“Il de Martino. Storie voci suoni” 33 / 2022

Il de Martino 33 - Copertina

La rivista si può ordinare in libreria e scrivendo all’indirizzo iedm@iedm.it. I nostri abbonati la riceveranno presto a casa. Per i soci dell’Istituto Ernesto de Martino è possibile richiederne copia al 50% di sconto. È possibile, inoltre, scaricarne una versione in PDF qui.

Con questo fascicolo la rivista «Il de Martino. Storie voci suoni» entra nel secondo anno della sua nuova vita. Alle spalle, un anno e mezzo di intenso lavoro redazionale, scambi proficui, discussioni fertili di idee e di prospettive per il futuro, culminate nella bella riunione – finalmente in presenza! – a Sesto Fiorentino, il 10 aprile scorso. Le presentazioni pubbliche dei numeri 31 e 32 hanno contribuito, inoltre, a stimolare il nostro impegno in una direzione aperta e dialogante con le molte comunità e i molti soggetti che si sono mostrati interessati alla proposta di guardare al contemporaneo «rimettendo occhi e orecchie sui territori», come scrivevamo un anno fa.
A questo obiettivo rispondono senz’altro le preziose poesie di Fabio Franzin, poeta-operaio e operaio-poeta che ci porta la voce del distretto del mobile dell’Alto Livenza. «Una voce piena della rivoluzione deindustriale», la definisce Gilda Zazzara nella sua illuminante e altrettanto preziosa introduzione, mettendo sull’avviso il lettore: «può essere un po’ urticante la sua opera per chi cerchi l’impegno, l’anelito di liberazione o anche una più tiepida fierezza del mestiere», ma questa è la cultura operaia della “periferia industriale” tra Veneto e Friuli. Il tema delle scritture – poetiche e letterarie – torna nel dialogo tra Luisa Passerini e Graziella Bonansea a partire dal romanzo di quest’ultima, Più che la notte, dedicato alla vicenda di Massimiliano Maria Kolbe: una densa conversazione tra due studiose, due storiche, intorno al tema cruciale del “dare parola” al passato, tra memoria, storia orale e letteratura.
Il dossier tematico è dedicato al Vademecum per il trattamento delle fonti orali, presentato il 27 ottobre 2021 a Roma, con il contributo decisivo di Aiso: frutto di un lungo confronto interdisciplinare, il Vademecum – introdotto da Alessandro Portelli e presentato nei suoi punti qualificanti da Alessandro Casellato, Maria Francesca Stamuli e Silvia Calamai – è uno strumento fondamentale per tutti coloro che lavorano con le fonti orali e si occupano di archivi orali, e rappresenta un importante passo in avanti nella costruzione della “cassetta degli attrezzi” utile alla produzione e conservazione di fonti dalla forte complessità storica, metodologica e ontologica. Il ruolo rilevante degli archivi e, in particolare, la loro relazione con le fonti orali e sonore acquista un posto rilevante nella riflessione della nostra rivista grazie all’articolo di Virginia Niri sul progetto “Voci d’archivio”: intervistare donatori e donatrici di alcuni fondi presenti presso l’Archivio dei movimenti di Genova per valorizzare il portato identitario, politico e militante, degli stessi fondi e dei loro soggetti produttori.
E proprio al valore politico e militante del fare archivio ci introducono i racconti di Alessandro Grassi pubblicati nella rubrica Storie con i “controcanti” di Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti. Alessandro è stato una figura fondamentale della vita dell’Istituto Ernesto de Martino, un “archivista-attivista” dalle straordinarie doti di analisi delle pratiche dell’ordinare e del descrivere, maturate nel suo paziente lavoro di sistemazione della nastroteca dell’Istituto. Ci ha lasciato improvvisamente, l’aprile scorso, proprio mentre aspettavamo di pubblicare questo suo contributo, che assume oggi un significato di profonda gratitudine per tutto quello che ha saputo essere e fare.
A un uso “aperto” degli archivi si richiama, infine, anche Leila Harkat nel suo racconto dell’esperimento di labour public history realizzato dalla Fondazione Valore Lavoro a Pistoia nel settembre 2021: un video mapping sulla facciata del palazzo comunale con la proiezione di immagini provenienti dal patrimonio fotografico della Camera del lavoro della città. Immagini di feste del lavoro e manifestazioni che hanno riportato la storia negli stessi spazi in cui “è stata fatta”, con lo scopo di coinvolgere i passanti nel “montaggio” narrativo dell’artista Jacopo Rachlik.
Le interviste di Paola Stelliferi ad Anastasia Barone e a Teresa Bertilotti sulle traiettorie e le eredità del femminismo segnano per parte loro un doppio inizio: l’apertura di un cantiere di riflessione sul genere, sui femminismi e sulla storia (e il presente) delle donne e la pubblicazione di interviste in versione integrale.
Il saggio di Caterina Mongardini – molte le voci femminili, come si vede, in questo fascicolo – ci porta invece per le strade di un piccolo borgo d’Abruzzo, Pescocostanzo, sulle tracce della «memoria debole» dell’internamento fascista: una ricerca spinta da ragioni autobiografiche che fa ricorso alla storia orale come strumento per scardinare o almeno provare a spiegare una (apparente?) amnesia collettiva.
Nella rubrica dedicata al lavoro, infine, Monica Dati affronta il tema della formazione con un articolo sulle 150 ore attraverso le testimonianze dei lavoratori e delle lavoratrici della Toscana: grazie alle interviste, Dati ci presenta, vivo, «il clima di partecipazione, aggregazione e impegno civile» di questa esperienza, che invita a riflettere, nel presente, sul significato e sul valore dell’educazione degli adulti.
Merita un accenno, in chiusura, la rubrica delle Note e recensioni, che appare in questo numero particolarmente ricca di stimoli e di contributi, a ulteriore concreta testimonianza della rete di relazioni che la rivista sta costruendo nel suo farsi.

SOMMARIO

Editoriale

Gilda Zazzara, L’inverno scuro del lavoro: cinque poesie di Fabio Franzin

Leila Harkat, L’immagine e la memoria: un esperimento di labour public history

Virginia Niri, Voci d’archivio. Fonti orali e storia pubblica: alienazione, restituzione e accessibilità

Luisa Passerini e Graziella Bonansea, Mimesis e rappresentazione. Una conversazione su storia, memoria e letteratura

Archivi orali: un Vademecum per la conservazione

Alessandro Portelli, Vita e morte della parola

Alessandro Casellato, Vademecum per il trattamento delle fonti orali: i punti qualificanti – Definizioni e presupposti legali

Maria Francesca Stamuli, Produzione e conservazione della fonte orale

Silvia Calamai, Acquisizione e valorizzazione degli archivi orali

Interviste

Paola Stelliferi, «Un legame che non si sa bene da dove venga, però c’è». Due interviste sul femminismo, con Anastasia Barone e Teresa Bertilotti

Saggi

Caterina Mongardini, Pescocostanzo, 1940-1943. La memoria carsica dell’internamento fascista

Storie

Alessandro Grassi, Piccola storia di una nastroteca errante / Le Olive di Ivan

Antonio Fanelli, I “churinga” di Sesto Fiorentino e il corteo del Primo maggio

Mariamargherita Scotti, Contro il potere degli archivi

Il lavoro si racconta

Monica Dati, 150 ore: voci ed esperienze dalla Toscana

Note e recensioni

Alessandro Portelli, Il disco e la voce. A partire dall’articolo di Fanelli e Tomatis

Claudio Rosati, L’archivio di Sergio Landini presso la Fondazione pistoiese Promusica

Maria do Carmo Piçarra e Giulia Strippoli, La mostra “Augusta Conchiglia nei sentieri del Fronte Est. Immagini (e suoni) della lotta di liberazione in Angola”, a cura di Maria do Carmo Piçarra e José da Costa Ramos, Museu do Aljube, Lisbona, luglio-dicembre 2021

Simona Bertacco, Valeria Luiselli e le ragioni della letteratura. Valeria Luiselli, Dimmi come va a finire. Un libro in quaranta domande, Roma, La Nuova Frontiera, 2017; Ead., Archivio dei bambini perduti, Roma, La Nuova Frontiera, 2019

Cristina Lavinio, Alla riscoperta delle fiabe orali. Una nota a partire da Glauco Sanga, La fiaba. Morfologia, antropologia e storia, Padova, CLEUP, 2020 e Alberto M. Cirese e Pietro Clemente, Raccontami una storia. Fiabe, fiabisti e narratori, Palermo, Edizioni Museo Pasqualino, 2021

Luca Des Dorides, Disability Studies. Una nota a partire da The Routledge Handbook of Disability Activism (1st ed.), a cura di Maria Berghs, Tsitsi Chataika, Yahya El-Lahib, Kudakwashe Dube, London, Routledge, 2020, Crip Camp – disabilità rivoluzionarie, regia di James LeBrecht, Nicole Newnham, Usa, 2020 e Matteo Schianchi, Disabilità e relazioni sociali: temi e sfide per l’azione educativa, Roma, Carocci, 2021

Jessica Matteo, Carlo Costa e Gabriele Di Giuseppe, Corpo estraneo. Storia di Giorgio Vale (1961-1982), Milano, Milieu edizioni, 2021

Luigigiovanni Quarta, Anna Maria Bruzzone, Ci chiamavano matti. Voci dal manicomio (1968-1977), a cura di Marica Setaro e Silvia Calamai, Milano, Il Saggiatore, 2021

Ilaria Bracaglia, Brunella Basso e Raffaella Bosso, Non solo storie per ragazzi, in La pagina che non c’era, a cura di Diana Romagnoli, Maria Laura Vanorio, Paolo Trama, Milano, Zanichelli, 2022, pp. 556-229; Gabriele Proglio, I fatti di Genova. Una storia orale del G8, Roma, Donzelli, 2021; Gianluca Staderini, Di tutti i colori. Un bambino di nome Carlo, Roma, Red Star Press, 2021

Tommaso Rebora, Ilaria Bracaglia ed Eddy Olmo Denegri, Un ingranaggio collettivo. La costruzione di una memoria dal basso del G8 di Genova, Milano, Edizioni Unicopli, 2020

Facebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

“Il de Martino” 32 / 2021 – Storie voci suoni

Copertina del numero 32/2021 de «Il de Martino»: “Storie voci suoni”

Siamo felici di comunicarvi che è stato pubblicato il n. 32/2021 de «Il de Martino», dal titolo Storie Voci Suoni.
«Il de Martino» è la rivista dell’Istituto Ernesto de Martino, dell’AISO, del Circolo Gianni Bosio e della Lega di Cultura di Piadena e viene realizzata con il contributo di IRES Toscana. Il nostro editore è l’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Pistoia e la rivista si può ordinare in libreria e on line. I nostri abbonati la riceveranno presto a casa e vi ricordiamo che per i soci dell’Istituto Ernesto de Martino è possibile richiederne copia al 50% di sconto scrivendo all’indirizzo iedm@iedm.it. È possibile, inoltre, scaricarne una versione in PDF qui.

Nel caleidoscopio di voci che aprono il n. 32, Indira Chowdhury, fondatrice e presidente dell’Associazione indiana di storia orale, ci porta alle pendici dell’Himalaya, in una complicata realtà storica e geopolitica. Lorenzo D’Orsi ci spiega la storia del martirologio di Grup Yorum in sciopero della fame sino alla morte per protestare contro l’oppressione del governo guidato da Erdoğan mentre Alfiero Boschiero tratteggia il paesaggio industriale della via Castellana, dove scoppia il caso dello schiavismo tra i lavoratori pakistani della prestigiosa industria Grafica Veneta.
La storia narrata da Luigi Vergallo ci porta invece nel cuore di una palestra milanese di arti marziali dove la pratica dello sport favorisce l’incontro con un’umanità sofferente e in cerca di riscatto che trova negli sport estremi e clandestini e nel reclutamento nella guard labor una difficile e inquietante via di inserimento nella società post-industriale dominata dalla centralità della logistica. Roberta Garruccio contestualizza queste storie nello scenario complesso del capitalismo finanziario facendo dialogare proficuamente la scrittura creativa con la ricerca storico-economica.
Francesca Socrate presenta un ampio saggio con i primi risultati della ricerca in corso su memorie, vissuti e percezioni della vecchiaia durante la pandemia da Covid-19. Nicolò Angius ci parla invece di Isola Posse All Stars, esperienza cruciale della stagione delle Posse.
Le voci, le storie e i suoni della mobilitazione della Gkn di Campi Bisenzio sono al centro degli interventi di Stefano Bartolini e Antonio Fanelli, che provano a ricucire alcune trame complesse che si addensano in questa straordinaria lotta operaia. Dal problema della guard labor e dei costi sociali delle delocalizzazioni alle forme espressive della comunicazione operaia, il cantiere di ricerca, tuttora in corso, prova a focalizzare alcune delle questioni più rilevanti per un rilancio degli studi sulle culture operaie.
Il dossier tematico Storie e memorie del Pci: voci, suoni e miti del comunismo italiano vuole contribuire al centenario del Pci mostrando la fecondità dello studio delle testimonianze soggettive per capire alcuni tasselli della storia del partito e dei suoi militanti (come nel contributo di Maria Luisa Righi sulla biografia di Gramsci) e soprattutto per cogliere la dimensione antropologica del vissuto quotidiano, del sogno collettivo e dell’utopia concreta, tra mito e immaginario, come suggerisce Alessandro Portelli. Le storie di vita (come quella di Luciano Dei registrata dal figlio antropologo Fabio Dei) sono degli strumenti cardine di questa prospettiva di ricerca dal basso nelle pieghe delle memorie collettive e individuali. Anche gli archivi storici si aprono a una lettura più ampia e penetrante del rapporto complesso tra soggettività, esperienze locali e storia nazionale e internazionale (si vedano il contributo di Andrea Borelli sulla Calabria e i giovani sessantottini, la densa nota di Mariamargherita Scotti sull’archivio Secchia e la sua mitopoiesi rivoluzionaria, e l’originalità dei materiali video conservati alla Fondazione Isec di Sesto Giovanni e analizzati da Primo Ferrari e Sara Zanisi). I suoni e le forme espressive, i dischi e i canti del Pci – al centro del contributo di Jacopo Tomatis e Antonio Fanelli – aprono un ulteriore terreno di ricerca per valutare il radicamento dei comunisti nella società italiana e il contributo originale quanto contrastato allo sviluppo dei consumi culturali e alla modernizzazione dei sistemi di comunicazione.

SOMMARIO

  • Editoriale
  • Raccontare alla macchina: una storia infinita di confini e di assenza, Indira Chowdhury
  • Distruggere corpi e fabbricare persone: la resistenza dei Grup Yorum, Lorenzo D’Orsi
  • Se un giorno un viaggiatore… Il multiverso degli interessi e dei lavori nel Veneto del capitalismo flessibile, Alfiero Boschiero
  • «Ti voglio bene, avanti avanti, con te o senza di te». Un ricordo di Paolo Pietrangeli, Stefano Arrighetti

Storie e memorie del Pci: voci, suoni e miti del comunismo italiano

  • Le testimonianze come fonti sulla vita di Gramsci, Maria Luisa Righi
  • Comunismo immaginario: Dante profeta, Gramsci fuggitivo, e una separazione necessaria, Alessandro Portelli
  • «La scure non può cancellare ciò che la penna scrive». Il Fondo Pietro Secchia tra autobiografia e storia del passato recente, Mariamargherita Scotti
  • Evviva il comunismo e la libertà: Cetona 1946, Fabio Dei e Luciano Dei
  • I dischi del Pci, Antonio Fanelli e Jacopo Tomatis
  • Per una storia del Pci calabrese: gli anni Settanta dalle colonne di «questaCalabria», Andrea Borelli
  • Voci e suoni dal Pci a Milano: appunti dagli archivi comunisti conservati da Fondazione Isec, Primo Ferrari e Sara Zanisi
  • Festa dell’Unità di Piadena, anni ’60, foto di Giuseppe Morandi (Archivio storico della Lega di Cultura di Piadena)

Saggi

  • La vecchiaia, all’improvviso. Anziane e anziani nel Covid, Francesca Socrate
  • Isola Posse All Star: sperimentazioni sonore come mezzo espressivo. Riflessioni sul percorso musicale del gruppo insieme a Dee Mo, Nicolò Angius

Storie

  • I denti per terra, Luigi Vergallo
  • Fighting di classe: arti marziali, guard labor e logistica. Nota su una giuntura non ovvia nel nord dell’Italia post-industriale, Roberta Garruccio

Il lavoro si racconta

  • La resistenza degli operai Gkn, Stefano Bartolini
  • «E voi come state?»: la mobilitazione della Gkn di Campi Bisenzio e la ricerca sulla cultura operaia, Antonio Fanelli

Note e recensioni

Il metodo Calegari. Una nota a partire dalla ripubblicazione de La sega di Hitler (di Giovanni Contini); Per un bilancio in forma di racconto sul primo “Festival delle culture popolari” del Circolo Gianni Bosio (di Omerita Ranalli); New York City Trans Oral History Project: mappare attraversamenti e transizioni nello spazio storico della metropoli (di Giulia Sbaffi); Clara Zanardi, La bonifica umana. Venezia dall’esodo al turismo, Milano, Unicopli, 2020 (di Bruno Bonomo); Giulia Novaro, Abitare i margini. Politiche e lotte per la casa nella Torino degli anni Settanta, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2020 (di Luciano Villani).

ISSN 2281-8316
ISBN 978-88-6144-076-0

248 p., € 20,00

Facebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

“Il de Martino” 31 / 2021: parte un nuovo ciclo della rivista

Il de Martino 31 - Copertina

Il de Martino 31/21 è in stampa: parte un nuovo ciclo della rivista insieme a AISO, Circolo Gianni Bosio, Lega di Cultura di Piadena e Ires Toscana.

Una rivista che mette al centro della sua agenda la storia orale, le culture e le musiche popolari, il mondo del lavoro e le trasformazioni della società contemporanea. Infatti nel numero 31 troverete interventi sui “navigator” e sulla memoria del G8 di Genova, su oralità e scrittura in Italo Calvino, e poi un ricordo di Alberto Sobrero, un ampio saggio sulla storia di vita di un rifugiato somalo a Torino, un racconto inedito sugli interstizi urbani, un’ampia sezione di Note e recensioni e due dossier tematici fortemente intrecciati tra loro su temi che agitano le nostre vite e complicano il nostro tempo: le Storie orali nel tempo del Covid-19 (con interventi da New York e dal Brasile) e lo smart working analizzato a partire da una ricerca dell’IRES Toscana.

Dal n. 31 la rivista viene pubblicata dalla casa editrice dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia e sarà disponibile in libreria e online. Per i soci dell’Istituto Ernesto de Martino sarà possibile averne copia cartacea con il 50% di sconto scrivendo alla nostra mail. È possibile, inoltre, scaricarne una versione in PDF qui.

Per proporre contributi scrivi a rivista.ildemartino@gmail.com.

Editoriale

La rivista «Il de Martino» è nata nel 1992 per rafforzare il rilancio dell’Istituto Ernesto de Martino nel momento del trasferimento da Milano a Sesto Fiorentino. Dopo 30 numeri, e in vista del suo trentesimo anniversario di vita, inaugura un nuovo ciclo che raccoglie e sviluppa l’eredità del lavoro fin qui svolto e apre nuove prospettive di ricerca e di intervento, grazie alla sinergia con l’Aiso (Associazione italiana di storia orale), con il Circolo Gianni Bosio di Roma e la Lega di cultura di Piàdena e con l’Ires (Istituto di ricerche economiche e sociali) Toscana.
Questo gruppo si è ritrovato agli incontri alla Festa della Lega di cultura di Piàdena. Si è consolidato condividendo idee, letture e temi di ricerca nei seminari organizzati presso la Casa della memoria e della storia di Roma, presso l’Istituto Ernesto de Martino e poi negli spazi sempre più pervasivi della rete. Ha lavorato quasi due anni – in gran parte forzatamente a distanza – alla progettazione della nuova vita della rivista, costruita da una redazione vasta e plurale, che si è impegnata a fondo per trovare un assetto editoriale adeguato. La periodicità diventa semestrale. Cambia il sottotitolo: «storie voci suoni». Viene dato spazio sia ad articoli e interventi brevi, sia a saggi più corposi. L’obiettivo è offrire uno spazio di visibilità, confronto e dibattito fra coloro che lavorano con le fonti orali, le storie di vita e la memoria, con le scritture e le fonti autobiografiche, con gli archivi sonori, audiovisivi, multimediali, e con i media contemporanei.
La storia orale farà da guida alla nostra esplorazione del presente e del passato, delle memorie e dei futuri possibili, del mondo del lavoro e delle culture popolari, delle soggettività migranti e dei contesti e movimenti sociali e politici, delle forme di espressività musicale e dei canali di diffusione e fruizione della cultura. Le interviste, il dialogo e l’ascolto delle storie, delle voci e dei suoni ci aiuteranno a pensare alle forme contemporanee di intervento culturale, di ricerca-azione e di uso pubblico della ricerca. La valorizzazione del patrimonio culturale e archivistico farà da collante fra generazioni ed esperienze diverse, accomunate dalla passione per la ricerca, da una particolare sensibilità etica, civile e politica e, soprattutto, dallo sforzo costante per un uso critico e rigoroso delle fonti orali e autobiografiche.
C’è una tradizione da rinnovare e c’è tanto da fare per raccontare l’Italia, il mondo e le loro storie, rimettendo occhi e orecchie sui territori, disseppellendo talvolta radici lunghe e talaltra documentando tagli, strappi e nuovi inizi, che spesso non conosciamo anche perché ormai quasi nessuno sembra interessato a raccontare le realtà locali, le vaste periferie sociali, i soggetti non egemoni. Che cosa sia successo nelle nostre società negli ultimi quarant’anni è tema con cui la ricerca storica, antropologica e sociologica deve ancora largamente misurarsi.
Se pensiamo a una rivista di ricerca scientifica e di intervento civile, in cui le armi critiche delle discipline (che si sono raffinate in questi ultimi quarant’anni di svolta linguistica ed ermeneutica) tornano a ingaggiar battaglia con i temi grossi del nostro tempo, abbiamo bisogno di tante persone nuove, ma anche di talismani che vengono da altre stagioni e che ci fa piacere ereditare e tenerci vicino. Così intendiamo «Il de Martino».

Sommario

Pionieri di un futuro già finito? I “navigator” si raccontano, Alessandro Casellato

Costruire uno spazio di ascolto. L’esperienza dei Cerchi della Memoria sul G8 di Genova, Ilaria Bracaglia

Oralità e scrittura in Calvino, Alessandro Portelli

“Hora de baj”. È ora di andare. Un ultimo saluto ad Alberto Sobrero, Pietro Clemente

– Storie orali nel tempo del Covid-19 –

Covid-19: sfida globale per la storia orale, Riki Van Boeschoten

“Mi sono sentita nella Storia”: insegnare a NYC ai tempi del Covid-19 e del Black Lives Matter, Laura Petroni Montanari

Storia orale del Covid-19 in Brasile: una testimonianza, Carla Simone Rodeghero, Clarissa Sommer Alves e Rodrigo de Azevedo Weimer

CURAMI: una conricerca sul lavoro socio-assistenziale durante la pandemia, Chiara Davoli e Costanza Galanti

Sulla mancata memoria dell’epidemia “spagnola”, Giovanni Contini

Fake news e leggende metropolitane al tempo del Covid, Antonio Fanelli

Come suona la Toscana (in tempo di pandemia), Antonella Dicuonzo, Daniele Palma, Ludovico Peroni e Giulia Sarno

Covid-19: due composizioni in ottava rima, Maurizio Abbafati

– Saggi –

Abdi in gabbia: i guai di un migrante somalo in Italia, Marco Buttino in collaborazione con Mariella Allemano

– Storie –

Interstizi urbani, Francesco Pecoraro

– Il lavoro si racconta –

Un giorno all’improvviso… perché una ricerca sul cosiddetto “smart working”, Gianfranco Francese

Lavorare da casa durante la pandemia. Donne e smart working in Toscana. Una ricerca in soggettiva, Sandra Burchi

Lavorare da casa: vecchi problemi e nuove sfide, un dialogo tra Eloisa Betti, Sandra Burchi e Stefano Bartolini

Una stanza (non) tutta per sé: lavoratrici e smart working in una ricerca dell’Ires Cgil della Toscana, Valerio Strinati

– Note e recensioni –

Oltre la trappola del presentismo: una nuova collana di storia orale (di Andrea Brazzoduro); Convegno “Scrivere quasi la stessa cosa. La trascrizione come atto interpretativo nella pratica di storia orale”. Un resoconto (di Bianca Pastori); Adriano Prosperi, Un volgo disperso. Contadini nell’Italia dell’800, Torino, Einaudi, 2019 (di Livio Vanzetto); La storia di uno storico. Vite vissute e no di Mario Isnenghi, un io/me che racconta un sé (di Pietro Clemente); Anna Ditta, Marco Passaro, Andrea Turchi, Hotel Penicillina. Storia di una grande fabbrica diventata rifugio per invisibili, Infinito Editore, 2020 (di Susanna Buffa); Domenico Infantolino, Patria di parole. Autobiografia degli italiani di Libia, Padova, Cleup, 2020 (di Alessandra Vigo); Joe Sacco, Tributo alla terra. L’ultima frontiera del colonialismo industriale, prefazione di Giovanni De Mauro, Milano, Rizzoli, 2020 (di Stefano Bartolini); Itamar Vieira Junior, Aratro ritorto, Bracciano, Tuga, 2020 (di Igiaba Scego)

«Il de Martino»
Rivista dell’Istituto Ernesto de Martino per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario, n. 31/2021
Reg. Tribunale di Milano n. 370/ del 25/6/1994
Direttore: Antonio Fanelli
Direttore responsabile: Paolo De Simonis
Comitato di direzione: Stefano Bartolini, Alessandro Casellato, Antonio Fanelli, Alessandro Portelli, Mariamargherita Scotti, Francesca Socrate
Redazione: Gianfranco Azzali, Elisa Bellè, Bruno Bonomo, Maria Valeria Della Mea, Gianfranco Francese, Roberta Garruccio, Roberto Labanti, Jessica Matteo, Hilde Merini, Chiara Paris, Omerita Ranalli, Chiara Spadaro, Valerio Strinati, Jacopo Tomatis, Giulia Zitelli Conti
Corrispondenti: Francesco Bachis, Irene Bolzon, Ilaria Bracaglia, Andrea Brazzoduro, Piero Cavallari, Luca Des Dorides, Lorenzo D’Orsi, Olivia Roger Fiorilli, Enrico Grammaroli, Rachel Love, Enrico Pontieri, Antonio Maria Pusceddu, Matteo Rebecchi, Camillo Robertini, Claudio Rosati, Giulia Sbaffi, Stefania Scagliola, Igiaba Scego, Antonio Vesco, Sara Zanisi
Comitato Scientifico: Rudi Assuntino, Maria Luisa Betri, Marco Buttino, Silvia Calamai, Antonio Canovi, Giovanni Contini, Pietro Clemente, Fabio Dei, Donna DeBlasio, Luisa Del Giudice, Gabriella Gribaudi, Eugenio Imbriani, Ignazio Macchiarella, Ferdinando Mirizzi, Fabio Mugnaini, Gloria Nemec, Lidia Piccioni, Carla Simone Rodeghero, Emanuela Rossi, Alessandro Triulzi, Dorothy Louis Zinn

Facebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

Il de Martino 30 / 2020 – Ivan Della Mea. Scritti sulla musica (1965-2009)

Il de Martino 30 - Copertina

Ivan Della Mea
E chi può affermare che un sampietrino non fa arte?
Scritti sulla musica (1965-2009)

a cura di Jacopo Tomatis

Il volume è stato realizzato con la collaborazione dell’Arci

Per avere una copia scriveteci

Ivan Della Mea ha scritto di musica per tutta la sua vita. Negli anni sessanta e settanta i suoi contributi compaiono perlopiù a margine della sua attività di militante, operatore culturale e musicista, per raccontare il suo lavoro (e la sua vita) o per rispondere a polemiche, a critiche, a dibattiti. Dagli anni ottanta, chiusa l’esperienza dei Dischi del Sole e del Nuovo Canzoniere Italiano, si è trovato invece a farlo quotidianamente come critico per testate ad ampia diffusione come «Amica», «Epoca» e «Linus», o per giornali come «l’Unità» e – più avanti – «il manifesto». A partire da questi anni, ai contributi dedicati alla canzone di protesta e al canto sociale (ormai narrati al passato) si affiancano interviste con i grandi nomi del pop e della canzone d’autore (Fabrizio De Andrè, i Pooh, Raoul Casadei, Francesco De Gregori, Domenico Modugno, Gianna Nannini), recensioni di dischi, di concerti e riflessioni sui nuovi fenomeni internazionali e nazionali, dalla dance al rap delle posse alla world music. In questa fase relativamente poco nota della sua vita professionale Della Mea sa essere spesso spiazzante. Se pure condivide, talvolta, quei riflessi automatici che i critici di sinistra hanno nei confronti della popular culture e dei fenomeni “di massa”, l’immagine dell’autore che ne viene fuori è molto distante dal prototipo del “militante severo” di gucciniana memoria: Della Mea mostra non di rado entusiasmo genuino nei confronti di musicisti “leggeri”, riflette sui propri giudizi del passato e spesso li rivede, senza mai mostrare rimpianto per la grande stagione politica di cui pure fu tra i protagonisti e che sovente è chiamato a raccontare e testimoniare. Il volume, curato da Jacopo Tomatis, completa il lavoro di antologizzazione degli scritti di Della Mea avviato nel precedente numero 29 da Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti. Dipanare la matassa di questi articoli, significa calarsi in mezzo secolo di dibattito sulla musica, sul “popolare” e sul “popular”, sulla cultura “alta” e la cultura “bassa”, sull’eredità della militanza e sul comunismo nell’Italia tra la prima e la seconda repubblica.

Jacopo Tomatis è musicologo, giornalista e musicista. Insegna Popular music all’Università di Torino e nei Conservatori di Pescara e Milano. La sua ultima monografia è Storia culturale della canzone italiana (il Saggiatore 2019).

INDICE

La chitarra e il potere, il blues e il rock’n’roll:
Ivan Della Mea e la popular music
Jacopo Tomatis

APPENDICE
Un carteggio tra il Nuovo Canzoniere Italiano e Gianni Morandi
– Lettera di Michele Straniero a Gianni Morandi (Milano, 22 agosto 1966)
– Lettera di Gianni Morandi a Michele Straniero (Roma, 14 settembre 1966)
– Lettera di Giovanni Pirelli a Gianni Morandi (7 marzo 1972)

Scritti sulla musica (1965-2009)
Ivan Della Mea

1965
– Perché nascono le nuove canzoni di protesta
– La mia vita ormai

1966
– Le ragioni politiche. Recensione del Folk Festival 2
– La realtà si impara dove la realtà si fa

1967
– Intervista: Inchiesta sulla canzone, di Daniele Ionio
– Ciò che voi non dite

1972
– Auto-bio-grafia di me
– La balorda

1973
– Ariva i barbari

1975
– La chitarra, il potere e altre cose.
– Risposta a «Ombre Rosse»
– Compagno ti conosco
– Ballata dell’organizzatore di cultura

1976
– Dove e quando nacque “La grande e la piccola violenza”
– E chi può affermare che un sampietrino non fa arte?

1977
– Compagno sembra ieri
– La contestazione non va cavalcata, va vissuta
– Intervista: I festival dell’Unità, di Claudio Bernieri
– Lettera a Giovanna

1981
O Roma o morte!

1984
– Canzone politica
– L’angelo d’oro: intervista ad Angelo Branduardi
– Alla finestra con gli Inti Illimani
– È l’uomo cannone: intervista a Francesco De Gregori
– Vasco Rossi: la coca non gli fa bene
– De André: il mare canta in genovese
– Io amo le brutte: intervista a Domenico Modugno
– Ivan Della Mea, cantautore, parla di Bob Dylan, il più grande cantautore del mondo
– Finardi: e il rock scende in strada
– Il popolo di Vasco
– Quando Paoli aprì la stanza del cuore

1985
– Ritorna un amico fidato: intervista a Gianni Morandi
– Lui, di certo, è Gaber. E noi, chi siamo noi?
– Nel foyer la gente dice…
– Io sto con chi perde: intervista a Fabrizio De Andrè
– Avessi scelto Ornella e Gino
– Lui è come prima. Lui è come sempre. Lui è il dottor Vincenzo Jannacci o, se più vi garba, il cantautore Enzo Jannacci: intervista

1986
– Il violino nella marmellata: intervista ad Angelo Branduardi
– Cinquantamila cuoricini rossi, un grido solo: «Claudio ti amo»
– Joan Baez. Requiem per i figli dei fiori
– I Pooh. I favolosi “nonni” del pop
– Il sottile profumo di Gianna: intervista a Gianna Nannini
– Prego, non gettate la signora: intervista a Franca Rame

1987
– Gesù, fai che canti solo: recensione del concerto di Bob Dylan

1988
– Ci ragiono e canto
– Ecco perché canto ancora “Cara moglie”

1989
– Ma il vento continua a fischiare. Cronaca di un concerto con contestazione, discussione, spiegazione e catarsi finale

1990
– Io no, aspetto la discoteca trialettica

1991
– Ivan Della Mea, Fausto Amodei e «la lotta di classe in rima»
– Grazie a Jannacci che fa battere il cuore a sinistra

1992
– Il Nuovo Canzoniere Italiano e le posse

1994
– Roccheraunddecloc / ballando col giùbos
– “Contessa”, ballata del ’68 e dintorni

1996
– Liscio, gasato, jazz ovvero Casadei e la Romagna sua

1997
– L’oggetto del contendere
– I sentieri tortuosi della musica popolare
– E qui in Italia la piazza rossa scacciava i Nomadi…
– Memorie dalla periferia dell’impero
– Ma la capitale era San Francisco o l’Avana?
– Intervista: Da Contessa a Ufo Robot, di Antonella Marrone

1999
– Sanremo maggioritario. Bilancio del Festival dell’omologazione

2000
– Cosa c’è dietro la world music

2002
– Addio Lugano bella, sapore di sale
– Giovanna e Francesco, che bel fischio

2003
– Il fioretto dell’ironia di un uomo che conosceva il pudore: un ricordo di Giorgio Gaber
– Scusate, ma quale storia vogliamo cantare?
– E Zezi, quei terribili diavoli a quattro
– Se il Dizionario dei cantautori è questo, io mi dimetto da me stesso

2005
– Intervista: I Dischi del Sole secondo Ivan Della Mea, di Roberto G. Sacchi
– Ho sentito il cd di Piero Brega, e sono andato dal parrucchiere

2006
– Ascoltando il Moffa s’è perso chi ha vinto Sanremo
– Ne valeva la pena
– Il sindaco e la Notte della Taranta

2007
– Con Myspace non va tutto bene, madama la marchesa
– Sara in-canta e io ci ragiono

2008
– Intervista: Confesso che ho cantato, di Mario Grasso

2010
– Icché

Facebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

Il de Martino 29 / 2019 – Ivan Della Mea. Scritti sulla politica (1993-2009)

Il de Martino 29 - Copertina

Ivan Della Mea
Il penultimo comunista.
Scritti sulla politica (1993-2009)

a cura di Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti
interventi di Francesca Chiavacci e Alessandro Portelli

Il volume è stato realizzato con la collaborazione dell’Arci

In allegato il CD di Ivan Della Mea Ho male all’orologio

Per avere una copia scriveteci

Per più di mezzo secolo, dalla metà degli anni cinquanta fino al 14 giugno 2009, non c’è stato un giorno della sua vita in cui Ivan Della Mea non abbia composto un testo per un articolo di giornale o per una canzone, un volantino, un comunicato stampa o una semplice email, oppure un motivo da fischiettare o uno slogan politico da intonare durante una manifestazione.
Si definiva un “creativo” e un “militante comunista” ed è stato – ne siamo ben convinti – tra i più brillanti, onesti e generosi intellettuali della sinistra italiana. Autore di canzoni politiche struggenti e di brani di lotta che sono entrati nella colonna sonoro del ’68, in realtà la sua principale attività culturale e politica è stata quella di giornalista (redattore, cronista, editorialista politico, critico musicale, narratore, biografo, ma anche recensore di libri e di dischi e autore di necrologi dedicati ad amici fraterni e compagni di strada).
Questo numero de «Il de Martino» raccoglie un’antologia degli scritti di Ivan Della Mea usciti sui quotidiani della sinistra («l’Unità», «il manifesto», «Liberazione») tra il 1993 e il 2009, con lo scopo di rileggere le trasformazioni del nostro paese attraverso lo sguardo del “penultimo comunista”, che cercava con passione e creatività di coniugare la salvaguardia del patrimonio storico delle “altre Italie” con nuove sfide etiche, ambientali, civili.
Un comunismo etico, poetico ed esistenziale che animava la sua sconfinata passione per la vita e per una utopica e francescana convivenza nella solidarietà fra eguali, contro ogni forma di potere, di profitto e di chiusura xenofoba e individualista.
Alla guida di quella che definiva una “officina della memoria e della storia” – l’Istituto Ernesto de Martino – ha provato a ricostruire giorno dopo giorno il senso profondo del nostro lavoro sulle culture popolari, la storia orale e il canto sociale, poiché, amava ripetere, “un passato addomesticato è un presente falsato e un futuro fottuto”. Un monito che attraversa i molteplici aspetti della sua produzione qui raccolti e che consideriamo una bussola utile anche per leggere i nostri tempi.

Antonio Fanelli insegna Storia delle tradizioni popolari all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e fa parte della Giunta Esecutiva e del comitato scientifico dell’Istituto Ernesto de Martino.

Mariamargherita Scotti è archivista e ricercatrice in storia contemporanea; ha curato l’inventario dell’archivio storico dell’Istituto Ernesto de Martino e dell’archivio privato di Giovanni Pirelli.

INDICE

Le considerazioni di un “marxista-interista-leopardianospinto”
Antonio Fanelli

Canto di vita. Il comunismo di Ivan Della Mea
Mariamargherita Scotti
APPENDICE
– Lettera di Armando Cossutta alla Segreteria della Federazione Comunista di Milano (Roma, 6 marzo 1974)
– Loris Babieri, Nota su Ivan Della Mea (Roma, 18 frebbraio 1974)
– Lettera di Ivan Della Mea a Loris Barbieri (Milano, 8 febbraio 1974)

SCRITTI SULLA POLITICA (1993-2009)
Ivan Della Mea

1993
– L’Istituto de Martino. Pietà l’è morta, ma solo a Milano
– «L’ho detto ai leghisti, fermate Bossi». Intervista a Giorgio Bocca

1994
– «Vorrei una destra perbene. Non c’è». Intervista a Indro Montanelli
– I miei dubbi sul 25 aprile
– «No, l’Arci Corvetto non si tocca»
– “El diluvi” di ieri e quello di oggi
– La solidarietà critica di Fortini
– Franco Fortini, inno per chitarre compagne

1995
– Quanto è facile morire giovani nelle nostre città

1996
– Ciao Franco, chi ha compagni non muore
– La scomparsa di Coggiola
– Una sera a Reggio Emilia. Lucio Tincato poeta mancato

1997
– De Martino. La storia salvata dai nastri
– Ma noi dell’Istituto de Martino resisteremo
– La memoria perduta dei padri
– Come tramandare i valori e la cultura di una generazione?

1998
– Michele, senza malinconia. Ballando, ballando…
– Giuseppe Morandi. Racconti come quadri in bianco e nero
– Ragazzo triste tra quattro mura: «Del vostro ’68 non so che fare»
– Con Giacomo, lungo l’autostradaMariamargherita Scotti
– I mille volti della solidarietà
– Mare, mare, mare e Tepepa
– Sabato 24 ottobre a Casa nostra

1999
– Casa dei popoli e delle culture
– Fantasia e creatività di un ’68 rovesciato
– Primo Moroni. Un anno fa ci lasciava, io l’ho incontrato oggi
– Gli incompresi dell’Arci Corvetto
– Ho perso tutto, anche l’Inter e Pantani
– Apologo culturale dedicato all’amico Long Seller
– Don Chisciotte di sinistra

2000
– Congresso DS. Ma la sinistra possibile è di casa altrove
– Grazie di cuore. Lettera aperta a Marco Paolini e Giovanna Marini
– In giustezza
– Spingiamo la carovana
– Dei compagni seri

2001
– La sede della politica
– Il sacro in sezione
– Umanità d’Africa in Bassa Padana: i ritratti di Giuseppe Morandi
– Vi racconto uno spettacolo fuori cartellone

2002
– L’assessore suon il violino all’osteria
– L’Istituto de Martino ha un grande passato. Avrà un futuro?
– Senti questa: cantavo in strada «Adeste fideles»…
– Ciao Bella, ti dedico questa canzone

2003
– La Storia e la storia
– Della gioia
– Addio Roberto Leydi. Tra i fondatori del Nuovo Canzoniere Italiano
– Ostruzionismo e sabotaggio
– Della memoria e della pace
– C’è l’ulivo e il sole
– La sindrome del mucchino
– Ma siamo veramente capaci di non essere razzisti?
– Dello sconcerto e dello sconforto
– Noi umani, 1965/1975. Nomi e cognomi
– Il suono della storia (spettacolo di Natale)

2004
– Com’è triste ora il San Silvestro milanese
– 25 marzo 2003 – 25 marzo 2004
– …Il passo duro, ma di montagna
– A voi gli «In/canti» di Sesto Fiorentino: musiche resistenti per tempi difficili
– Il manganello della memoria
– Cristo fra i vagabondi
– Caro Paolini, il tuo “Song n. 32” è roba da Brecht e ci voleva proprio, a Sesto
– Un’estate lontana, con la Rinalda
– Giuro: legge Dante meglio di Benigni
– No, non sto mica tanto bene
– Ciao Marlon. L’abbraccio di Ivan Della Mea
– Quando arriva l’uomo bianco

2005
– Tamburellar m’è dolce in questo mare
– Tempi bui, ci rincuorano i canti e risotti di Piàdena
– Cosa canti quando «Fischia il vento»?
– Muri bianchi a Trieste
– Riflessioni sulla “scordanza” la domenica delle Primarie
– Quei militanti di de Martino e Basaglia
– Quella notte di vigilia. Bergamo, 25 dicembre 1949. Natale con Tiglio

2006
– Alcune riflessioni a margine
– Tiremm innanz, Mario
– Mappa ragionata
– Intervista: Nonno, con te non mi annoio mai

2007
– Da Gramsci a Don Milani: educare alla vita pubblica
– La sorpresa che vorrei trovare nel mio uovo
– Il senso delle stragi e la voglia di vivere
– Chi ha ucciso l’Istituto Ernesto de Martino?
– Metafora pendolare
– Pesce, comunista tutti i giorni
– Gaetano Arfè. Un amico vero e un compagno costante
– Intervista: La ballata del crumiro alla porta 5. Ivan Della Mea apre ai suoi ricordi
– La mia cosa rossa è con falce e martello

2008
– Il Sessantotto resta nell’aria
– Intervista: Della Mea. «Milano te la canto io»
– Venne maggio. E festa sia, malgrado loro
– Il campo rom e il sindaco dello sgombero
– Incontro di generazioni sotto i castagni
– Caro Walter, do you remember?

2009
– Povertà e disagi di stagione
– Resistenze. Zone autonome da difendere
– Per dormire non basta avere sonno
– Le bombe che scoppiano ogni giorno
– Morte di un comunista
– [Ultimo scritto]

Arcicorvettocheincormistà
Francesca Chiavacci

Chi fa domande non morirà
Alessandro Portelli

Facebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail