Franco Coggiola: cenni biografici e discobibliografia

A cura di Cesare Bermani e Antonella De Palma

Franco con Genia Azzali alla cascina del “Micio”, Gianfranco Azzali, a Pontirolo, 1995

Franco con Genia Azzali alla cascina del “Micio”, Gianfranco Azzali, a Pontirolo, 1995 [ altre foto ]

 
Il lavoro di Franco Coggiola (Asti, 7 luglio 1939 -7 maggio 1996) – avvicinatosi al Nuovo Canzoniere Italiano nel 1964 e dall’estate del 1965 parte attiva del gruppo – si identifica con l’attività dell’Istituto Ernesto de Martino, che dal primo gennaio 1966 diviene ente di fatto. Di esso Franco Coggiola sarà parte integrante sino alla morte.
Non è facile ricostruirlo capillarmente, perché Franco non teneva organicamente nota dei suoi interventi, dei suoi scritti e delle sue ricerche, disperse tra il suo fondo personale e il Fondo Istituto Ernesto de Martino, spesso all’interno di ricerche in équipe. D’altronde pressoché totale era in lui l’identificazione del suo lavoro personale con quello collettivo dell’Istituto.

 

ATTIVITÀ DISCOGRAFICA

Nell’ottobre del 1966 Franco Coggiola entra stabilmente a lavorare alle Edizioni del Gallo di Milano, retroterra delle attività dell’Istituto, come ricercatore e montatore dei materiali sonori. I dischi non solo montati ma curati da lui sono stati:

Collana CANTI SOCIALI ITALIANI

  • Canti e inni socialisti 3 (dicembre 1965, n. cat. DS 49)

Collana L’ALTRA ITALIA

  • Il cavaliere crudele. La ballata popolare in Piemonte e la sua diffusione nell’Italia settentrionale e centrale (insieme a R. Leydi, sue sono molte registrazioni – giugno 1966, n. cat. DS 110/12)
  • Folk Festival 1. Torino 3-5 settembre 1965 (insieme a M. L. Straniero – novembre 1966, cat. DS 125/27)
  • Giorgio Gaslini. Il fiume furore (insieme a M. L. Straniero – giugno 1968, n. cat. DS 167/69)
  • Folk Festival 2. Torino 8-11 settembre 1968 (insieme a M. L. Straniero – marzo 1969, n. cat. DS 176-78)

Collana ARCHIVI SONORI

  • I Maggi della Bismantova (insieme a G. Bosio – maggio 1967):
    vol. I: «Cilene alla Città del Sole» di M. Prati (Costabona) (n. cat. SdL/AS/1)
    vol. II: L’osteria di Costabona
    «I fratelli ammutinati» di T. Turrini (Romanoro)
    «Zanclea delle stelle» di R. Sala (Morsiano) (n. cat. SdL/AS/2)
  • Il Nigra cantato
    vol I: Donna Lombarda (di cui sono sue anche molte delle registrazioni – marzo 1969, n. cat. SdL/AS/5)
  • Milano – Lotta operaia alla Crouzet (n. cat. Sdl/AS/11)
    (giugno 1972 – esce come a cura del Consiglio di Fabbrica delle Crouzet ma è stato di fatto curato da Franco; sue sono le registrazioni. Si tratta di uno dei primi saggi sonori di “storia immediata”)
  • Antonio Gramsci. Da Torino operaia al carcere di Turi (n. cat. AS/13)
    (cassetta curata insieme a C. Bermani e M. Paulesu Quercioli. Allegata al libro Gramsci raccontato. Testimonianze raccolte da C. Bermani, G. Bosio e M. Paulesu Quercioli, Istituto Ernesto de Martino / Edizioni Associate, Milano-Roma 1987)

Collana GLI UOMINI LE OPERE I GIORNI

  • La Resistenza in Emilia-Romagna nelle testimonianze, nei canti, nei documenti
    vol I (n. cat. DS 502/4)
    vol II (n. cat. DS 505/7)
    (1970 – non risulta come curatore sul disco ma lo è di fatto; suo anche il libretto accompagnatorio che però non viene pubblicato per ragioni d’economia. Sue molte registrazioni)
  • Sentite buona gente. Canti delle mondine di Trino Vercellese (aprile 1979 – insieme a C. Bermani – n. cat. DS 535/37)

Collana L’ITALIA NELLE CANZONI

Giuseppe Di Vittorio. Il sole è diventato rosso (settembre 1978, forse il primo maturo saggio di “storia orale” in disco – insieme a M.L. Betri – n. cat. DS 316/18)

Collana LA QUARANTACINQUEGIRI

Sono sue le registrazioni di

  • Inni proletari della piazza 1 (n. cat. DS 200)
  • Inni proletari della piazza 2 (n. cat. DS 201)
  • Inni proletari della piazza 3 (n. cat. DS 202)
  • Inni proletari della piazza 4 (n. cat. DS 203)

(luglio 1965)

Canzoni da lui eseguite

Andranno ricordate le sue esecuzioni di Miseria Miseria (in Avanti popolo alla riscossa, DS 158/60), Or che innalzato è l’albero e Amore ribelle (in Quella sera a Milano era caldo, DS 1099/01), Curagi Fiöi (con Cesare Bermani, in Camicia rossa, DS 1117/19)

 

SPETTACOLI

1966

  • Ci ragiono e canto
    Rappresentazione popolare in due tempi su materiale originale curato da Cesare Bermani e Franco Coggiola. Regia di Dario Fo. Franco compare anche fra gli interpreti
  • La canzone popolare narrativa. Prova di concerto n.1
    Con Roberto Leydi. È anche interprete

1968

  • Domani Alessandria Ieri Oggi noi
    Rappresentazione popolare in due tempi su materiale originale raccolto da Franco Castelli, Franco Coggiola e Riccardo Schwamenthal. È anche interprete

1970

  • La Grande Paura
    Rappresentazione popolare in due tempi a cura del Collettivo Teatrale di Parma su materiale originale raccolto da Cesare Bermani, Gianni Bosio e Franco Coggiola

1971

  • Il bosco degli alberi. Storia d’Italia dall’Unità a oggi attraverso il giudizio delle classi popolari
    Rappresentazione popolare in due tempi a cura di Gianni Bosio e Franco Coggiola

 

RICERCHE

Si dà qui conto soltanto di quelle più importanti da lui effettuate.

Nel 1965 entra a far parte del gruppo di ricercatori che fa capo all’Istituto Ernesto de Martino (nel quale, dall’anno successivo, sarà ufficialmente il conservatore dei materiali, subentrando a Cesare Bermani; divenendone poi il direttore nel 1972, quando l’Istituto assumerà il profilo giuridico di Associazione). Ma Franco ha allora già effettuato delle registrazioni su campo, fra cui le più importanti sono quelle effettuate a partire dal marzo 1964 riguardanti Teresa Viarengo Amerio, di Asti, il cui eccezionale repertorio di canzoni comprende, fra l’altro, una notevole quantità di canti narrativi riscontrabili, in lezioni diverse, nelle varie raccolte ottocentesche riguardanti la regione e soprattutto nella raccolta dei Canti Piemontesi del Nigra. È grazie a quella scoperta di Franco se oggi si conosce almeno una delle melodie su cui furono cantati. Questi nastri fanno oggi parte del Deposito Franco Coggiola presso l’Istituto Ernesto de Martino di Sesto Fiorentino.
Tutte le registrazioni successive, eseguite su commissione dell’Istituto, fanno invece parte del Fondo Istituto vero e proprio.

Al 1965 risalgono una serie di 5 nastri registrati in varie località emiliane a documentazione del repertorio in uso in occasione delle festività “politiche” (esecuzioni bandistiche). Da questi nastri sono stati tratti molti brani pubblicati nei Dischi del Sole, serie “Inni Proletari della Piazza” (vedi sopra).

Nel 1967 comincia insieme a Riccardo Schwamenthal e Franco Castelli una ricerca focalizzata sulla provincia di Alessandria. la ricerca terminerà nel 1968, dando vita allo spettacolo Domani Alessandria Ieri Oggi noi, basato sui materiali di ricerca. Durante la stessa ricerca furono registrare molte danze di carattere locale, estremamente interessanti sia sotto l’aspetto etnomusicologico, sia sotto l’aspetto coreutico, sia per la particolare funzione sociale ricoperta: si segnalano il rito della “lachera” di Roccagrimalda e la danza “povera donna” nell’esecuzione di Ernesto Sala (nativo di Cegni, frazione del comune di Santa Margherita Staffora, provincia di Pavia), l’ultimo grande suonatore di piffero della zona, scoperto e registrato per primi da Coggiola e Schwamenthal. Una esecuzione di “povera donna”, eseguita da Ernesto Sala, è pubblicata nel disco Italia – Le stagioni degli anni ’70, a cura di Sandro Portelli (n. cat. DS 508/10 – 511/13). In queste occasioni furono realizzati alcuni filmati in sincrono a 16mm conservati presso l’Istituto Ernesto de Martino (ora riversati in VHS).

Nello stesso anno parte una vasta campagna di ricerca sul lavoro in risaia. La ricerca continua in modo più sistematico nel 1968-69 e tocca le province di Cremona, Mantova, Bologna, Pavia, Padova, Verona, Rovigo, Modena, Vercelli, Novara, Milano con il contributo di numerosi ricercatori (Bruno Andreoli, Pier Luigi Arcari, Cesare Bermani, Gianni Bosio, Franco Coggiola, Azia Ferrari, Bruno Pianta, Silvio Uggeri). Si tratta di uno dei lavori più importanti portati avanti dall’Istituto Ernesto de Martino.

Nel 1968, negli ultimi giorni di maggio-primi di giugno, Coggiola viene inviato a Parigi per raccogliere la documentazione diretta del maggio francese, dando vita alla più grande raccolta di materiali orali in argomento esistente al mondo. Insieme a Cesare Bermani effettua poi altre registrazioni che documentano l’occupazione dell’Università Statale di Milano.

Fra il 1969 e il 1970 conduce, sempre per conto dell’Istituto, un’ampia ricerca in Sardegna, durante la quale vengono registrati 65 nastri in previsione di una serie di pubblicazioni monografiche (che poi a causa di problemi finanziari non sarà realizzata). Vengono documentati i lavori (pastorizia, pesca, miniera, ecc), le danze, le feste tradizionali, la religiosità popolare, il canto tradizionale e il nuovo canto sociale, le testimonianze dei lavoratori sui modi di lavoro e le forme di organizzazione. Molti sono i nastri che riguardano la tonnara e il lavoro in miniera (28). Il materiale è inedito a parte pochissimo brani utilizzati nei dischi Peppino Marotto. Sa bandiera ruja (n. cat. DS 72), Italia. Le stagioni degli anni ’70 (n. cat. DS508/10 – 511/13) e Le canzoni de “La Grande Paura” – 1920 – L’occupazione delle fabbriche (n. cat. DS 1000/2).

Nel 1970 conduce un’ampia ricerca sul canto sociale in Emilia- Romagna.

Nel 1972 segue l’occupazione della Crouzet, una fabbrica milanese di timers dove le operaie protestano contro il progettato trasferimento dello stabilimento da Milano a Zingonia. La ricerca/intervento trova sbocco nella pubblicazione monografica Milano. Lotta operaia alla Crouzet (n. cat. SdL/AS/11).
Sul finire dello stesso anno parte una ricerca che impegnerà per oltre un anno sedici ricercatori , fra cui lo stesso Franco. La ricerca, che avrà termine nel maggio 1974, «prevede di arrivare a tracciare uno spaccato della realtà culturale della regione lombarda seguendo il corso del fiume Adda che percorre l’intera Valtellina prima di gettarsi nel lago di Como, attraversando poi la Brianza e parte del Milanese prima di entrare nella “bassa” cremonese dove confluisce nel Po […] La ricerca sulla “espressività di base” lungo il corso dell’Adda si propone metodologicamente come “ricerca globale”, con interesse prevalente però rivolto ai temi e contenuti della vita comunitaria e sociale, inserendo la “piccola storia” nel contesto dei fatti ed eventi della “grande storia”, rilevandone le dimensioni sincroniche e diacroniche, i livelli di consapevolezza» (F. Coggiola (a cura di), Fonti orali per la storia e l’antropologia: testimonianze e documenti del mondo contadino e operaio. Prima relazione sulla nastroteca dell’Istituto Ernesto de Martino, Centro studi e documentazione per la storia della cultura alternativa in Italia del dopoguerra, Istituto di filosofia dell’Università degli Studi di Urbino, 1986, p. 65). In particolare, in quella ricerca Franco Coggiola registra per primo nell’area di Premana (alta Val Varrone).

A partire dall’estate 1974 cura per il Profilo dei Dialetti italiani del Centro di Glottologia e Fonetica dell’Università di Padova la rilevazione delle campionature dialettologiche e la realizzazione sonora acclusa a ciascun volume. L’opera, in numerosi volumi, pubblicata da Pacini editore di Pisa, non è a tutt’oggi compiuta.

Nel 1981 cura insieme a Gilberto Grasso, Piero Perotti e Marco Revelli il film I trentacinque giorni della FIAT. Uomini in carne e ossa. Una sconfitta operaia, risultato di una ricerca in fabbrica. Registra anche molti alri materiali sonori riguardanti fabbriche e manifestazioni operaie.

Nel marzo 1996, insieme a Cesare Bermani e Claudio Lolletti, ripercorre in una rapida ricerca su campo il cammino di Ernesto de Martino in Romagna durante la resistenza (registrazioni a Cotignola e Fusignano) e, riprendendo poi a Ravenna sue precedenti ricerche condotte nel 1965, assieme a Giovannino Brandolini, sulle ricerche di de Martino in Romagna negli anni Cinquanta.

 

SCRITTI  E INTERVENTI

Franco non amava molto scrivere, anzi ha per lo più rifiutato di realizzarsi in forme di cultura scritta, dimostrando invece una grande capacità di realizzazione dentro a tutto ciò che amplificava da un punto di vista sonoro la voce della cultura orale del mondo popolare e proletario. Anche se le necessità dell’Istituto Ernesto de Martino, di cui fu uno dei fondatori e del quale era divenuto direttore, spesso lo costringevano a scrivere lettere o relazioni, odiava farlo. In compenso parlava bene quattro lingue e anche parlava, o quantomeno capiva, numerosi dialetti. Quindi si realizzò non tanto in saggi scritti, ma negli spettacoli teatrali, nei dischi e in un lavoro tenace e minuto di organizzazione culturale (non si contano gli spettacoli che ha contribuito a realizzare, spesso coordinandoli in funzione di regista e a volte partecipando come cantante; inoltre dal 1966 in poi buona parte dei master dei Dischi del sole sono stati montati da lui, che metteva in quel lavoro gusto e perizia).
Per questo, in un Paese nella cui cultura il saggio, il libro è ancora la sola forma che l’accademia riconosce come titolo all’intellettuale di professione che voglia realizzarvi la sua carriera, questo straordinario lavoro di Franco non ha avuto il meritato riconoscimento e, pur essendo la base di partenza per ulteriori ricerche e pubblicazioni importanti (libri o dischi che fossero), il suo contributo non è in esse per nulla menzionato o è inadeguatamente menzionato.
Ma ai numerosi scippi accademici subiti Franco non faceva caso e a chi gli faceva notare la rapina a cui era sottoposto, si limitava a rispondere intonando una sua ironica parodia di un canto di miniera che cominciava: “E la mia mamma / sempre me lo diceva / di non fare / il ricercatore”, ossia un lavoro culturale i cui frutti – privi in questo paese di qualsivoglia legislazione protettiva – sono destinati a diventare facile preda di chi ha mezzi, potere e faccia tosta.
Stendendo la biografia di quel poco che ha scritto, si ha così l’impressione di trascinarlo su un terreno non suo, che rifiutava, tanto più che alcuni scritti che portano la sua firma sono in realtà frutto di un lavoro comune e altre delle cose pubblicate sono sbobinature dovute ad altri di sue registrazioni o di suoi interventi orali.
Ma ecco quanto abbiamo ricostruito:

  • Cosa rimiri mio bel partigiano
    Lettera alla redazione in «il nuovo Canzoniere italiano», Milano, aprile 1964, n. 4, pp. 54-55. Firmata
  • Brano introduttivo a Raccolta n.1 / Ast. Materiale raccolto da Franco Coggiola e Roberto Leydi – marzo 1964 – febbraio 1965
    In Osservazioni sui canti religiosi non liturgici con esempi di ricerca di alcune località della Valle Padana, a cura di Roberto Leydi e Annabella Rossi. Ricerche di Gian Luigi Arcari, Dante Bellamìo, Cesare Bermani, Franco Coggiola, Mathias Deichmann, Roberto Leydi, Bruno Pianta. Milano, Edizioni del Gallo, Strumenti di lavoro / archivi del mondo popolare numero 1, marzo 1965, pp. 5-16. Siglato f.c.
  • Cinquanta canzoni per la protesta operaia
    Inserto di «Vie Nuove», Roma, a. XX, n. 17, 29 aprile 1965, pp. 32. Preparato da: Luigi Arbizzani, Dante Bellamìo, Cesare Bermani, Gianni Bosio, Franco Coggiola, Giampiero Dell’Acqua, Ivan Della Mea, Sandra Mantovani, Michele L. Straniero, del gruppo di studi e ricerche del «Nuovo Canzoniere Italiano».
  • Scritto introduttivo al programma dello spettacolo Ci ragiono e canto, Cesano Boscone (Milano), Tip. Bonecchi e c., 16 aprile 1966, pp. pp. 2-3.
    Non firmato, ma steso con Cesare Bermani, Ivan Della Mea, Dario Fo, Nanni Ricordi
  • (con Roberto Leydi), La ballata popolare in Piemonte e la sua diffusione nell’Italia settentrionale. Note di copertina a Il cavaliere crudele. La ballata popolare in Piemonte e la sua diffusione nell’Italia settentrionale e centrale, I Dischi del Sole, DS 110/12, giugno 1966. Siglato f.c. – r.l.
  • Intervento in Momenti del dibattito al seminario di Alessandria sulla relazione di T. Savi [15 giugno 1968, ore 17] in «il nuovo Canzoniere italiano», Milano, Edizioni del Gallo, novembre 1968, n. 9-10, pp. 20-27
  • Canzoniere della protesta 2. Canti della resistenza armata in Italia, Milano, Edizioni del Gallo, 1972, pp. 128.
    Redatto con Cesare Bermani, Ezio Cuppone, Giovanni Pirelli, Silvio Uggeri
  • Canzoniere della protesta 1, Milano, Edizioni del Gallo, 1972, pp. 128.
    Redatto con Antonello Catacchio, Ezio Cuppone, Clara Longhini, Cristina Rapisarda, Silvio Uggeri
  • Canzoniere della protesta 3. Canzoni comuniste, Milano, Edizioni del Gallo, 1973, pp. 116.
    Redatto con Cesare Bermani, Ezio Cuppone, Silvio Uggeri
  • Canzoniere della protesta 4. La linea rossa della canzone, Milano, Edizioni del Gallo, 1973, pp. 128.
    Redatto con Cesare Bermani, Ezio Cuppone, Silvio Uggeri
  • Relazione sull’attività dell’Istituto Ernesto de Martino al novembre 1973 tenuta al I Convegno sugli Studi Etnomusicologici in Italia (Roma, 29 novembre – 2 dicembre 1973) in ????. Firmato
  • Picchettaggio alla Crouzet
    Da una registrazione di Franco Coggiola in «il nuovo Canzoniere italiano», Milano, III serie, dicembre 1975, n. 2, pp. 23-28
  • Lettera a Nanni Ricordi, 15 marzo 1969, in «il nuovo Canzoniere italiano», Milano, III serie, aprile 1976, n. 3, pp. 73-74. Firmata
  • (a cura di) Proposte per un intervento complessivo: portatori originali – riproposta – nuova canzone. Il film etnografico – ’68: il film di base in «Notiziario dei centri programmazione spettacoli Arci», n. 1, 1978, pp. 12-20
  • In occasione dell’uscita dell’ultimo libro di Ernesto de Martino «La fine del mondo». L’attualità di Ernesto de Martino
    Intervista a Cesare Bermani, Franco Coggiola e Mimmo Boninelli, a cura di Andrea Agostini. In «Il quotidiano dei lavoratori», Milano, a.V., 14 febbraio 1978, n. 37, p. 6
  • (con Luisa Betri), Un metodo di catalogazione dei materiali sonori in «BC», Notiziario del Centro Beni Culturali della Lombardia con il contributo della Regione Lombardia, fascicolo 1, luglio-agosto 1978, pp. 34-37
  • (con Cesare Bermani), Il sedimento di mezzo secolo di lotte bracciantili in un repertorio di canzoni in «Sentite buona gente». Canti delle mondine di Trino Vercellese, fascicolo accluso all’omonimo DS 534/37, a cura di Cesare Bermani e Franco Coggiola, aprile 1979
  • Né scienza né storia. Conversazione registrata il 25 gennaio 1979 con Cesare Bermani, Mimmo Boninelli e Franco Coggiola. In L’albero degli zoccoli, Gian Piero Dell’Acqua, Milano, Moizzi Editore, settembre 1979, pp. 20-29
  • (con Cesare Bermani) Lettera datata «Milano, 20 marzo 1980». In Dibattito fra i gruppi di ricerca dell’Italia settentrionale, 19 aprile 1980 Milano, Istituto Ernesto de Martino. Bollettino dell’Istituto Ernesto de Martino per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario. Comunicazioni di massa e di classe 2, [settembre 1980], pp.1-2
  • (con Gilberto Grasso, Pietro Perotti, Marco Revelli), I 35 giorni della Fiat. Cronaca di una sconfitta operaia: scheda del videotape proiettato in Memoria operaia e nuova composizione di classe. Problemi e metodi della storiografia del proletariato, a cura di Cesare Bermani e Franco Coggiola. Milano, Istituto Ernesto de Martino / Rimini, Maggioli editore, 1986, pp. 161-163
  • Conclusioni in Memoria operaia e nuova composizione di classe. Problemi e metodi della storiografia del proletariato, a cura di Cesare Bermani e Franco Coggiola. Milano, Istituto Ernesto de Martino / Rimini, Maggioli editore, 1986, pp. 465-468
  • (curato con Cesare Bermani) Memoria operaia e nuova composizione di classe. Problemi e metodi della storiografia del proletariato, Milano, Istituto Ernesto de Martino / Rimini, Maggioli editore, 1986, pp. 510
  • (a cura di) Fonti orali per la storia e l’antropologia: testimonianze e documenti del mondo contadino e operaio. Prima relazione sulla nastroteca dell’Istituto de Martino. Urbino, Centro Studi e documentazione per la storia e la cultura alternativa in Italia del dopoguerra – Istituto di Filosofia dell’Università degli Studi di Urbino, 1986, pp. 220
  • La nastroteca dell’Istituto Ernesto de Martino in «Rassegna degli Archivi di Stato: “Le fonti orali”», a cura di Paola Carucci e Giovanni Contini, Roma, gennaio-agosto 1988, a. XLIII, n. 1-2, pp. 208-224. Firmato
  • Lo spirito popolare creativo: una civiltà diversa. Conversazione di Gianni D’Amico e Giorgio Baratta con Cesare Bermani e Franco Coggiola, a cura di Maria Luisa Righi. In «Filef Emigrazione», Roma, a. XXIII, nn. 8-9, agosto-settembre 1991, pp. 37-39. Numero speciale dedicato a Il mondo di oggi con le lenti di Gramsci, film di Giorgio Baratta e Gianni D’Amico, Gramsci l’ho visto così
  • Per un rilancio dell’Istituto in «Il de Martino», Milano, n. 1, 1992, pp.1-9. Firmato
  • Giovanna Daffini negli spettacoli del Nuovo Canzoniere Italiano in Giovanna Daffini l’amata genitrice. Atti del convegno a cura di Cesare Bermani. Palazzo Bentivoglio, 30-31 maggio 1992. Gualtieri, Comune di Gualtieri Assessorato alla cultura, 1993, pp. 84-96. Firmato
  • Il fascismo non passerà in «Altrochemestre», Venezia, n. 2, autunno 1994, pp.16-17. Firmato
  • (con Cesare Bermani) Pezzo introduttivo a Antonio Gramsci da Torino operaia al carcere di Turi. Saggio sonoro a cura di Cesare Bermani, Franco Coggiola, Mimma Paulesu Quercioli. Cassetta AS 13 allegata a Gramsci raccontato. Testimonianze raccolte da Cesare Bermani, Gianni Bosio e Mimma Paulesu Quercioli (Istituto Ernesto de Martino). Roma, Edizioni Associate, novembre 1987, pp.185-187. Siglato c.b. – f.a.c.
  • (curato con Edgardo Pellegrini) Istituto Ernesto de Martino / Documenti, “O cara moglie”. Cent’anni di canzoni popolari e di protesta. Testi e musica, Roma, I libri dell’Altra Italia, supplemento al n. 10 di “Avvenimenti”, 8 marzo 1993, pp. 32
  • (con Cesare Bermani e Mimma Paulesu Quercioli) Antonio Gramsci da Torino operaia al carcere di Turi. Saggio sonoro in «Il de Martino», Milano, n. 3, 1994, pp.29-66
  • (con Cesare Bermani) Testimonianze su Antonio Gramsci incise su magnetofono e conservate presso la nastroteca dell’Istituto Ernesto de Martino. In «Il de Martino», Bollettino dell’Istituto Ernesto de Martino per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario. Milano, n. 3, [5] settembre 1994, numero monografico «Rileggere Gramsci», pp. 67-72
  • ( a cura di) Un nastro di scena. I testi di Fortini per lo spettacolo «Bella ciao», a cura di Franco Coggiola in «Il de Martino», Milano, n. 4, 1995, pp.43-44
  • (con Cesare Bermani) Conversazione con Giulio Pescarini e Carola Fabbri in «Il de Martino», Milano, n. 5-6, 1996, pp.100-103
  • (con Cesare Bermani) Conversazione con Giacomo Brandolini in «Il de Martino», Milano, n. 5-6, 1996, pp. 104-115

Scritti usciti postumi

  • La canzone popolare e le mode spazzatura in «Avvenimenti», Roma, 22 maggio 1996, p. 73. Firmato
  • Intervento alla Tavola rotonda “Doveri degli archivi e diritti dei documenti: esperienze in Piemonte e dintorni” in «Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Saggi 53»: “Archivi sonori”. Atti dei seminari di Vercelli (22 gennaio 1993), Bologna (22-23 settembre 1994), Milano (7 marzo 1995). Le fonti orali in archivio, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali – Ufficio centrale per i beni archivistici, 1999, pp. 51-54
  • Consigli pratici per una buona registrazione di storie di vita in «Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Saggi 53»: “Archivi sonori”. Atti dei seminari di Vercelli (22 gennaio 1993), Bologna (22-23 settembre 1994), Milano (7 marzo 1995). Le fonti orali in archivio, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali – Ufficio centrale per i beni archivistici, 1999, pp. 162-168
  • Scheda sull’Associazione Istituto “Ernesto de Martino” in “Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Quaderni della rassegna degli Archivi di Stato 71”, Ufficio centrale per i beni archivistici, Fonti orali. Censimento degli istituti di conservazione, a cura di Giulia barbera, Alfredo Martini e Antonella Mulé, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali – Ufficio centrale per i beni archivistici, 1999, pp. 96-98.
    Non firmata ma sicuramente stesa da Franco Coggiola
  • Inoltre una lunga intervista video è stata fatta a Franco il 6 giugno 1995 da Christian Lorre.