ben dimostra l’esperienza di Della Mea. Giornalista, organizzatore e ispiratore di riviste, scrittore e saggista, autore di inchieste, costruttore di reti sociali e politiche – ma anche volontario e attivista dentro le esperienze di frontiera della politica, quelle del disagio mentale e della tossicodipendenza – Della Mea è stato protagonista in stagioni politiche tra loro assai diverse, varcando il confine tra gli anni ’50-’60 e gli anni ’70, tra la sinistra tradizionale e la “nuova sinistra”. Tale percorso gli ha consentito di costruire una “narrazione” in grado di rendere esplicito il legame tra quei socialisti che, negli anni ’50, hanno tentato di elaborare una “terza via” tra stalinismo e riformismo e le nuove generazioni che si stavano facendo strada tra movimento studentesco e lotte operaie. Da qui la funzione di “mediatore” ricoperta da Della Mea nel corso dei decenni e per diverse generazioni, ma anche la ragione dell’influenza che i suoi scritti hanno esercitato, e continuano a esercitare, sugli studi dedicati alle culture politiche italiane del secondo Novecento.

Luciano Della Mea: un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ’900 - Copertina

FacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmailFacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

I VinCanto in concerto per il circolo ARCI “Lavoratori di Porta al Prato”

Trenta giorni di nave a vapore - Locandina

Domenica 4 ottobre, ore 17
Teatro L’Affratelamento, Firenze

Trenta giorni di nave a vapore
Canti dei migranti italiani tra ’800 e ’900

Uno spettacolo con e dei
VinCanto
Ilaria Savini, voce
Simone Faraoni, voce e fisarmonica
Alessandro Cei, voce e chitarra

Lo spettacolo è a sostegno del Circolo “Lavoratori di Porta al Prato”
che si trova in una condizione di grave crisi economica

Ingresso con contributo volontario
Prenotazione obbligatoria al 340.0068.004

FacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmailFacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

«Bisenziosette» sul nostro primo maggio “virtuale”

Un articolo tratto da «Bisenziosette» sul nostro primo maggio “virtuale”, con un’intervista a Stefano Arrighetti. Clicca sull’immagine per vederne una versione ad alta risoluzione.

Bisenziosette sul nostro primo maggio 2020 “virtuale”

FacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmailFacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

Working class heroes

Working class heroes.
Camminando e cantando la canzone del primo maggio

Un film di Giandomenico Curi

Working class heroes

Un viaggio decisamente poco ortodosso dentro il tema del lavoro e del primo maggio, accompagnato dalla presenza, strabica e incostante, della macchina da presa, a partire da Sortie d’usine (L’uscita dalla fabbrica) dei fratelli Lumière, sulla quale Harun Farocki ha poi costruito una teoria che riguarda il rapporto tra la fabbrica (sfruttamento e alienazione) e il cinema (divertimento, consumo, spettacolo). Ed è il cinema, insieme alla canzone, che ha creato i suoi working class heroes, gli eroi della classe operaia di cui parla Lennon, ma anche Springsteen, Cocker, Strummer, Bragg, i Gang e via elencando. Al centro del film rimane tuttavia lo zoccolo duro del cinema documentaristico, le immagini che, anche grazie al lavoro di documentazione dell’AAMOD, per anni hanno accompagnato il grande fiume del popolo del primo maggio, camminando, cantando, rivendicando un altro mondo possibile.

Il film è visibile su Arcoiris TV.

FacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmailFacebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail