«Il de Martino» 40/2025

Copertina del numero 40 della rivista «Il de Martino. Storie voci suoni» (2025). La copertina è divisa in due rettangoli; in quello superiore, a destra di una piccola illustrazione grigia raffigurante un magnetofono, c'è la scritta «Il de Martino»; sotto quella, in rosso, «Storie voci suoni». Al piede del rettangolo superiore c'è il numero «40» in nero e, a destra di quello, girato di 90 gradi in senso antiorario, il numero «2025».
Il rettangolo inferiore è costituito da una fotografia in bianco e nero che ritrae una barca che galleggia nell'acqua di un fiume a poca distanza dalla riva da cui la foto è stata scattata e su cui sono presenti tante persone, soprattutto donne, di spalle, che guardano verso la barca. Al centro della barca c'è una scultura che ritrae un santo seduto su uno scranno di foggia barocca. Davanti alla statua c'è un prete con le mani alzate in segno di benedizione, attorniato da altri prelati e chierichetti. Sullo sfondo, oltre il fiume, c'è l'altra riva, con tanti pioppi davanti al cielo.

La rivista si può scaricare gratuitamente in PDF da qui o dal sito dell’editore e si può acquistare in forma cartacea al prezzo di 20 euro scrivendo a iedm@iedm.it.

Finalmente è disponibile il n. 40 della rivista Il de Martino. Storie voci suoni.

Per questo secondo numero del 2025, come è stato per il primo, l’Ottantesimo della Liberazione resta al centro della proposta editoriale, rappresentando un’occasione civile che consente di rigenerare la riflessione su guerre, fascismi, resistenze. Lo fa il contributo di Cecilia Furioso Cenci dedicato a contenuti e metodi degli archivi orali della Resistenza in Friuli-Venezia Giulia, e lo fa un ulteriore contributo del sociologo Marco Cerri (dopo quello ospitato nel n. 39) dedicato alla vita quotidiana dei partigiani negli aspetti meno indagati dalla ricerca. Qui, al cuore della narrazione, c’è un inedito partigiano ludens con le sue beffe, mentre nel contributo precedente, in modo quasi speculare, della vita partigiana Cerri aveva messo a fuoco il tempo di inattività e noia.

Nel 2025 cade un altro anniversario, meno cospicuo dell’Ottantesimo della Liberazione e anche per questo a rischio di passare inosservato. Sono trascorsi cinquant’anni dalla “vacanza femminista” organizzata nel 1975 a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, a cui parteciparono circa 200 donne provenienti da tutta Italia e dall’estero. Adelisa Malena è andata a raccogliere le testimonianze di molte di loro, e ne ha curato la rielaborazione critica e la contestualizzazione. Il suo lungo articolo è solo una parte di una più estesa ricerca appena conclusa che non si limita a ricostruire questo happening ma lo colloca in un’articolata cornice di senso, che a sua volta connette le trasformazioni di quel decennio e le attese e le progettualità che quelle donne portavano allora con sé all’oggi in cui la loro memoria è sollecitata.

Come il fascicolo 39 aveva anticipato proponendo un’intervista a un prete contadino e operaio nel Veneto del secondo dopoguerra, nel n. 40 Il de Martino approfondisce l’analisi del dissenso cattolico nell’Italia della seconda metà del Novecento. Sceglie una prospettiva di genere, ascoltando, e trasformandone la parola parlata in parola scritta, voci trascurate, marginali o silenziate di donne nella chiesa cattolica. Si parte dalla vita di una partigiana la cui vicenda consente di indagare anche la componente religiosa dell’antifascismo (nel contributo di Valentina Ciciliot su Giovanna Faè), si seguono le traiettorie di perpetue, sorelle, collaboratrici di preti militanti nell’area bergamasca post-conciliare (nel contributo di Tiziana Danelli), si riconosce il ruolo delle donne nei movimenti cattolici di base di alcune città italiane (nell’articolo di Ottone Ovidi). Il tema si estenderà al prossimo numero, nella forma di un’intervista in profondità: la testimonianza di una donna che di un prete è stata anche compagna di vita dagli anni Cinquanta a questo nostro secolo.

Il taglio di genere attraversa, in questo fascicolo, anche il tema del lavoro, con un saggio di Alice Mandracci che fa emergere le voci delle donne dal settore dell’automotive, con un affondo sul caso Lancia. Il lavoro si staglia in altri due interventi molto diversi fra loro. Nel primo, Monica Dati intervista un cavatore delle Alpi Apuane, acrobatico addetto alla pulizia delle pareti di roccia che dal 1977 scrive poesie che mettono a tema la cava, il lavoro in cava, le sue lotte e le comunità apuane che attorno alle cave faticano. Nel secondo, Carlotta Maria Vaglieri analizza, fondendo evidenza quantitativa, pratica etnografica e osservazione partecipante, le trasformazioni economiche, sociali e territoriali di un’area dell’hinterland a est di Milano nella sua transizione dalla vocazione manifatturiera del secondo dopoguerra all’arrivo della logistica e della manodopera migrante che alla logistica consente di funzionare.

La storia della musica e della sua produzione, da sempre al centro degli interessi del de Martino, incontra qui la voce del cantautore Rudi Assuntino, intervistato da Tommaso Rebora e Lorenzo Urbano nel contesto di una più larga ricerca sulla discografia antagonista in Italia.

Ultima ma non ultima resta una delle Storie che Il de Martino si propone di pubblicare per raccontare il presente in alcuni dei meandri in cui la ricerca umanistica e sociale non arriva o dove non può ancora spingersi con gli strumenti che le sono propri. Si tratta di un processo svoltosi presso la Corte d’assise d’appello di Firenze, concluso nel 2024 con la condanna all’ergastolo per Gianluca Paul Seung, riconosciuto colpevole dell’omicidio della psichiatra Barbara Capovani, di cui Seung era paziente. Questa “storia” è affidata alla narrazione di un antropologo, Luigigiovanni Quarta, e al “controcanto” di un altro antropologo, Roberto Beneduce, il quale fa leva sul “rumore” mediatico generato dalle udienze per ricordare quanto si attagli a un caso come questo l’espressione di Ernesto de Martino riguardo allo «scandalo dell’incontro etnografico», la cui consapevolezza — conclude Beneduce — non deve cessare di accompagnarci.

SOMMARIO

  • Editoriale
  • Simona Pezzano
    Copertina
  • Monica Dati
    Dalla tecchia alla penna. Intervista a Sauro Mattei, poeta cavatore
  • Tiziana Danelli
    «T’andarì a servì tò fradèl». Testimonianze di due “perpetue” della Val Seriana a ottant’anni dalla Liberazione
  • Marco Cerri
    Buche, travestimenti e beffe partigiane
  • Valentina Ciciliot
    Una donna difficile da ricordare. La memoria di Giovanna Faè (1892-1945) dagli anni Ottanta a oggi
  • Cecilia Furioso Cenci
    Archivi di fonti orali sulla Resistenza in Friuli-Venezia Giulia

Interviste

  • Tommaso Rebora, Lorenzo Urbano
    «Registravamo veramente “buona la prima”: i dischi nascevano così». Intervista a Rudi Assuntino

Saggi

  • Adelisa Malena
    Istantanee con voci asincrone. Memorie e immagini della vacanza femminista a Carloforte del 1975
  • Ottone Ovidi
    Tra teologia e femminismo: le donne delle comunità cristiane di base in Italia
  • Alice Mandracci
    «Se chiudo gli occhi, sento ancora l’odore delle macchine nuove che uscivano dalla fabbrica». Memorie femminili in Lancia

Storie

  • Luigigiovanni Quarta
    La voce del mostro
  • Roberto Beneduce
    L’arte dimenticata dell’avvicinarsi

Il lavoro si racconta

  • Carlotta Maria Vaglieri
    Lavorare nella logistica nei territori della deindustrializzazione: voci dall’Adda Martesana

Note e recensioni

  • Gli alberghi riminesi, la famiglia, la domesticità e il lavoro. Una nota a partire da Zoe Battagliarin, A ognuna la sua stagione. Il lavoro delle donne negli alberghi a gestione familiare del riminese dagli anni Ottanta a oggi, Firenze, editpress, 2025 (di Olimpia Capitano)
  • Theorizing the Artist Interview, a cura di Lucia Farinati e Jennifer Thatcher, New York, Routledge, 2025 (di Angela Maderna)
  • Amy King, Politica e martirio. Il rogo di Primavalle tra storia e memoria, prefazione di Alessandro Portelli, Roma, Donzelli, 2025 (di Jessica Matteo)
  • Alessandro Barile, La protesta debole. I movimenti sociali in Italia dalla Pantera ai No global (1990-2003), Sesto San Giovanni, Mimesis, 2024 (di Alberto Pantaloni)
  • Francesco Cutolo, «Uomini come noi». Il nemico nelle scritture dei soldati italiani (1915-18), Pisa, Pacini, 2025 (di Angelo Agosti)
  • Sara Bardini, C’era una volta il Petriccio, Siena, Betti Editrice, 2024 (di Luca Santangelo)

«Il de Martino» 39/2025

Copertina del numero 39 (2025) della rivista "Il de Martino - Storie voci suoni". In alto, su sfondo bianco c'è il titolo, preceduto da una piccola illustrazione raffigurante un vecchio grammofono a manovella. Nella metà bassa della copertina c'è una foto in bianco e nero che ritrae da dietro una donna e un uomo accucciati su un terreno coltivato, impegnati a raccogliere ortaggi.

La rivista si può scaricare gratuitamente in PDF da qui o dal sito dell’editore e si può acquistare in forma cartacea al prezzo di 20 euro scrivendo a iedm@iedm.it.

Questo numero della nostra rivista esce con qualche mese di ritardo.

Il numero doppio del 2024 si era appena chiuso quando la perdita improvvisa e dolorosa di Valerio Strinati ci ha colpito come un fulmine, lasciandoci orfani della sua intelligenza, del suo entusiasmo, della sua amicizia.

A lungo consigliere parlamentare del Senato della repubblica, fino al 1990 Valerio aveva lavorato presso il Servizio studi, occupandosi dell’attività della VII commissione permanente (Istruzione). Successivamente era stato impegnato presso il Servizio delle commissioni permanenti e, dal 1997 al 2008, aveva ricoperto il ruolo di responsabile dell’ufficio di segreteria della XI commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale). Direttore dell’Ufficio di studi di legislazione comparata presso il Servizio studi (2008-2010), è stato capo segreteria della Commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito e incaricato del coordinamento degli eventi culturali della biblioteca del Senato.

Una carriera nel cuore delle istituzioni che Valerio ha vissuto con serietà e passione, qualità che riversava nella ricerca storica, nell’organizzazione della cultura, nell’impegno politico e civile.

Studioso di socialismo, di storia del lavoro e delle istituzioni parlamentari, tra le sue pubblicazioni più importanti ricordiamo il pionieristico Politica e cultura nel Partito socialista italiano (1945-1978) (Napoli, Liguori, 1981) – a cui tanto devono tutti gli studiosi e le studiose di storia del socialismo nel secondo dopoguerra –, la curatela insieme ad Antonio Fanelli del numero monografico de «Il de Martino» dedicato a Emilio Lussu (2018) e Le barricate e il palazzo. Pietro Nenni e il socialismo italiano nel dialogo con Gianni Bosio (Firenze, Editpress, 2022).

Collaboratore dell’Anpi nazionale, responsabile formazione dell’Anpi provinciale di Roma e redattore di «Patria Indipendente», Valerio era Segretario generale dell’Aici (Associazione delle istituzioni di cultura italiane), membro del Comitato direttivo dell’Istituto storico della resistenza di Pistoia e del comitato editoriale degli Annali di storia e studi della Fondazione Valore Lavoro. E molto altro.

Quello che più di ogni altra cosa non trova parole, ancora oggi, è il racconto dell’uomo e del compagno che è stato Valerio: l’amico sempre attento e curioso, generoso e presente, affidabile e concreto; lo studioso in continua evoluzione, entusiasta, pieno di progetti e di soluzioni ai problemi; l’instancabile tessitore di relazioni, capace di mettere in comunicazione le persone, le istituzioni culturali e le idee con una grande naturalezza e una stupefacente efficacia.

Per ricordarlo, pubblichiamo su questo numero un suo lungo articolo sulle leggi memoriali, un tema che – al confine tra competenze professionali e impegno civile – lo aveva appassionato molto negli ultimi anni.

Pochi giorni prima di Valerio, il 14 novembre 2024, ci ha lasciati anche Giuseppe Morandi, protagonista, con l’amico-fratello Gianfranco “Micio” Azzali, della straordinaria esperienza della Lega di Cultura di Piàdena, una delle anime di questa rivista. Morandi è, fin dal primo numero della nuova serie, autore delle fotografie che accompagnano le copertine de «Il de Martino. Storie voci suoni». Simona Pezzano, in apertura del fascicolo, ci presenta uno dei suoi scatti più significativi, che abbiamo scelto per ricordare la sua arte e il suo impegno.

Il 14 marzo 2025 l’esondazione del torrente Rimaggio, a Sesto Fiorentino, ha colpito la sede dell’Istituto de Martino, e parte del suo prezioso archivio. Una vicenda che ha travolto ancora una volta i programmi di molti di noi, e convogliato le energie nella messa in sicurezza di libri e documenti. Grazie all’aiuto e al sostegno giunti da numerose istituzioni e da un numero impressionante di volontari e volontarie, il processo di salvaguardia e restauro delle carte e dei nastri alluvionati è a buon punto, e possiamo finalmente tornare a pensare a nuovi progetti e iniziative.

L’Ottantesimo della Liberazione che ricorre nel 2025 rappresenta un’occasione che «Il de Martino» non poteva eludere. Entrambi i fascicoli dell’anno accoglieranno contributi che consentono di elaborare nuove prospettive e nuove domande sul significato di questo anniversario. La nostra rivista mette in campo anche in questo caso i propri strumenti di prospezione, a partire da interviste, documenti, testimonianze, suoni. In nessun caso sarebbe stato possibile dimenticarsi del 25 aprile, ma nella congiuntura storica di guerre, autoritarismi e minacce crescenti alla democrazia e alla libertà che viviamo nel presente lo è ancora meno. Il contributo di Stefano Bartolini e Martina Lopa sulle bandiere della pace delle donne lavoratrici degli anni Cinquanta risuona ugualmente di temi e pratiche che oggi è più che mai necessario conoscere e discutere.

La storia orale è molte cose e tra queste un impegno a fare “più storia”, che significa anche fare emergere più voci della storia. Questo numero ci propone un’intervista di Alfiero Boschiero a un prete operaio nel Veneto del secondo dopoguerra. La intendiamo come un primo carotaggio di un terreno di indagine da battere: quello del dissenso cattolico in questo caso, quello delle voci trascurate o silenziate di donne nella chiesa (compagne, sorelle, collaboratrici di preti, attiviste nei movimenti cattolici di base, partigiane) che i prossimi numeri accoglieranno in contributi inediti.

SOMMARIO

  • Editoriale
  • Simona Pezzano
    Copertina
  • Valerio Strinati
    Memoria pubblica e legislazione: un corto circuito?
  • Ilaria Cordovani
    Raccontare per restare: il museo come spazio di memoria partecipata
  • Cristina Jandelli
    Per un cinema di cura. Il cinema di Margarethe von Trotta visto dall’Italia
  • Piero Brunello
    Socievolezza. Andrea Caffi e i suoi amici (1923-1951)

A ottant’anni dalla Liberazione

  • Marco Cerri
    L’ozio, la noia e i giochi partigiani
  • Chiara Paris
    «Il 25 aprile tricolorato». Il ventennale della Liberazione al magnetofono

Interviste

  • Alfiero Boschiero
    «Quel che manca è la profezia…». Ascoltando Sergio Pellegrini, contadino, operaio e prete
  • Matteo Grasso
    Una storia di vita tra migrazione e costruzione di un’identità familiare. Intervista a Guido Grasso

Saggi

  • Brenda Fedi
    Per una storia culturale del Concerto del primo maggio. Culture del lavoro e linguaggi musicali nell’Italia degli anni Novanta

Storie

  • Mario Spiganti
    Una nota su Lionetto Fabbri
  • Lionetto Fabbri
    Il Sondaggio. Un racconto ritrovato

Il lavoro si racconta

  • Stefano Bartolini, Martina Lopa
    «Era come se si volesse occupà l’azienda». Pacifismo, agentività femminile e lotte del lavoro nelle bandiere della pace delle donne

Note e recensioni

  • Greta Gorzoni
    Parole confiscate e memoria riaccesa: dare voce al silenzio delle immagini. Una nota a partire dal film di Raphaël Pillosio, Les mots qu’elles eurent un jour, Francia, 2024
  • Enrico Ruffino
    Ripartire dagli errori. Una nota a partire dal numero monografico di «Acta Histriae», vol. 31 (2023), n. 3, a cura di Alessandro Casellato e Urška Lampe
  • Bruno Anastasia
    Leggere il “Veneto profondo” attraverso le rivolte contadine del Novecento. Una nota a partire da Livio Vanzetto, Rivolte di paese. Una nuova storia per i contadini del Veneto profondo, Sommacampagna-Verona, Cierre edizioni, 2022
  • Alessandro Casellato, Stefano Cavazza
    Folklore in camicia nera. Studi su fascismo e tradizioni popolari, Pisa, Pacini, 2024; Id., Nazione, nazionalismo e folklore. Italia e Germania dall’Ottocento a oggi, Bologna, il Mulino, 2024
  • Silvia Calamai
    Voci da piccoli mondi. Le eredità toscane di Nuto Revelli, a cura di Caterina Di Pasquale, Pisa, Pacini, 2023
  • Ilaria Bracaglia
    Ma noi non potevamo aspettare più. Memorie e storia della lotta per la casa a Roma, a cura di Bruno Frusciardi con il contributo di Giulia Zitelli Conti, Firenze, Editpress, 2024
  • Elisa Bellè, Alessandra Gissi e Paola Stelliferi
    L’aborto. Una storia, Roma, Carocci, 2023
  • Martina Lopa
    Sindacaliste. La storia della Cgil e delle sue protagoniste, a cura di Maria Paola Del Rossi, Debora Migliucci, Ilaria Romeo, Bologna, Bologna University Press, 2022
  • Eloisa Betti, Primo Sacchetti
    La scalata dell’Everest in ciabatte. Saga Coffee, una lotta lunga 100 giorni, Roma, Futura editrice, 2022
  • Stefano Bartolini, Sian Lazar
    How We Struggle. A Political Anthropology of Labour, London, Pluto Press, 2023

«Il de Martino» 37-38/2024

Copertina del numero 37/38 (2024) della rivista «Il de Martino - Storie voci suoni». In basso c'è una foto che ritrae Ivan Della Mea e Giovanna Marini seduti su una panchina, abbracciati e ridenti.

Un fascicolo ricco e particolarmente attento alla contemporaneità, come mostra fin dalle prime pagine la poesia di Fabio Franzin dedicata a Satnam Singh. Seguono il reportage di Patricia E. Sampaoli dall’Argentina di Milei e la scelta di pubblicare la traduzione italiana di un saggio dello storico israeliano Kobi Peled dedicato alle testimonianze orali e alle fonti d’archivio della guerra arabo-israeliana del 1948.

La rivista ospita un ricordo di Giovanna Marini, recentemente scomparsa: alle parole di Stefano Arrighetti e Alessandro Portelli si accompagna un suo articolo del 1974, testimonianza della capacità di tenere insieme impegno politico, ricerca sul campo, competenze musicali.

Gli articoli di Leonardo Galliani e Ilaria Bracaglia tornano a interrogarsi intorno al nodo di Genova 2001, mentre Davide Tidoni ci conduce tra i suoni e le parole di un piccolo e prezioso canzoniere No Tav. Valeria Rotili segna l’anniversario della Rivoluzione dei Garofani con la restituzione di una ricerca basata su interviste a importanti esponenti del mondo musicale e culturale portoghese. Rosalba Nodari torna con sguardo riflessivo al tema delle pratiche di ottava rima in Toscana, mentre Qendresa Shaqiri ci accompagna tra le pieghe della vita e dell’insegnamento di Cristina, insegnante della sperimentale Scuola-Città Pestalozzi di Firenze.

La rubrica Saggi ospita un contributo di Virginia Niri sul tema delle disabilità migranti, tra fonti orali e community archives. Per le Interviste, Gilda Zazzara dialoga con lo storico delle migrazioni Joseph Viscomi. Nella rubrica dedicata al lavoro ospitiamo un contributo di Francesco Bonifacio sui rider, attraverso la storia di vita e la testimonianza di una rider di food-delivery.

La rubrica Storie si arricchisce, infine, della voce di una nostra redattrice, Hilde Merini, che restituisce in maniera narrativa e originale un’esperienza di lavoro nel mondo dell’editoria.

Il fascicolo è dedicato a Valerio Strinati, che ne è curatore insieme a Bruno Bonomo. Valerio ci ha lasciati improvvisamente a inizio dicembre, lasciando un vuoto che sarà impossibile colmare.

La rivista si può scaricare gratuitamente in PDF dal sito dell’editore e si può acquistare in forma cartacea al prezzo di 20 euro scrivendo a iedm@iedm.it.

SOMMARIO

  • Bracciante, di Fabio Franzin
  • I treni, il vapore, l’altra Italia. Un ricordo di Giovanna Marini, di Stefano Arrighetti, Alessandro Portelli
  • Prima cercavo i suoni, adesso cerco le persone, di Giovanna Marini
  • Al grido di «Viva la libertà, cazzo!», l’istruzione di un paese si sta sgretolando… Reportage dall’Argentina, di Patricia E. Sampaoli
  • Testimonianze orali, fonti d’archivio e guerra arabo-israeliana del 1948: uno sguardo ravvicinato sull’occupazione di un villaggio della Galilea, di Kobi Peled
  • 25 aprile 1974, voci dalla rivoluzione, di Valeria Rotili
  • «Genova per chi non c’era». Memorie e racconti del G8 del 2001, di Leonardo Galliani
  • «Te le regalo, sono ancora piene di Cs». Scambiare maglie per raccontare il G8 2001, di Ilaria Bracaglia
  • Dieci canti No Tav, di Davide Tidoni
  • Pratiche riflessive di ottava rima: alcune esperienze didattiche di avvicinamento all’arte del contrasto in Toscana, di Rosalba Nodari
  • Cristina: la vita come base dell’insegnamento, di Qendresa Shaqiri

Interviste

  • «Se no, vado a fare il falegname». Ricerca e lavoro accademico tra Mediterraneo e Atlantico, di Gilda Zazzara, Joseph Viscomi

Saggi

  • Disabilità migranti: quali fonti per la ricerca? Community archives, fonti orali ed emersioni narrative, di Virginia Niri

Storie

  • Guazzabuglio, o il Direttore Paguro e l’avventura del salario, di Hilde Merini

Il lavoro si racconta

  • Essere l’eccezione. Una rider di food-delivery, di Francesco Bonifacio

Note e recensioni

“Il de Martino. Storie voci suoni” 34 / 2022

Il de Martino - 34 - Copertina

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del n. 34 della nostra rivista, Il de Martino. Storie Voci Suoni.
Questo numero è un’ottima testimonianza dei tanti temi e dei tanti modi in cui è possibile declinare il rapporto tra storia e oralità. Segnaliamo in particolare il saggio di Alessandro Casellato su una testimonianza orale in dialetto vicentino risalente ai moti del macinato del 1868 e, sempre dal Veneto, una narrazione familiare sul mondo contadino di Amerigo Manesso; due contributi dal secondo Festival delle Culture Popolari a Collelongo, organizzato dal Circolo Gianni Bosio di Roma; un approfondimento su Cantare il Maggio con tre articoli, uno dei quali scritto dal nostro direttore responsabile Paolo De Simonis.
La foto di copertina, dal titolo Uomini terra lavoro, 1999, è di Giuseppe Morandi (Archivio Storico della Lega di Cultura di Piàdena).
Per leggere abstract e sommario potete visitare la pagina dedicata alla nostra rivista sul sito del nostro editore, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia.
La rivista può essere ordinata in libreria, sulle principali piattaforme online di acquisto libri, oppure scrivendo direttamente al nostro indirizzo e-mail iedm@iedm.it. In quest’ultimo caso il pagamento dovrà essere effettuato attraverso bonifico bancario di 20 euro intestato a “Istituto Ernesto de Martino”, IBAN “IT48I0306918488100000002638”. I soci dell’Istituto possono ottenere la rivista con uno sconto del 50%, per un costo di 10 euro. I nostri abbonati la riceveranno presto a casa. L’abbonamento a due numeri della rivista costa 25 euro.

“Il de Martino. Storie voci suoni” 33 / 2022

Il de Martino 33 - Copertina

La rivista si può ordinare in libreria e scrivendo all’indirizzo iedm@iedm.it. I nostri abbonati la riceveranno presto a casa. Per i soci dell’Istituto Ernesto de Martino è possibile richiederne copia al 50% di sconto. È possibile, inoltre, scaricarne una versione in PDF qui.

Con questo fascicolo la rivista «Il de Martino. Storie voci suoni» entra nel secondo anno della sua nuova vita. Alle spalle, un anno e mezzo di intenso lavoro redazionale, scambi proficui, discussioni fertili di idee e di prospettive per il futuro, culminate nella bella riunione – finalmente in presenza! – a Sesto Fiorentino, il 10 aprile scorso. Le presentazioni pubbliche dei numeri 31 e 32 hanno contribuito, inoltre, a stimolare il nostro impegno in una direzione aperta e dialogante con le molte comunità e i molti soggetti che si sono mostrati interessati alla proposta di guardare al contemporaneo «rimettendo occhi e orecchie sui territori», come scrivevamo un anno fa.
A questo obiettivo rispondono senz’altro le preziose poesie di Fabio Franzin, poeta-operaio e operaio-poeta che ci porta la voce del distretto del mobile dell’Alto Livenza. «Una voce piena della rivoluzione deindustriale», la definisce Gilda Zazzara nella sua illuminante e altrettanto preziosa introduzione, mettendo sull’avviso il lettore: «può essere un po’ urticante la sua opera per chi cerchi l’impegno, l’anelito di liberazione o anche una più tiepida fierezza del mestiere», ma questa è la cultura operaia della “periferia industriale” tra Veneto e Friuli. Il tema delle scritture – poetiche e letterarie – torna nel dialogo tra Luisa Passerini e Graziella Bonansea a partire dal romanzo di quest’ultima, Più che la notte, dedicato alla vicenda di Massimiliano Maria Kolbe: una densa conversazione tra due studiose, due storiche, intorno al tema cruciale del “dare parola” al passato, tra memoria, storia orale e letteratura.
Il dossier tematico è dedicato al Vademecum per il trattamento delle fonti orali, presentato il 27 ottobre 2021 a Roma, con il contributo decisivo di Aiso: frutto di un lungo confronto interdisciplinare, il Vademecum – introdotto da Alessandro Portelli e presentato nei suoi punti qualificanti da Alessandro Casellato, Maria Francesca Stamuli e Silvia Calamai – è uno strumento fondamentale per tutti coloro che lavorano con le fonti orali e si occupano di archivi orali, e rappresenta un importante passo in avanti nella costruzione della “cassetta degli attrezzi” utile alla produzione e conservazione di fonti dalla forte complessità storica, metodologica e ontologica. Il ruolo rilevante degli archivi e, in particolare, la loro relazione con le fonti orali e sonore acquista un posto rilevante nella riflessione della nostra rivista grazie all’articolo di Virginia Niri sul progetto “Voci d’archivio”: intervistare donatori e donatrici di alcuni fondi presenti presso l’Archivio dei movimenti di Genova per valorizzare il portato identitario, politico e militante, degli stessi fondi e dei loro soggetti produttori.
E proprio al valore politico e militante del fare archivio ci introducono i racconti di Alessandro Grassi pubblicati nella rubrica Storie con i “controcanti” di Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti. Alessandro è stato una figura fondamentale della vita dell’Istituto Ernesto de Martino, un “archivista-attivista” dalle straordinarie doti di analisi delle pratiche dell’ordinare e del descrivere, maturate nel suo paziente lavoro di sistemazione della nastroteca dell’Istituto. Ci ha lasciato improvvisamente, l’aprile scorso, proprio mentre aspettavamo di pubblicare questo suo contributo, che assume oggi un significato di profonda gratitudine per tutto quello che ha saputo essere e fare.
A un uso “aperto” degli archivi si richiama, infine, anche Leila Harkat nel suo racconto dell’esperimento di labour public history realizzato dalla Fondazione Valore Lavoro a Pistoia nel settembre 2021: un video mapping sulla facciata del palazzo comunale con la proiezione di immagini provenienti dal patrimonio fotografico della Camera del lavoro della città. Immagini di feste del lavoro e manifestazioni che hanno riportato la storia negli stessi spazi in cui “è stata fatta”, con lo scopo di coinvolgere i passanti nel “montaggio” narrativo dell’artista Jacopo Rachlik.
Le interviste di Paola Stelliferi ad Anastasia Barone e a Teresa Bertilotti sulle traiettorie e le eredità del femminismo segnano per parte loro un doppio inizio: l’apertura di un cantiere di riflessione sul genere, sui femminismi e sulla storia (e il presente) delle donne e la pubblicazione di interviste in versione integrale.
Il saggio di Caterina Mongardini – molte le voci femminili, come si vede, in questo fascicolo – ci porta invece per le strade di un piccolo borgo d’Abruzzo, Pescocostanzo, sulle tracce della «memoria debole» dell’internamento fascista: una ricerca spinta da ragioni autobiografiche che fa ricorso alla storia orale come strumento per scardinare o almeno provare a spiegare una (apparente?) amnesia collettiva.
Nella rubrica dedicata al lavoro, infine, Monica Dati affronta il tema della formazione con un articolo sulle 150 ore attraverso le testimonianze dei lavoratori e delle lavoratrici della Toscana: grazie alle interviste, Dati ci presenta, vivo, «il clima di partecipazione, aggregazione e impegno civile» di questa esperienza, che invita a riflettere, nel presente, sul significato e sul valore dell’educazione degli adulti.
Merita un accenno, in chiusura, la rubrica delle Note e recensioni, che appare in questo numero particolarmente ricca di stimoli e di contributi, a ulteriore concreta testimonianza della rete di relazioni che la rivista sta costruendo nel suo farsi.

SOMMARIO

Editoriale

Gilda Zazzara, L’inverno scuro del lavoro: cinque poesie di Fabio Franzin

Leila Harkat, L’immagine e la memoria: un esperimento di labour public history

Virginia Niri, Voci d’archivio. Fonti orali e storia pubblica: alienazione, restituzione e accessibilità

Luisa Passerini e Graziella Bonansea, Mimesis e rappresentazione. Una conversazione su storia, memoria e letteratura

Archivi orali: un Vademecum per la conservazione

Alessandro Portelli, Vita e morte della parola

Alessandro Casellato, Vademecum per il trattamento delle fonti orali: i punti qualificanti – Definizioni e presupposti legali

Maria Francesca Stamuli, Produzione e conservazione della fonte orale

Silvia Calamai, Acquisizione e valorizzazione degli archivi orali

Interviste

Paola Stelliferi, «Un legame che non si sa bene da dove venga, però c’è». Due interviste sul femminismo, con Anastasia Barone e Teresa Bertilotti

Saggi

Caterina Mongardini, Pescocostanzo, 1940-1943. La memoria carsica dell’internamento fascista

Storie

Alessandro Grassi, Piccola storia di una nastroteca errante / Le Olive di Ivan

Antonio Fanelli, I “churinga” di Sesto Fiorentino e il corteo del Primo maggio

Mariamargherita Scotti, Contro il potere degli archivi

Il lavoro si racconta

Monica Dati, 150 ore: voci ed esperienze dalla Toscana

Note e recensioni

Alessandro Portelli, Il disco e la voce. A partire dall’articolo di Fanelli e Tomatis

Claudio Rosati, L’archivio di Sergio Landini presso la Fondazione pistoiese Promusica

Maria do Carmo Piçarra e Giulia Strippoli, La mostra “Augusta Conchiglia nei sentieri del Fronte Est. Immagini (e suoni) della lotta di liberazione in Angola”, a cura di Maria do Carmo Piçarra e José da Costa Ramos, Museu do Aljube, Lisbona, luglio-dicembre 2021

Simona Bertacco, Valeria Luiselli e le ragioni della letteratura. Valeria Luiselli, Dimmi come va a finire. Un libro in quaranta domande, Roma, La Nuova Frontiera, 2017; Ead., Archivio dei bambini perduti, Roma, La Nuova Frontiera, 2019

Cristina Lavinio, Alla riscoperta delle fiabe orali. Una nota a partire da Glauco Sanga, La fiaba. Morfologia, antropologia e storia, Padova, CLEUP, 2020 e Alberto M. Cirese e Pietro Clemente, Raccontami una storia. Fiabe, fiabisti e narratori, Palermo, Edizioni Museo Pasqualino, 2021

Luca Des Dorides, Disability Studies. Una nota a partire da The Routledge Handbook of Disability Activism (1st ed.), a cura di Maria Berghs, Tsitsi Chataika, Yahya El-Lahib, Kudakwashe Dube, London, Routledge, 2020, Crip Camp – disabilità rivoluzionarie, regia di James LeBrecht, Nicole Newnham, Usa, 2020 e Matteo Schianchi, Disabilità e relazioni sociali: temi e sfide per l’azione educativa, Roma, Carocci, 2021

Jessica Matteo, Carlo Costa e Gabriele Di Giuseppe, Corpo estraneo. Storia di Giorgio Vale (1961-1982), Milano, Milieu edizioni, 2021

Luigigiovanni Quarta, Anna Maria Bruzzone, Ci chiamavano matti. Voci dal manicomio (1968-1977), a cura di Marica Setaro e Silvia Calamai, Milano, Il Saggiatore, 2021

Ilaria Bracaglia, Brunella Basso e Raffaella Bosso, Non solo storie per ragazzi, in La pagina che non c’era, a cura di Diana Romagnoli, Maria Laura Vanorio, Paolo Trama, Milano, Zanichelli, 2022, pp. 556-229; Gabriele Proglio, I fatti di Genova. Una storia orale del G8, Roma, Donzelli, 2021; Gianluca Staderini, Di tutti i colori. Un bambino di nome Carlo, Roma, Red Star Press, 2021

Tommaso Rebora, Ilaria Bracaglia ed Eddy Olmo Denegri, Un ingranaggio collettivo. La costruzione di una memoria dal basso del G8 di Genova, Milano, Edizioni Unicopli, 2020