InCanto 2008

Istituto Ernesto de Martino
Progetto Giovani Sesto Fiorentino
Comune di Sesto Fiorentino
Sesto d’estate
SestoIdee

presentano

InCanto 2008
1968

— La festa del primo maggio —

Giovedì 1° maggio, dalle ore 15 fino al tramonto,
ingresso gratuito, vino e cibo finché ce n’è.
A villa San Lorenzo, via Scardassieri 47, Sesto Fiorentino (FI).
Suoneranno i SUONATORI TERRA TERRA, la BANDITA,
ALESSIO NOFERINI, gli APUAMATER, i FRATELLI ROSSI,
la BANDA K100, la HOT GARAGE BAND.
Interverranno Ivonne Marchese di Sesto Idee,
Gianfranco “Micio Azzali” della Lega di Cultura di Piadena,
Roberto Corsi dell’ANPI di Sesto Fiorentino.

Con la festa si aprono le iscrizioni all’Istituto Ernesto de Martino per il 2008.
Ricordiamo inoltre che è possibile dare il proprio 5×1000
all’Associazione Ernesto de Martino, cod. 01612280154.

Si ringraziano per la collaborazione il Progetto Giovani di Sesto Fiorentino,
la Casa del Popolo di Quinto Alto, la Lega di Cultura di Piadena,
la Promopoint srl, “Le Botti” (Viale Michelangelo 10/B, Sesto Fiorentino)
per i vini, il Despar di Piazza Ghiberti (Sesto Fiorentino) per il cibo.

— Il teatro —

Venerdì 2 maggio, ore 21,
al Teatro della Limonaia, via Gramsci 426, Sesto Fiorentino (FI)
Istituto Ernesto de Martino e Laboratorio Nove presentano
A la veille de cette rencontre aucun problème n’a été réglé…
Spettacolo teatrale sul maggio francese
Progetto e regia di Patrice Bigel

— Il libro —

Mercoledì 7 maggio, ore 17.30,
a Villa San Lorenzo, Via Scardassieri 47, Sesto Fiorentino (FI)
Presentazione del volume vincitore del Premio Nigra 2007
Gianni Bosio, Clara Longhini
1968, una ricerca in Salento.
Suoni grida canti rumori storie immagini
(Kurumuny, Lecce 2007)
Interverranno Luigi Chiriatti (edizioni Kurumuny),
Pietro Clemente (Università di Firenze),
Ivan Della Mea (Istituto Ernesto de Martino), Clara Longhini (autrice),
Sergio Torsello (responsabile scientifico dell’Istituto Diego Carpitella
di Melpignano, Lecce)

— Il cinema —

Presso la Casa del Popolo “Unione Operaia”,
in Piazza Rapisardi 6, Sesto Fiorentino (FI)
Istituto Ernesto de Martino, Associazione Anemic
e Unione Operaia di Colonnata presentano
Percorsi sessantotteschi
Breve viaggio in Italia fra il prima e il dopo Sessantotto

Giovedì 8 maggio, ore 20.45
Prima della rivoluzione
di Bernardo Bertolucci

Ore 22.45
Partner
di Bernardo Bertolucci

Giovedì 15 maggio, ore 21.15
Porci con le ali
di Paolo Pietrangeli

Giovedì 22 maggio, ore 21.15
Lavorare con lentezza
di Giulio Chiesa

Giovedì 29 maggio, ore 21.15
Palombella rossa
di Nanni Moretti

— La musica —

Sabato 17 maggio, ore 21.15,
presso la fabbrica Richard Ginori,
Viale Giulio Cesare, Sesto Fiorentino (FI)
Cavalieri nella tempesta
Concerto della scuola di musica di Sesto Fiorentino
Testo di Jim Morrison,
musiche di Luigi Nono, Fr. Rzewskij,
Federico Incardona, John Cage
Ingresso gratuito, sede da confermare

Sabato 24 maggio, ore 21.15,
a Villa San Lorenzo, Via Scardassieri 47, Sesto Fiorentino (FI)
Ma che colpa abbiamo noi
Concerto con le Officine Boninelli Aerea
Ingresso 5 euro

Domenica 1 giugno, ore 21.15,
a Villa San Lorenzo, Via Scardassieri 47, Sesto Fiorentino (FI)
Due spettacoli in collaborazione con il Progetto Giovani di Sesto Fiorentino:
68 oltre. Immagini e suoni di generazioni a confronto
a cura di Alessio Noferini
Un documento basato su immagini d’epoca
con colonna sonora eseguita dal vivo
da un gruppo di giovani musicisti
Io c’ero
a cura di Andrea Licciardi e Stefano Patrizio
Letture in musica di autobiografie, memorie,
riflessioni di ragazzi d’allora
Ingresso gratuito

Sabato 14 giugno, ore 21.15,
a Villa San Lorenzo, Via Scardassieri 47, Sesto Fiorentino (FI)
È finito il ’68?
incontro con chitarre sulla vecchia e nuova canzone politica
Con Ivan Della Mea, Paolo Pietrangeli,
Stefano “Cisco” Bellotti, Alessio Lega
Ingresso 5 euro

Cinema in circolo 2008

Unione Operaia di Colonnata
Associazione Anèmic
Istituto Ernesto de Martino

Cinema in circolo

21 febbraio – 29 maggio 2008
Cinema Teatro “Il Quartuccio”
Unione Operaia di Colonnata
Piazza Rapisardi 6, Sesto Fiorentino
(tel. 055442203)

Biglietti: 3,50 euro (*)
Tessera: 4 ingressi 10 euro
Ingresso riservato ai soci ARCI

(*) il 20 marzo, in occasione della proiezione
di Zero. Indagine sull’11 settembre alla presenza di Giulietto Chiesa,
il biglietto costerà 7 euro, a sostegno del progetto di ricerca
e documentazione sull’11 settembre.

— P R O G R A M M A —

Giovedì 21 febbraio, ore 21.15,
alla presenza del regista Ignazio Oliva
YOUNG SATELLITE AMANI
YASSETS FOOTBALL CLUB
Reg. di Fabrizio Nucci, Bruno Santini; Italia 2006; col.; 60’

La storia dello Yassets F.C., piccola squadra di calcio di serie B keniota, è lo spunto per raccontare la vita nelle baraccopoli di Nairobi e per far capire come il calcio possa essere parte di un discorso educativo più ampio. Per la squadra keniota, costretta a rifiutare più volte l’ammissione in serie A perché economicamente non autosufficiente, lo sport nasce come occasione di riflessione e riscatto. L’obiettivo è semplice: togliere il più possibile i ragazzi dalla strada, promuovere crescita e sviluppo. La società calcistica ha anche fondato un bar dello sport, e attività commerciali come la produzione di shampoo e sapone e palloni da calcio. Ignazio Oliva, ambientalista, appassionato di politica con uno sguardo attento alla società, ha una personalità eclettica – attore, regista, produttore – che esprime tutta la vitalità e l’amore per l’arte. Voleva da tempo compiere un’esperienza nelle ONG, «ma quello che è avvenuto dopo, la realizzazione di un documentario, è nato in modo spontaneo», assicura.

Giovedì 28 febbraio, ore 21.15,
alla presenza dei registi Federico Ferrone e Michele Manzolini,
in collaborazione con Istituto Stensen
MERICA
Reg. Federico Ferrone, Michele Manzolini,
Francesco Ragazzi; Italia 2007; col.; 65’

Girato fra Veneto e Brasile, il documentario mostra la complessità dell’esperienza migratoria in Italia partendo dalle vicende di alcuni brasiliani giunti da noi contrappuntate a quelle di altri brasiliani discendenti da italiani, quando eravamo noi a cercare fortuna altrove. Un ping-pong fra Brasile e Italia, il Veneto in particolare, regione che diventa specchio di cambiamento, da economia povera e fornitrice di emigranti a terra di industrie bisognosa di manodopera straniera, extracomunitaria, con tutti gli squilibri che tale mutamento comporta. Uno spaccato interessante che rimbalza da un lato all’altro e mostra non solo come vivono le comunità italiane all’estero ma anche come nasce e matura il desiderio di venire in Italia. Mettendo a confronto la grande emigrazione italiana del secolo scorso e quella che oggi conosce l’Europa ci accorgiamo che sono molti i tragici paralleli.

Giovedì 6 marzo, ore 21.15,
alla presenza del regista Massimo D’Anolfi,
in collaborazione con Festival dei Popoli
I PROMESSI SPOSI
Reg. Massimo D’Anolfi, Martina Parenti;
musica di Massimo Mariani; Italia 2007; col.; 73’

Documento in chiave di commedia sul matrimonio in Italia realizzato filmando le coppie che si presentano agli ufficiali di stato civile per la promessa di matrimonio e quelle che seguono il corso preparatorio tenuto da un prete. Girato in diverse città italiane, tra coppie straniere che stentano a capire la nostra spesso complicata burocrazia (una ragazza messicana spiega che nel suo Paese, essendo laico contrariamente all’Italia, un prete non può fungere da ufficiale dello stato civile) e italiane che spesso non hanno maggiore facilità, tra coppie curiose (il futuro marito che della promessa sposa non conosce nemmeno il lavoro), madri e suocere troppo presenti e un prete che sembra un personaggio inventato da Carlo Verdone prima maniera. Denso di ironia, rispettoso delle persone che mette in scena e dispensatore di continue risate, I promessi sposi non dimentica mai di fornire un ritratto fedele e anche amaro dell’istituzione matrimoniale. Presentato con grande successo al Festival dei Popoli 2007.

giovedì 13 marzo, ore 21.15
MADRI
Reg. Barbara Cupisti; Italia 2007; col.; 90’

Attraverso le testimonianze delle madri che vivono nella terra dilaniata dalla guerra infinita, con il terrore di non veder rientrare a casa i propri figli, vengono mostrati i conflitti e i drammi privati che raccontano la Storia.
II dolore per la perdita di un figlio, che sia vittima o carnefice, è il più profondo e straziante, ingiusto e incomprensibile. La sofferenza per la perdita di un familiare è universale, non esistono differenze di razza né di credo. Attraverso il riconoscersi in questo dolore è possibile iniziare un nuovo cammino che porti alla comprensione. Madri israeliane e palestinesi che hanno vissuto questo dramma ci aiuteranno a capire attraverso i loro racconti questa terribile realtà. Il film, della durata di 90 minuti, raccoglie testimonianze di vita, momenti quotidiani, filmati di repertorio e materiale video privato inediti, tutto girato e documentato in Israele e in Palestina.
Le madri che testimoniano hanno idee, estrazioni culturali e sociali diverse ma tutte condividono un desiderio: che non ci siano più innocenti a pagare per colpe non loro. Non un discorso politico o ideologico ma un messaggio che arriva dritto al cuore di ognuno di noi.

Giovedì 20 marzo, ore 21.15,
alla presenza di Giulietto Chiesa
ZERO. INDAGINE SULL’11 SETTEMBRE
Reg. Franco Fracassi, Francesco Trento; Italia 2007; col.; 106’

Zero è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti. Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale. Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001.

Giovedì 27 marzo, ore 21.15,
anteprima alla presenza del regista
Emiliano Cribari, dello sceneggiatore e del cast
HO SOLTANTO CHIUSO GLI OCCHI
Reg. Emiliano Cribari; scritto da Fabrizio Rizzolo; con Germano Rizzolo, Margherita Fumero, Fabrizio Rizzolo, Susi Amerio, Cristina Fassio, Riccardo Leto, Mario Nosengo, Erika Renai, Isabella Tabarini, Davide Calabrese, Alberta Izzo; Italia 2008; col.; 38’

Dopo la presentazione al Salone del libro di Torino, proponiamo in anteprima Ho soltanto chiuso gli occhi. Tratto da un storia vera, il film racconta le vite opposte di Luigi, commediografo brillante, e di Marco, figlio rigido e tradizionalista. Fino all’inatteso ribaltamento, quando Luigi viene colto da un ictus che lo paralizza. Marco si trova catapultato nel mondo del teatro, Luigi lotta per tornare alla normalità. Due uomini che si riappropriano della vita. A volte la migliore occasione per crescere e conoscersi veramente arriva proprio quando sembra che il destino sia avverso.
II film è il primo prodotto dell’Associazione no profit «Ho soltanto chiuso gli occhi».

Giovedì 3 aprile, ore 21.15,
alla presenza della regista Isabella Ciarchi e di Ivan Della Mea
GENTE DI MILANO. IVAN DELLA MEA
Reg. Isabella Ciarchi; Italia 2007; col. e b/n; 52’

Luigi Ivan Della Mea racconta il proprio incontro con la città di Milano. Travagliato, intenso, faticoso, poetico, prolifico, vissuto senza mezzi termini dal 1950 ad oggi. Le atmosfere rievocate sottolineano il profilo di una città diversa da quella di oggi anche se le tematiche che la percorrono sono sempre le stesse. Al racconto hanno collaborato anche Luigi Pestalozza, Nuccio Ambrosino, Dante Bellamio, Paolo Ciarchi, Filippo Crivelli, Massimo Devita, Laura Grimaldi, Sandra Mantovani, Gianni Mura, Marco Tropea. Isabella Ciarchi lavora nel cinema e nella pubblicità dal 1982, ha realizzato film per RAI e Mediatest; è stata aiuto-regista fra gli altri di Soldini, Segre, Ferrario.

Giovedì 10 aprile, ore 21.15,
alla presenza del produttore
IL FANTASMA DI CORLEONE
Reg. Marco Amenta; Italia 2007; col.; 100’

Un bel documentario di Amenta (sceneggiato insieme ad Andrea Purgatori) che ricostruisce attraverso un accorto missaggio di testimonianze e in piccola parte di fiction la figura del capo dei capi, della primula rossa della mafia: Bernardo Provenzano, il superboss scomparso nel nulla nel 1963 e solo di recente ricomparso fra pizzini, padri pii, selvatiche dimore, liste della spesa e codici di comportamento. Uomo d’onore più di Riina e Bagarella, Provenzano resta un mistero come tanta politica e malavita siciliana. Le domande di Amenta sono le nostre. Le risposte le loro. Come le complicità. Preziose in questo senso le parole di Giuseppe Linares, capo della Mobile di Trapani, dei procuratori Scarpinato e Lo Forte, e del colonnello dei carabinieri Michele Riccio.

Giovedì 17 aprile, ore 21.15,
alla presenza del regista Gianluca Arcopinto
ANGELI DISTRATTI
Reg. Gianluca Arcopinto; con Aran Berretto Jones, Rabie Hamid,
Saraj U Din M Roshan, Simona Torretta; Italia 2007; col.; 75’

Fallujah, novembre 2004. Mentre nella città si susseguono bombardamenti e massacri con armi non convenzionali, in una strana stanza alienante si incontrano un soldato americano e una donna irachena. II soldato, sia pure scosso per l’uccisione da parte del figlio della donna di suoi tre compagni, quando scorge la donna non spara. La donna è bendata, non costituisce un pericolo. I due parlano, si minacciano, piangono, si confessano, si raccontano, si feriscono. Quando tutto sembra finito e il soldato crede di poter tornare da dove è venuto, la macchina criminale della guerra non risparmierà né la donna né il soldato. La vicenda raccontata, basata su episodi veramente accaduti, è intervallata da materiale di repertorio e da interviste a Simona Torretta, a un reduce americano pentito, a un medico arabo che prestava servizio nell’ospedale di Fallujah in quei giorni e a una donna irachena alla quale la guerra ha ucciso i due figli.
II film è realizzato in collaborazione con «Un ponte per…» ed è ispirato al testo teatrale di Francesco Niccolini, Canto per Falluja.

* * *

PERCORSI SESSANTOTTESCHI
Breve viaggio in Italia fra il prima e il dopo Sessantotto

giovedì 8 maggio, ore 20.45
PRIMA DELLA RIVOLUZIONE
Reg. Bernardo Bertolucci; con Francesco Barilli, Adriana Asti,
Allen Midgette, Morando Morandini; Italia 1964; b/n; 110’

Smarrimento esistenziale, nostalgia del vivere, ideologia all’alba, la bassa padana, l’opera lirica, la borghesia che si veste a festa e decanta inquietudine e frustrazione. A Parma, la città del regista, il mito e la memoria, genius loci attorno a cui ruota questa trasformazione antropologica vestita da educazione sentimentale. In questo elegante romanzo di formazione il giovane Bertolucci, alla seconda opera, sfugge al conformismo del consenso per rarefarsi al sole nebbioso dei pioppi e inventarsi una possibilità di fuga nel rovescio dell’esistenza. La rivoluzione come dolcezza del vivere e malinconia del quotidiano. Struggente e bellissimo. Dolce e affascinante.

Ore 22.45
PARTNER
Regia di Bernardo Bertolucci; con Pierre Clementi, Stefania Sandrelli, Sergio Tofano, Tina Aumont; Italia 1968; col.; 100’

Splendore e manifesto del ’68. II Maggio si sta consumando a Parigi. Una ribalta della meglio gioventù. Impegno e arte della trasformazione. Cambiare il mondo. Un altro mondo è possibile. Il risultato è un film schizofrenico, mutante, periferico, cangiante, ombre espressioniste che scorrono sui muri, colori accesi dal taglio lisergico. Vietnam libero, Bandiera Rossa e la Marsigliese, Julian Beck e il Living, il Potemkin e Godard, Pinter e Mallarmé, il flipper e il lambrusco. Alla fine di questa giostra un po’ malconcia, intellettualistica e caoticamente affascinante, restano le parole del grande Sergio Tofano: «Non ci sono più suggeritori, il mondo va in rovina perché nessuno sa più suggerire e quello che è peggio non hanno niente da suggerire».

Giovedì 15 maggio, ore 21.15
PORCI CON LE ALI
Reg. di Paolo Pietrangeli; con Franco Bianchi, Cristiana Mancinelli Scotti, Lou Castel, Anna Nogara; Italia 1977; col.; 105’

Uscì l’omonimo libro per Samonà e Savelli e fu un successo clamoroso. Un best seller. Padri e figli e tracce di un ’68 scaduto, divenuto duro e malato. II libro restò a lungo senza autore. Sulla copertina c’erano Rocco e Antonia, i protagonisti della storia. Il linguaggio giovanilistico e sessualmente esplicito fece scandalo. Si seppe poi che a firmarlo erano stati Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice. Come un instant book generazionale. II film lo gira il cantautore Paolo Pietrangeli (opera prima) portando in primo piani malumori, disagi, giovani insicuri, niente ideologie e niente padri, il personale che cresce e il politico che si sfalda, il sesso prima di tutto, l’impegno chissà, il tutto in un mare di ormoni e di contraddizioni. Per vedere un po’ come eravamo. Dal ’68 al ’77. La fine è nota. Le musiche sono di Giovanna Marini.

Giovedì 22 maggio, ore 21.15
LAVORARE CON LENTEZZA
Reg. Guido Chiesa; con Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea,
Tommaso Ramenghi, Marco Luisi, Valerio Binasco,
Fausto Paravidino; Italia 2004; col.; 110’

Bologna 1977. Anno di trasmissione. Radio Alice è la voce del movimento studentesco. 13 mesi avventurosi di libertà e creatività. Esempio per tutte le radio libere che da lì a poco avrebbero affollato l’etere. Le parole d’ordine sono sempre le stesse: amore libero, sesso a gogò, lavoro zero, fantasia al potere. Malessere giovanile visto anche attraverso soluzioni alternative. Radio Alice non censurava. Esprimeva concetti e pensieri, dava la linea del non senso e la musica di un mondo che sarebbe finito col rapimento Moro e le cariche della polizia. E il morto dell’11 marzo. Capire il movimento. E un tunnel che non va da nessuna parte ma vorrebbe sbancare la banca. Il piatto perde e il movimento pure. Chiesa gira pensando anche al G8 di Genova. Radio Alice e la fine dell’innocenza. II cielo è sempre più cupo di lacrimogeni.

Giovedì 29 maggio, ore 21.15
PALOMBELLA ROSSA
Reg. Nanni Moretti; con Nanni Moretti, Silvio Orlando,
Mariella Valentini, Alfonso Santagata, Claudio Morganti,
Asia Argento; Italia 1989; col.; 90’

Michele Apicella gioca a pallanuoto. È nevrotico, passionale, pieno di tic, rigoroso. Michele è un militante e un dirigente dell’allora Partito Comunista Italiano. Ha perso la memoria. Gioca una partita e rivede ritrova il passato. Ma sbaglia il tiro finale e perde il senso della vita. E delle cose. Operetta morale, la palombella di Moretti colpisce il bersaglio di una certa ipocrisia di sinistra. Un qualunquismo intellettuale fatto di frasi fatte e parole al vento. La sconfitta di un’epoca e di un ideale? Il sol dell’avvenire che alla fine sorge e si illumina di cartapesta lo lascia presagire. Moretti maramaldeggia, si prende tutto lo spazio possibile, si compiace, si immerge nell’acqua del battesimo, sfodera un kit di narcisismo esuberante. Colleghi e amici a fare da comparse e cammei. Michele: un figlio risorto e impotente del sessantotto?

* * *

Rassegna e redazione a cura di Gianna Bandini e Gabriele Rizza.
Si ringraziano Mediateca Regionale Toscana, Festival dei Popoli,
Istituto Stensen, Piero Matteini, Carlo Coda, Enrico Gualandi, Stefano Arrighetti.

InCanto 2007

Istituto Ernesto de Martino
Cooperativa Sociale CAT
Comune di Sesto Fiorentino
Sesto d’estate
SestoIdee

presentano

InCanto 2007

1° maggio, dalle 15,
a villa San Lorenzo,
ingresso gratuito
— La festa —
con la Banda militante della maremma,
i Suonatori terra terra, Paolo Pietrangeli,
Gualtiero Bertelli, Fausto Amodei,
Ivan Della Mea, Claudio Cormio,
Paolo Ciarchi, La trosième rive

19 maggio, ore 21.15
parco villa Solaria,
via Gramsci – via Strozzi,
Sesto Fiorentino,
ingresso 5 euro
— Poesia e Rivolta tour —
Claudio Lolli e Paolo Capodacqua
Gang (Marino e Sandro Severini)

25 maggio, 21.15
parco villa Solaria,
via Gramsci – via Strozzi,
Sesto Fiorentino,
ingresso 5 euro
Bandajorona, da Roma
— I canti del carcere e della Resistenza —

1 giugno , 21.15
parco villa Solaria,
via Gramsci – via Strozzi,
Sesto Fiorentino,
ingresso 5 euro
Apuamater Indiesfolk in
— Delirio e castigo —

9 giugno, ore 21.15
parco villa Solaria,
via Gramsci – via Strozzi,
Sesto Fiorentino,
ingresso 5 euro
I Têtes de bois presentano
— Avanti pop in tour —

17 giugno, dalle 16
a villa San Lorenzo,
Ingresso gratuito
— Le radici con le ali —
Canti della Resistenza, del lavoro e dell’emigrazione
Le radici della tradizione, le ali dei giovani musicisti sestesi
In collaborazione con il Progetto Giovani di Sesto Fiorentino

Zona temporaneamente libera

Fondazione Michelucci
Comune di Sesto Fiorentino
Progetto giovani
Vietato ai maggiori
Istituto Ernesto de Martino
Arte contemporanea (rete regionale)
Porto Franco

presentano

Zona temporaneamente libera
Assemblea e concerto

Organizzato da BANDALARGA
In collaborazione con Centro Civico n. 1,
Casa del Popolo di Quinto Alto

— Assemblea —
Venerdì 23 febbraio 2007, ore 21
Casa del Popolo di Quinto Alto, via G. Venni 5

Ordine del giorno: gli spazi per i giovani costruiamoli insieme, suoni parole dibattito. Sono invitati: Sindaco, Assessore alle politiche giovanili, circoli, associazioni, scuole, chiunque sia interessato.

— Concerto —
Sabato 24 febbraio 2007, ore 18:30
Villa San Lorenzo al Prato, via Scardassieri 47

DJ set
Stark madness
More beer
Dadgag
Trifling dogma
Angel’s cry

Cinema in circolo

Unione Operaia di Colonnata
Associazione Anèmic
Istituto Ernesto de Martino
SestoIdee

presentano

Cinema in circolo

8 febbraio – 31 maggio 2007
Cinema Teatro “Il Quartuccio”
Unione Operaia di Colonnata
Piazza Rapisardi 6, Sesto Fiorentino

Inizio proiezioni ore 21
Biglietti: 3 euro
Tessera: 5 ingressi 10 euro
Ingresso riservato ai soci ARCI

Giovedì 8 febbraio
Alla presenza dei registi Fabrizio Nucci e Bruno Santini
SULLE ROTTE DI BERLINGUER TI VOGLIO BENE
Reg. Fabrizio Nucci, Bruno Santini; Italia 2006; col.; 60’

A distanza di 30 anni Fabrizio Nucci e Bruno Santini tornano sulle “rotte” del film e rivisitando insieme allo stesso Bertolucci e ad alcuni interpreti (Carlo Monni, Sergio Forconi) le “location” più rappresentative che ospitarono i set (tutti toscani) del film, nasce un’attenta disanima di quello che è stato il passaggio del tempo e la constatazione dell’inevitabile evolversi dei costumi e degli eventi, passando attraverso il paesaggio delle case del popolo. “Quello di Berlinguer ti voglio bene – dice Bertolucci – era un paesaggio indefinibile, non era più campagna e non era ancora area industriale per cui riassumeva in pieno le contraddizioni di quell’epoca di transizione che volevamo raccontare”. A impreziosire il tutto, alcuni interventi del produttore Gianni Minervini che svelano retroscena curiosi sulla sua genesi e realizzazione. Il documentario è promosso dal Comune di Campi Bisenzio e dalla Provincia di Firenze con il contributo della Regione Toscana.

BERLINGUER TI VOGLIO BENE
Reg. Giuseppe Bertolucci; con Roberto Benigni, Alida Valli,
Carlo Monni, Mario Pachi, Sergio Forconi; Italia 1977; col.; 90’

“Noi siamo quella razza che non sta troppo bene / Che di giorno sarta i fossi e la sera le cene…”. Su una polverosa stradina di campagna, una sgangherata bicicletta si avvicina alla macchina da presa. Carlo Monni faticosamente pedala e declama questa amara poesia mentre seduto in canna c’è Roberto Benigni, ovvero il “Monna” e Cioni Mario. Il film diretto da Giuseppe Bertolucci spiazza pubblico (che lo snobba) e critica (che non sa come prenderlo). Troppo in anticipo sui tempi, come lo è la “comicità” greve e surreale, selvaggia e krausiana, torrentizia e proustiana di Benigni, per essere “capito”. Diventato film culto è in realtà un capolavoro di eccentricità futurista, di sminamento del sottotesto sociale politico religioso e del sottofondo esistenziale emotivo sentimentale, che dice molte cose sulla vita e sul cinema della vita, entrambi destinati a morte imminente. Le “eruzioni” verbali di Benigni & C. furono fissate in una cornice artistica che fraseggia col cinema, il cabaret, scavo nella psicologia di adolescenti con difficoltà di crescita, collage di monologhi e situazioni paradossali, commedia di costume, satira politica, collezione di miti e speranze dietro la facciata del turpiloquio. Ma anche una storia di solitudine a cui l’ironia ha conferito lo status di “punto di partenza” della nuova comicità toscana.

Giovedì 15 febbraio
Alla presenza di Mario Simondi e Alberto Lastrucci del Festival dei popoli
BABOOSKA
Reg. Tizza Covi, Rainer Frimmel;
Italia/Austria 2005; col., 35mm, 100’ – italiano

Un anno con Babooska, una giovane acrobata in viaggio con il circo Floriciccio. L’odissea nelle province italiane di uno spettacolo itinerante a conduzione famigliare. Episodi di lotta per la sopravvivenza dei nomadi moderni; la condizione umana dell’essere per la via, tra i dubbi e la speranza che la vita si presenti sempre come “un circo moderno, ben riscaldato” e pieno di spettatori. Vincitore del Concorso Italiano della 47esima edizione del Festival dei Popoli.

Giovedì 22 febbraio
Alla presenza del regista Corso Salani
CONFINI D’EUROPA – CEUTA E GIBILTERRA
Reg. Corso Salani; Italia 2006; 56’

Nel progetto Confini d’Europa, Corso Salani sceglie di raccontare un’Europa ai margini: luoghi in cui ancora si raccolgono aspre tensione politiche e sociali. In Ceuta e Gibilterra è indagata una zona in cui sono ancora presenti problemi politici irrisolvibili, rivendicazioni territoriali, ritorsioni economiche, perfino minacce d’interventi armati. Se Gibilterra fa riferimento alla lontana Inghilterra pur essendo in territorio spagnolo, alla Spagna appartiene, al di là dello Stretto, in continente africano, la città di Ceuta, interamente circondata dal Marocco. In Rio de Onor viene invece mostrato un Portogallo pieno di contraddizioni e di squilibri, oscillante fra la ricchezza dell’occidente e una miseria che appare lontana dall’essere sconfitta. Nel nord del paese, nascoste ed isolate fra le montagne, rimangono valli dimenticate, che mantengono un profilo di bellezza antica e sconvolgente. Il villaggio di Rio de Onor, tagliato dalla linea di confine fra il Portogallo e la Spagna, appare come un’improvvisa traccia medievale di cui la modernità si è dimenticata. Ad accompagnare il regista nei viaggi sono due giovani donne che diventano a tratti guide, a tratti specchi della disarmante situazione europea, già immemore delle coscienze nazionali ma senza aver ancora maturato una nuova identità collettiva.

Giovedì 1 marzo
Alla presenza del regista Antonio Morabito
NON SONO L’UNO PER CENTO
Reg. Antonio Morabito; int. Alfonso Nicolazzi, Gigi Di Lembo,
Donato Landini, Dominique Strobant, Massimiliano Giorni,
Angelo Dolci “Taro”; Italia 2006; col.; 75’

Carrara, dalla fine dell’Ottocento, è la culla dell’anarchismo italiano. Nella cittadina toscana è nato anche Antonio Morabito; diplomatosi in regia, ha realizzato numerosi cortometraggi ed ora è regista di programmi televisivi e documentari. “Mi sono reso conto – dice – che buona parte della letteratura che amavo era scritta da autori che avevano un comune denominatore: fondamentalmente erano anarchici”. Morabito ha deciso così di conoscere da vicino i suoi concittadini libertari. Li ha frequentati e ha seguito riunioni e manifestazioni per più di un anno. Nei successivi due anni ha effettuato le riprese – imperniate su conversazioni con sei studiosi e militanti. Servendosi anche delle canzoni di Brassens, Les Anarchistes, Fabrizio De Andrè, C.S.I., Ferrè, e inserendo materiale d’archivio e spezzoni tratti da film, l’autore ha ripercorso le principali tappe della storia e i concetti alla base del movimento anarchico. La sintesi sono 75′ in cui i protagonisti si sono riconosciuti, tanto da presentarla nella loro storica sede, il Germinal.

Giovedì 8 marzo
BELLISSIME
Il Novecento visto dalla parte di lei.
Dal 1960 ad oggi dalla parte di “lei”.
Reg. Giovanna Gagliardo; Italia 2004/06; b/n, col.; 152’

La storia d’Italia al femminile raccontata per immagini e musica. Spezzoni di film, immagini di repertorio dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce e di Rai Teche, canzoni popolari, arie d’opera, interviste ad alcune protagoniste del 900 italiano. Un interessante docufilm presentato in due parti al Festival di Venezia. Volti comuni di donne sconosciute, colte nella loro quotidianità, si alternano a quelli di donne che la storia l’hanno fatta con la loro personalità, le loro battaglie sociali, politiche o morali.

Giovedì 15 marzo
Alla presenza dei registi Alessandro Fusto e Denis Malagnino
LA RIEDUCAZIONE
Reg. Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Daniele Guerino,
Denis Malagnino; int.: Marco Donatucci, Gianluca Tiberi,
Pablo Sallusti; Italia 2006; b/n; 96’

Un giovane laureato della provincia romana passa il tempo facendo volontariato in parrocchia. Il padre decide che è ora di fargli affrontare le responsabilità della vita vera e per questo lo manda prima a lavorare in cantiere edile e poi gli toglie i viveri e la casa. Per il ragazzo sarà durissima. Costato 500 euro e realizzato da quattro giovani che due anni fa hanno costituito il collettivo Amanda Flor, “La rieducazione” è un film artigianale ma con il respiro del cinema e il coraggio della verità, quella non ideologizzata. Se la scelta del bianco e nero sembrerebbe quasi un modo per dichiarare il proprio minimalismo espressivo, che parte dall’uso di un digitale obbligatoriamente non ad alta definizione, il film ha dalla sua la capacità di coniugare, grazie ad un montaggio accurato, i tempi del cinema con quelli del quotidiano, usando la musica quando necessaria, e muovendo la macchina da presa in modo funzionale al racconto. Film evento speciale alla “Settimana della critica” al Festival di Venezia 2006.

Giovedì 22 marzo
Alla presenza del montatore del film Claudio Cormio
LA STRADA DI LEVI
Reg. Davide Ferrario e Marco Belpoliti; Italia 2005; 92’

Già portato sullo schermo da Francesco Rosi (“La tregua”) il ritorno a casa di Primo Levi è ora un documentario che, sessantanni dopo, di quel viaggio ripercorre le tappe e il “senso”. Da Auschwitz dieci mesi di labirinto, percorsi tortuosi e improvvise soste, attraverso Polonia, Urss, Romania, Ungheria, Cecoslovacchia, Austria e Germania prima del definitivo approdo a Torino. Il cammino di un uomo nell’incognita del destino e nella scoperta di un nuovo mondo, sopravvissuto alla guerra e uscito dal muro di Berlino. A commentare le immagini di oggi sono alcuni brani del romanzo di ieri, affidati alla voce di Umberto Orsini e a un intervento straordinario e conclusivo di Rigoni Stern.

Giovedì 29 marzo
Alla presenza del regista e attore Edoardo Gabbriellini
B.B. E IL CORMORANO
Reg. Edoardo Gabbriellini; int. Edoardo Gabbriellini, Giorgio Algranti,
Luce Caponegro, Carolina Felline, Marco Giallini; Italia 2002; col.; 87’

L’esordio dietro la macchina da presa di Gabriellini “Ovosodo” è una bella scoperta. Stracciato e liquidato con supponenza da certa critica che poi mette le faccine che sorridono al Muccino americano. Film leggero, certo, come potrebbe essere altrimenti, ma non lineare, non scontato e soprattutto non toscano. E qui lontano dal toscanismo di maniera sta la rivolta. Niente a che fare con Pieraccioni e Panariello come qualcuno pensa. Film sovrapposto di sfumature, surreale nelle scelte e metafi sico nelle location, solcato da una fascinosa malinconia del vuoto che non sempre capita di vedere nel sovraffollato scemenzario bagaglino di casa nostra. La prima volta di Selen fuori dall’hard.

Giovedì 12 aprile
ECCE BOMBO
Reg. Nanni Moretti; int. Nanni Moretti, Glauco Mauri,
Luisa Rossi, Lina Sastri; Italia 1978; 100’

Esordio morettiano reduce, lui e i suoi amici, da un 68 assaporato di traverso e in controluce. Il Moretti pensiero, destinato a crescere e affinarsi, c’è già tutto schizzato in questo mosaico esistenziale generazionale, parole casa cinema linguaggio comportamenti comunicazione tic ossessioni amore famiglia donne amici esistenza autocoscienza. Passeggiata estiva, commento morale, illusione perduta. Felliniano e commovente a rivederlo ora che il passaggio all’età adulta è decaduto e frantumato, amaro e narcisistico documento manifesto di una stagione incerta che ha saputo confondere l’alba col tramonto e viceversa.

Giovedì 19 aprile
Alla presenza del regista Paolo Benvenuti
TIBURZI
Reg. Paolo Benvenuti; int. Pio Giannelli, Silvana Pampanini, Roberto Valenti, Marcello Bartolomei, Stefano Bambini; Italia 1996; col.; 81’

Come una ballata popolare, divisa in quadri e commenti, Benvenuti ricostruisce gli ultimi giorni del brigante Domenico Tiburzi, catturato e ucciso dai regi carabinieri nell’ottobre 1896 in una casa nei pressi di Capalbio, dopo che il “Re della Maremma” (come veniva chiamato) era tornato a casa dopo cinque anni di latitanza in Francia. Benvenuti traccia il suo cinema impegnato e straubiano, come indagine socio politico culturale antropologica immersa nel territorio geografico di riferimento. Senza sbavature. Dice il Morandini: “Aperto dalla bella voce di Silvana Pampanini (omonima dell’attrice e chiuso dall’unica fotografia che rimane che rimane del ’nobile brigante’ scattata dopo la sua uccisione, è un dichiarato omaggio a John Ford con l’austerità di un Dreyer e lo ’splendore del vero’ di rosselliniana memoria”.

Giovedì 26 aprile
DREAMING BY NUMBERS
Reg. Anna Bucchetti; PaesiBassi/Italia 2005; video; 75’; italiano

Il Gioco del lotto a Spaccanapoli. Ogni cosa può essere tradotta in combinazioni di numeri: sogni, piccoli fatti del giorno, ricorrenze familiari, pettegolezzi… La ricevitoria si fa luogo di confessione, l’esercente testimone e interprete del vissuto nella sua codifica, della sua astrazione numerica. Più che l’azzardo, il brivido che la realtà personale trovi una sua conferma nella puntualità del numero.

TERMINUS
Reg. John Schlesinger; UK, 1961; bn; video; 30’; inglese

Ventiquattro ore nella stazione ferroviaria di Waterloo, a Londra, nel ’96, quando le persone si spostavano col treno, indipendentemente dalla propria classe sociale. Diretto da John Schlesinger, Terminus fu realizzato un anno prima del suo debutto nella fiction con “Una maniera d’amare” (“A Kind of Loving”). Copia dall’Archivio del Festival dei popoli.

Giovedì 3 maggio
Alla presenza dei registi Alberto Brogi e “Gruppo La cabina”
OMBUDSMAN
Reg. Alberto Brogi; Italia 2006

Girato in proprio con dei costi bassissimi, il video è stato realizzato in occasione del concorso “Cittadini in corto”. Protagonista del video è Giorgio Morales, l’ombudsman (altrimenti detto difensore civico, una figura ancora poco nota) della Regione Toscana , e quello che sanno di lui, del suo ruolo, alcune persone intervistate per strada, a Firenze, nel settembre 2006. L’idea è stata di contrapporre le risposte delle persone alle puntuali e precise spiegazioni di Morales dalle quali traspare con evidenza che interessarsi un po’ di più al difensore civico e ai suoi servizi – peraltro completamente gratuiti – è per l’appunto una questione civica che può portare dei vantaggi a tutti i cittadini.

CHI E’ MARIO ROSSI?
Reg. Gruppo “La cabina”; Italia 2006

Chi è Mario Rossi? E’ il nostro eroe, che nasce, cresce, invecchia, muore? O è il misterioso nemico? Che non invecchia mai, che non cambia mai? In fondo, siamo tutti “mariorossi”, e siamo perseguitati dai mariorossi. “La cabina” è un progetto di quattro allegri scansafatiche (Fabio Bacci, Matteo Faiazza, Elia Marchi e Andrea Pagani, in rigoroso ordine di numero di scarpe), che si dedicano con inutile professionalità alla realizzazione di video, cortometraggi, videoclip, fotografie, teglie di melanzane alla parmigiana e interminabili tornei di ghinè. La loro storia è lunga e complessa, tanto che uno di loro è già al lavoro per scrivere la biografia del quartetto, dal titolo provvisorio “Mi sembrava d’averti prestato 5000 euro. Dici di no?”. I quattro, dopo aver fatto da groupies nella tourneè dei Pantera, si ritrovano a Vicopisano e decidono di fare video. L’alternativa era aprire una azienda casearia. Escono alla ribalta con “Chi è Mario Rossi?”, del 2006, soffione d’oro al Festival di Larderello e premiato al concorso Cittadini in Corto di Marina di Carrara (o era Vancouver?). Sono già al lavoro per il secondo cortometraggio, il REABILITY SHOW, opera scandalosa e prova di rispetto, in una gustosa salsa televisiva.

Giovedì 10 maggio
Anteprima, alla presenza del regista Emiliano Cribari e degli attori
23
Produzione indipendente di
“Le cose che so di me” ed Emiliano Cribari; Italia 2007

Un viaggio nella sperimentazione lungo quasi tre anni: dopo aver prodotto opere video e teatrali di impianto comico e drammatico, in vernacolo e in lingua, la giovane produzione di Emiliano Cribari si cimenta infatti adesso con la produzione di un cortometraggio noir dai sapori intrisi di forte erotismo: “23”. A seguire, alcune “pillole” delle precedenti produzioni del gruppo: dal primo exploit de “La ricreazione”, passando poi per “Tuttotorna” e “Via Varsavia” (Cecchi Gori Home Video, 2007), fino a “sbirciare” nel nuovo film “30 anni quasi 21”. La serata vedrà la partecipazione di tutti i principali protagonisti di questa avventura.

Giovedì 17 maggio
IO SONO UN AUTARCHICO
Reg. Nanni Moretti; con Nanni Moretti, Simona Frosi,
Fabio Travesa, Beniamino Placido; Italia 1976; 95’

Girato in superotto con poche lire tra amici e senza pretese, il primo lungo cult morettiano, la sfiga di fare teatro volendo fare cinema. Frustrazioni e velleità di una (contro)cultura giovanile imbevuta di sacrosante smanie della villeggiatura dal trionfante buonsenso (piccolo borghese cattocomunista). Umorismo sottile e struttura frammentata, montaggio nervoso e imperfetto, tutto approssimativo e radicale, per questa sorta di disordinato anarchico fumetto di rivendicazioni posticipate e tragicomiche. Moretti comincia la sua lezione umorale di cineasta morale.

Giovedì 24 maggio
Alla presenza del regista Paolo Santangelo
DALL’ALTO DEI LOCULI
PISCI DI BRORU
LA PECORA MARINA
Reg. Paolo Santangelo; Italia 2005, 2006, 2007

Tre opere di un giovane regista siciliano trapiantato da anni a Firenze, Paolo Santangelo. Tre diversi lavori accomunati dall’amore per la sua terra d’origine.
“Dall’alto dei loculi” narra le tragicomiche vicende di un uomo scontento della sistemazione della moglie al cimitero, sepolta in un loculo troppo alto. L’uomo non si rassegna e fa di tutto per “avvicinarla” a sé. 3° classificato nel Festival cinematografico europeo 2006; selezionato per “25° ora” su La 7 e per Rai Sat.
In “Pisci di broru” il protagonista è un vecchio pescatore rimasto solo dopo la morte della moglie. Una storia intensa e malinconica, di grande poesia. Vincitore nel 2005 al Brescello Film Festival, Reggio Emilia, nella sezione Storie italiane; 7° classificato a “25° ora”.
“La pecora Marina” racconta di un pastore che per far divertire l’amato figlio mette in atto tutta la sua fantasia.

Giovedì 31 maggio
L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
Reg. Agostino Ferrente; Italia 2006; col.; 90’

Come nasce la solidarietà e si consuma la convivenza. A Roma grazie alla musica. Esperienza di vita e formula vincente. Nata per scommessa per salvare un vecchio cinema destinato a supermarket, si sviluppa il senso del quartiere, uno dei più popolari della capitale che gravita su piazza Vittorio, crocevia di tutto e lasciamo da parte le culture. L’avventura della musica prende forma e corpo e traccia una comunione comunicazione che sembra d’altri tempi. Il film ripercorre la genesi e i contributi, le speranze e la perdita di speranze che accompagna questo capitolo di nuovo mondo possibile. La festa romana parla molte lingue, la musica è contagiosa, il successo un cammino difficile ma alla fine salutare e convincente. Come un vocabolario di antropologia culturale del terzo millennio. La fantascienza prima degli effetti speciali.

Mercoledì 21 febbraio
LA COSA DA UN ALTRO MONDO
Reg. Christian Nyby; int. Margaret Sheridan, Kenneth Tobey,
Robert Cornthwaite, James Arness; USA 1951; b/n.; 87’

Un oggetto misterioso cade al Polo Nord nei pressi di una base scientifica. Sotto la banchisa si scopre un’astronave che viene distrutta per errore. Gli scienziati riescono però a recuperare un alieno imprigionato nel ghiaccio, quando sarà liberato (sempre per errore!) si scatenerà uccidendo e distruggendo. Il film inaugurò la moda dei mostri alieni solitari, con forti connotazioni horror.

Mercoledì 28 febbraio
ULTIMATUM ALLA TERRA
Reg. Robert Wise; int. Michael Rennie, Patricia Neal,
Hugh Marlowe, Sam Jaff; USA 1951; b/n; 92’

Un’astronave aliena atterra negli Stati Uniti per comunicare alla terra che sarà distrutta se gli uomini non smetteranno di farsi la guerra. Ma la classe politica non dà importanza all’ultimatum. I cattivi dell’universo questa volta sono gli uomini, superficiali e violenti si rifiutano di ascoltare i messaggi di avvertimento provenienti da altri mondi. Ad oltre cinquant’anni il film continua ad affascinare e anche sul piano della spettacolarità riesce a farsi beffa di tanti kolossal odierni, pieni di effetti speciali ma ripetitivi e prevedibili.

Mercoledì 7 marzo
LA GUERRA DEI MONDI
Reg. Byron Askin; int. Gene Barry,
Ann Robinson; USA 1952; col.; 85’

Un tranquillo paesino della provincia americana è sconvolto dallo schianto di un meteorite che si scopre essere in realtà un’astronave aliena. Ben presto gli alieni dimostrano la volontà di conquistare il mondo. La lotta è impari ma gli esseri umani sono decisi a resistere. Realizzato in piena guerra fredda il film è una chiara metafora del “pericolo comunista” ma ciò non toglie niente al fascino di un’opera di ottima perizia tecnica e di notevole innovazione visiva.

Mercoledì 14 marzo
L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI
Reg. Don Siegel; int. Walter Piggeon,
Anne Francis, Leslie Nielsen; USA 1956; b/n; 80’

Strani invasori provenienti dallo spazio atterrano sotto forma di baccelli in una cittadina e a poco a poco occupano i corpi dei suoi abitanti. Tratto da un romanzo di Jack Finney e adattato con una scrittura asciutta ed essenziale da Sigel, il film è una inquietante e suggestiva parabola dell’ambiguità.

Mercoledì 21 marzo
IL PIANETA PROIBITO
Reg. Fred MacLeod Wilcox; int. Walter Pidgeon,
Anne Francis, Leslie Nielsen, Jack Kelly; USA 1956; b/n.; 98’

Grande tensione, mostri invisibili e sorpresa finale. Non è l’alieno ad invadere la terra ma l’uomo a sbarcare su un pianeta sconosciuto. E’ il primo film a mostrarci da vicino un altro pianeta, ma solo con Star Trek, dieci anni dopo, l’esplorazione delle galassie diventerà un tema ricorrente e di successo.

Mercoledì 28 marzo
LA METEORA INFERNALE
Reg. John Sherwood; int. Grant Williams,
Lola Albright, Les Tremayne; USA 1957; col.; 77’

Stati Uniti, nel deserto cadono frammenti di meteoriti e una bambina viene ridotta in fin di vita dai frammenti che iniziano a crescere vertiginosamente travolgendo ogni forma di vita incontrata sul proprio cammino. La catastrofe è vicina fino a quando due coraggiosi geologi scoprono come fermare i meteoriti. Unico bizzarro (ma affascinante) esempio di fantascienza basata sulla mineralogia.

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Giovedì 10 maggio,
in occasione della proiezione di “23”,
sarà inaugurata la mostra di Marco Tempesti
FOTOGRAFIE DI SCENA DEI NOSTRI SET

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Rassegna e redazione a cura di
Gianna Bandinie Gabriele Rizza
per l’Associazione Anèmic.
Si ringraziano Festival dei popoli,
Mediateca Regionale Toscana,
Piero Matteini, Stefano Arrighetti.