Articoli dell'anno 2026

«Il de Martino» 40/2025

Copertina del numero 40 della rivista «Il de Martino. Storie voci suoni» (2025). La copertina è divisa in due rettangoli; in quello superiore, a destra di una piccola illustrazione grigia raffigurante un magnetofono, c'è la scritta «Il de Martino»; sotto quella, in rosso, «Storie voci suoni». Al piede del rettangolo superiore c'è il numero «40» in nero e, a destra di quello, girato di 90 gradi in senso antiorario, il numero «2025».
Il rettangolo inferiore è costituito da una fotografia in bianco e nero che ritrae una barca che galleggia nell'acqua di un fiume a poca distanza dalla riva da cui la foto è stata scattata e su cui sono presenti tante persone, soprattutto donne, di spalle, che guardano verso la barca. Al centro della barca c'è una scultura che ritrae un santo seduto su uno scranno di foggia barocca. Davanti alla statua c'è un prete con le mani alzate in segno di benedizione, attorniato da altri prelati e chierichetti. Sullo sfondo, oltre il fiume, c'è l'altra riva, con tanti pioppi davanti al cielo.

La rivista si può scaricare gratuitamente in PDF da qui o dal sito dell’editore e si può acquistare in forma cartacea al prezzo di 20 euro scrivendo a iedm@iedm.it.

Finalmente è disponibile il n. 40 della rivista Il de Martino. Storie voci suoni.

Per questo secondo numero del 2025, come è stato per il primo, l’Ottantesimo della Liberazione resta al centro della proposta editoriale, rappresentando un’occasione civile che consente di rigenerare la riflessione su guerre, fascismi, resistenze. Lo fa il contributo di Cecilia Furioso Cenci dedicato a contenuti e metodi degli archivi orali della Resistenza in Friuli-Venezia Giulia, e lo fa un ulteriore contributo del sociologo Marco Cerri (dopo quello ospitato nel n. 39) dedicato alla vita quotidiana dei partigiani negli aspetti meno indagati dalla ricerca. Qui, al cuore della narrazione, c’è un inedito partigiano ludens con le sue beffe, mentre nel contributo precedente, in modo quasi speculare, della vita partigiana Cerri aveva messo a fuoco il tempo di inattività e noia.

Nel 2025 cade un altro anniversario, meno cospicuo dell’Ottantesimo della Liberazione e anche per questo a rischio di passare inosservato. Sono trascorsi cinquant’anni dalla “vacanza femminista” organizzata nel 1975 a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, a cui parteciparono circa 200 donne provenienti da tutta Italia e dall’estero. Adelisa Malena è andata a raccogliere le testimonianze di molte di loro, e ne ha curato la rielaborazione critica e la contestualizzazione. Il suo lungo articolo è solo una parte di una più estesa ricerca appena conclusa che non si limita a ricostruire questo happening ma lo colloca in un’articolata cornice di senso, che a sua volta connette le trasformazioni di quel decennio e le attese e le progettualità che quelle donne portavano allora con sé all’oggi in cui la loro memoria è sollecitata.

Come il fascicolo 39 aveva anticipato proponendo un’intervista a un prete contadino e operaio nel Veneto del secondo dopoguerra, nel n. 40 Il de Martino approfondisce l’analisi del dissenso cattolico nell’Italia della seconda metà del Novecento. Sceglie una prospettiva di genere, ascoltando, e trasformandone la parola parlata in parola scritta, voci trascurate, marginali o silenziate di donne nella chiesa cattolica. Si parte dalla vita di una partigiana la cui vicenda consente di indagare anche la componente religiosa dell’antifascismo (nel contributo di Valentina Ciciliot su Giovanna Faè), si seguono le traiettorie di perpetue, sorelle, collaboratrici di preti militanti nell’area bergamasca post-conciliare (nel contributo di Tiziana Danelli), si riconosce il ruolo delle donne nei movimenti cattolici di base di alcune città italiane (nell’articolo di Ottone Ovidi). Il tema si estenderà al prossimo numero, nella forma di un’intervista in profondità: la testimonianza di una donna che di un prete è stata anche compagna di vita dagli anni Cinquanta a questo nostro secolo.

Il taglio di genere attraversa, in questo fascicolo, anche il tema del lavoro, con un saggio di Alice Mandracci che fa emergere le voci delle donne dal settore dell’automotive, con un affondo sul caso Lancia. Il lavoro si staglia in altri due interventi molto diversi fra loro. Nel primo, Monica Dati intervista un cavatore delle Alpi Apuane, acrobatico addetto alla pulizia delle pareti di roccia che dal 1977 scrive poesie che mettono a tema la cava, il lavoro in cava, le sue lotte e le comunità apuane che attorno alle cave faticano. Nel secondo, Carlotta Maria Vaglieri analizza, fondendo evidenza quantitativa, pratica etnografica e osservazione partecipante, le trasformazioni economiche, sociali e territoriali di un’area dell’hinterland a est di Milano nella sua transizione dalla vocazione manifatturiera del secondo dopoguerra all’arrivo della logistica e della manodopera migrante che alla logistica consente di funzionare.

La storia della musica e della sua produzione, da sempre al centro degli interessi del de Martino, incontra qui la voce del cantautore Rudi Assuntino, intervistato da Tommaso Rebora e Lorenzo Urbano nel contesto di una più larga ricerca sulla discografia antagonista in Italia.

Ultima ma non ultima resta una delle Storie che Il de Martino si propone di pubblicare per raccontare il presente in alcuni dei meandri in cui la ricerca umanistica e sociale non arriva o dove non può ancora spingersi con gli strumenti che le sono propri. Si tratta di un processo svoltosi presso la Corte d’assise d’appello di Firenze, concluso nel 2024 con la condanna all’ergastolo per Gianluca Paul Seung, riconosciuto colpevole dell’omicidio della psichiatra Barbara Capovani, di cui Seung era paziente. Questa “storia” è affidata alla narrazione di un antropologo, Luigigiovanni Quarta, e al “controcanto” di un altro antropologo, Roberto Beneduce, il quale fa leva sul “rumore” mediatico generato dalle udienze per ricordare quanto si attagli a un caso come questo l’espressione di Ernesto de Martino riguardo allo «scandalo dell’incontro etnografico», la cui consapevolezza — conclude Beneduce — non deve cessare di accompagnarci.

SOMMARIO

  • Editoriale
  • Simona Pezzano
    Copertina
  • Monica Dati
    Dalla tecchia alla penna. Intervista a Sauro Mattei, poeta cavatore
  • Tiziana Danelli
    «T’andarì a servì tò fradèl». Testimonianze di due “perpetue” della Val Seriana a ottant’anni dalla Liberazione
  • Marco Cerri
    Buche, travestimenti e beffe partigiane
  • Valentina Ciciliot
    Una donna difficile da ricordare. La memoria di Giovanna Faè (1892-1945) dagli anni Ottanta a oggi
  • Cecilia Furioso Cenci
    Archivi di fonti orali sulla Resistenza in Friuli-Venezia Giulia

Interviste

  • Tommaso Rebora, Lorenzo Urbano
    «Registravamo veramente “buona la prima”: i dischi nascevano così». Intervista a Rudi Assuntino

Saggi

  • Adelisa Malena
    Istantanee con voci asincrone. Memorie e immagini della vacanza femminista a Carloforte del 1975
  • Ottone Ovidi
    Tra teologia e femminismo: le donne delle comunità cristiane di base in Italia
  • Alice Mandracci
    «Se chiudo gli occhi, sento ancora l’odore delle macchine nuove che uscivano dalla fabbrica». Memorie femminili in Lancia

Storie

  • Luigigiovanni Quarta
    La voce del mostro
  • Roberto Beneduce
    L’arte dimenticata dell’avvicinarsi

Il lavoro si racconta

  • Carlotta Maria Vaglieri
    Lavorare nella logistica nei territori della deindustrializzazione: voci dall’Adda Martesana

Note e recensioni

  • Gli alberghi riminesi, la famiglia, la domesticità e il lavoro. Una nota a partire da Zoe Battagliarin, A ognuna la sua stagione. Il lavoro delle donne negli alberghi a gestione familiare del riminese dagli anni Ottanta a oggi, Firenze, editpress, 2025 (di Olimpia Capitano)
  • Theorizing the Artist Interview, a cura di Lucia Farinati e Jennifer Thatcher, New York, Routledge, 2025 (di Angela Maderna)
  • Amy King, Politica e martirio. Il rogo di Primavalle tra storia e memoria, prefazione di Alessandro Portelli, Roma, Donzelli, 2025 (di Jessica Matteo)
  • Alessandro Barile, La protesta debole. I movimenti sociali in Italia dalla Pantera ai No global (1990-2003), Sesto San Giovanni, Mimesis, 2024 (di Alberto Pantaloni)
  • Francesco Cutolo, «Uomini come noi». Il nemico nelle scritture dei soldati italiani (1915-18), Pisa, Pacini, 2025 (di Angelo Agosti)
  • Sara Bardini, C’era una volta il Petriccio, Siena, Betti Editrice, 2024 (di Luca Santangelo)