Primo Maggio 2020

Primo Maggio 2020

dall’Istituto Ernesto de Martino
alle nostre case (ahi noi)

 

Nostra patria è il mondo intero

STORIA DI UNO STRISCIONE

Nel 2011, nel quadro delle celebrazioni per il 150° della nascita dello Stato unitario, l’Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino decise di issare una grande, grandissima bandiera tricolore in cima all’edificio civile più alto presente nel territorio: la scelta cadde sulla torre medioevale della Villa San Lorenzo, proprio sopra le nostre teste. I compagni del de Martino di Sesto decisero che si doveva fare qualcosa: ci furono varie proposte che non vi dirò, perchè ho il dubbio che alcune avrebbero potuto incorrere nel penale; alla fine decidemmo di fare uno striscione che ribadisse la nostra natura internazionalista e zero incline al tricoloreggiamento. Nacque così, su un grande drappo di stoffa rossa, fatto a mano, lo striscione “Nostra patria è il mondo intero”. Dal Primo Maggio 2011 quella scritta accompagna non solo la nostra Festa ma tutte le iniziative pubbliche dell’Istituto, concerti, presentazioni di libri, convegni; spesso lo portiamo con noi a Firenze, a Roccatederighi; è apparso anche in qualche controcopertina di CD di gruppi e artisti che, sotto di lui, si sono esibiti e fatti foto; in sintesi è diventato il nostro, richiestissimo, biglietto da visita.
In questo 2020 lo striscione non sarà esposto nel cortile chiuso di una villa chiusa; per fortuna però non sarà inoperoso; farà, anzi sta facendo, il suo dovere sulla terrazza della Casa del Popolo dell’Impruneta, paese sulle colline fiorentine, molto ben visibile e proprio accanto a un negozio Coop. Almeno lui non avrà una presenza virtuale; starà all’aria aperta e fisicamente lancerà il suo messaggio per ricordare una canzone e un pensiero forte, anche in questo tempo sospeso.
Ho l’impressione che lui stia molto meglio di noi, chiusi nelle nostre case, magari attaccati a uno schermo o a un telefono e pensare così di festeggiare il Primo Maggio: fuori, fuori il prima possibile, ovviamente con lo striscione.

Stefano Arrighetti,
presidente dell’Istituto Ernesto de Martino

 

UN SALUTO DI STEFANO ARRIGHETTI

 

RIBELLI IN COR

«In questo difficile momento storico cerchiamo di rilanciare la lotta per un mondo migliore attraverso la musica e la sua forza travolgente. Per questo il nostro coro […] avrà l’importante compito di raccontare la lotta, la Resistenza e la speranza con il canto». Queste parole, trovate sul loro profilo Facebook, sono la dichiarazione d’intenti di questo coro, nato appena un anno fa all’interno di un Circolo ARCI di Firenze, quello dei Lavoratori di Porta al Prato, e diretto da Camilla Caparrini. È composto da sole donne. I video che abbiamo scelto sono il primo e l’ultimo. Il primo è una testimonianza della loro prima esibizione pubblica, proprio al de Martino, lo scorso Primo Maggio (guardatelo perché viene il magone a vedere il cortile pieno di persone) e il secondo è un video girato dalle loro case, in una dimensione corale ma molto diversa. In ambedue i video riecheggia, tra gli altri, lo stesso brano: un canto partigiano ligure, Sutt’a chi tucca, scritto da Giovan Battista Canepa sull’aria di un canto rivoluzionario bolscevico, che diventa, nella loro versione, un canto per l’oggi.

Ribelli in cor
Live @ IEdM, Primo Maggio 2019

Ribelli in cor
Sutt’a chi tucca

 

PIETRO SABATINI & CO.

Pietro Sabatini è stato chitarrista e voce storica dei Whisky Trail, gruppo portabandiera in Italia del folk irlandese; di quel gruppo, Pietro rappresentava l’anima blues, emersa poi con forza nella sua carriera da solista. Proprio l’anno scorso ci portò in anteprima al de Martino il suo ultimo lavoro: un doppio CD dal titolo Passato e Presente/Past & Present. In questa produzione Sabatini ci porta nelle sue passioni: la musica anglosassone e una canzone d’autore “pensante e di impegno sociale” che trova nella Via Aurelia maremmana il luogo d’origine di tante storie raccontate.
Accompagnato da Paolo Carniani e Maurizio Costantini avrebbe cantato sicuramente, tra le altre, Norma e Le belle partigiane, due sue canzoni dedicate alle donne che hanno partecipato alla Resistenza.

Pietro Sabatini & Co.
Norma

Pietro Sabatini & Co.
Le belle partigiane

 

NUOVA BRIGATA PRETOLANA

La Nuova Brigata Pretolana nasce nel 2010 a Pretola, piccolo borgo sul Tevere, vicino a Perugia.
In quello stesso luogo, alla fine degli anni ’50, era nata la Brigata Pretolana, gruppo maschile, operai e artigiani, che interpretava canti di tradizione e di paese. Il gruppo non utilizzava strumenti musicali veri e propri ma solo oggetti di uso comune come cucchiai, bottiglie, vassoi o mattoni. La Brigata partecipò anche alla seconda edizione del Folk Festival di Torino, nel 1966.
Tanti anni dopo i figli, i parenti e i conoscenti dei componenti originari del gruppo hanno raccolto il testimone e, con la Nuova Brigata, hanno recuperato quei canti riproponendoli senza perdere lo spirito originario.
Tante volte La Nuova Brigata è venuta a trovarci durante la Festa del Primo Maggio e tante volte l’abbiamo incontrata a Piadena. Nel 2018 è stata protagonista di una nostra iniziativa a Firenze, Canzoni contro la guerra, con uno spettacolo dedicato ad Aldo Capitini; di quella serata vi proponiamo la loro Bella ciao e poi, dal canzoniere tradizionale, Le ragazze pretolane.

Nuova brigata pretolana
Bella ciao

Nuova brigata pretolana
Le ragazze pretolane

 

JACOPO BELLI E I 101 SENSI

Jacopo Belli, con chitarra, arrivò da Prato al de Martino un pomeriggio di qualche anno fa: aveva scritto delle canzoni e voleva farcele sentire. Ci raccontò la sua storia. Nato nel 1983, si definiva artista multidisciplinare, attivo nell’ambito teatrale e musicale. Da quella volta non ci ha mai fatto mancare informazioni sul suo procedere: con il teatro ha lavorato soprattutto nelle carceri e, in campo musicale, ha pubblicato due CD, uno come solista e l’ultimo, nel 2019, Supermondiale!, con la band dei 101 sensi. Lo scorso anno chiuse, quasi a buio, il nostro Primo Maggio. Sicuramente quest’anno avrebbero presentato le due canzoni che vi proponiamo: Dall’io al noi e Il lavoro liquido.

Jacopo Belli e i 101 sensi
Dall’io al noi

Jacopo Belli e i 101 sensi
Il lavoro liquido

 

LE MUSIQUORUM

Questo coro tutto femminile nasce nel 2011, durante la campagna elettorale per i due Referendum per l’acqua pubblica: un gruppo di donne militanti di partiti e associazioni pensarono che il canto avrebbe potuto essere un efficace strumento per accompagnare presidi, banchetti di propaganda, manifestazioni, così cominciarono e poi continuarono. Da allora Le MusiQuorum sono nostre complici: sempre al Primo Maggio; insieme organizziamo, sin dalla prima edizione, la rassegna Canzoni contro la guerra; ci hanno regalato un canto anche nel CD sulla Guerra Civile spagnola. Hanno preparato questo video proprio in questi giorni, da sole, ognuna nelle proprie case.

Le MusiQuorum
Il partigiano (Il bersagliere ha cento penne)

 

MARCO ROVELLI

Per tutti quelli che seguono le attività del de Martino, Marco Rovelli non ha bisogno di tante parole: cantautore massese, scrittore, da quella prima volta con Les Anarchistes (era il 2003) sono decine le volte che lo hanno visto protagonista con noi di concerti, produzioni e progetti speciali: un vero compagno di strada. Quest’anno, nella nostra iniziativa più partecipata avrebbe dovuto presentare il suo ultimo album Portami al confine, appena uscito con Squilibri: avremo un’altra occasione. Intanto ci ha concesso due video di due canzoni tratte proprio da quest’ultimo lavoro: Beckett e Tempo rubato, montato in occasione di questo 1 Maggio.

Marco Rovelli & l’Innominabile
Beckett

Marco Rovelli
Tempo rubato

 

L’ALBERO DELLA LIBERTÀ

Con questo ensemble Sara Modigliani, storica voce femminile della prima formazione del Canzoniere del Lazio, accompagna da protagonista le iniziative del Circolo Gianni Bosio di Roma. In maniera particolare, è l’anima musicale del Calendario Civile, prima un libro e ora un doppio CD pubblicato da Nota di Udine, un progetto che scandisce le date della memoria laica, democratica e civile del nostro paese. Sara Modigliani è stata ospite molte volte all’Istituto e ci piace ricordare la presenza di questo gruppo a una edizione (2017) del nostro Canzoni contro la guerra, presso il Teatro Affratellamento di Firenze. In quel caso era uno spettacolo di canti sulla e contro la Grande Guerra mentre, in questo Primo Maggio 2020, avrebbero presentato canzoni e musiche sul tema del lavoro. Ci hanno inviato questo montaggio fotografico con tre canzoni: Montesicuro, L’armata della terra e La leggera.

L’albero della libertà
Montesicuro, L’armata della terra, La leggera

 

LASTANZADIGRETA

Lastanzadigreta è un collettivo di cinque musicisti torinesi che scrive canzoni e sviluppa progetti culturali; segnaliamo il loro Manifesto della Musica Bambina, incentrato sull’ascolto reciproco, sulla collaborazione e sugli aspetti pratici del fare musica. Nel 2017 il loro primo album, Creature selvagge, ha vinto la Targa Tenco per la migliore Opera Prima. Il secondo lavoro, Macchine inutili, è previsto per il 2020 e, anzi, doveva essere presentato in anteprima proprio sulla pedana del nostro Primo Maggio. Erano molto contenti ed emozionati: sarebbe stata la loro prima volta al de Martino. Ci hanno comunque inviato questi loro contributi; avremo un’altra occasione.

Lastanzadigreta
Dante Di Nanni

Lastanzadigreta
Creature selvagge

 

CORO DELLA CASA DEL POPOLO DELL’IMPRUNETA

Un altro coro che nasce all’interno di un Circolo ARCI, a dimostrazione che ancora questi storici presidi possono svolgere un ruolo di aggregazione ma anche politico. Il coro, condotto da Camilla Caparrini, nasce a fine novembre dello scorso anno con l’intento di promuovere, trasmettere e tener vivo il canto di tradizione orale in tutte le sue accezioni: canti sociali, canti di lotta e Resistenza, ma anche canti d’amore e narrativi. Sarebbe stata la loro prima volta al de Martino; sono riusciti però a preparare questa Bella ciao tra i boschi intorno a Firenze. Avremo altre occasioni per l’incontro e la conoscenza più approfondita.

Coro della Casa del Popolo dell’Impruneta
Bella ciao

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“ilnostromaggio”

ilnostromaggio

L’Istituto Ernesto de Martino ha accolto con molto piacere l’invito a collaborare alle iniziative della Cgil per festeggiare il 1° maggio 2020. Abbiamo partecipato a una mostra virtuale sul 1° maggio nel pistoiese, a cura della Fondazione Valore Lavoro, e siamo tra i collaboratori, assieme all’Aiso e al Circolo Gianni Bosio, della mostra “ilnostromaggio” promossa della rete degli archivi storici della Cgil.
All’interno della mostra nazionale troverete un messaggio di Maurizio Landini (segr. Cgil) e numerosi documenti, testi, fotografie e video; vi segnaliamo inoltre la sezione dedicata alle musiche del 1° maggio con una audio-lezione di Alessandro Portelli e poi un video di Antonio Fanelli di commento ai brani selezionati e un video di Stefano Arrighetti sulla festa del 1° maggio a Sesto Fiorentino.
Su facebook trovate una pagina dedicata alla mostra e un breve testo di lancio, e su «Repubblica» on line c’è un servizio dedicato alla mostra.

#ILNOSTROMAGGIO ONLINE!

Dal 29 aprile sarà online il sito dedicato a #ilnostromaggio, di cui questa pagina è una sorta di anteprima. Per la prima volta dal 1945, quest’anno il Primo Maggio non ci saranno le piazze piene delle nostre bandiere. Un’altra grave perdita, sia pure simbolica, determinata di una situazione sanitaria che sta colpendo duramente tutto il paese e particolarmente la Lombardia. È così che dalla Biblioteca di Bergamo è partita la proposta alla rete degli Archivi della Cgil e alla Fondazione Di Vittorio per festeggiare nonostante tutto il nostro Maggio. Stiamo lavorando ad una esposizione virtuale che ci racconti e ci faccia sentire, ancora una volta, parte di una grande famiglia, e che troverà spazio sulle pagine della Fondazione e sul sito #ILNOSTROMAGGIO, dove – dal 29 aprile, appunto – sarà possibile visitare la mostra, che pensiamo in costante incremento, di volti, parole, disegni, documenti su una data che dal 1890, prima come mobilitazione sociale e poi anche come festa repubblicana, ha costruito la nostra appartenenza al movimento sindacale.
Dedichiamo questo racconto corale ai lavoratori e alle lavoratrici che oggi, finalmente, sono stati riscoperti essenziali.
Dedichiamolo ai giovani, ridenti volti che vediamo nelle immagini che pubblichiamo, e che oggi non ci sono più.
Rendiamo insieme onore a una festa di rinnovamento e di speranza, di cui oggi più che mai abbiamo bisogno.

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Giovanna Marini e Caterina Bueno al cinema

Noi dell’Istituto Ernesto de Martino siamo orgogliosi di aver contribuito, grazie ai nostri archivi, alla realizzazione di due importanti documentari sulla musica popolare.
Per tutti gli appassionati di canto popolare, sociale e di protesta, per tutti coloro, e sono tanti, che in questi anni si sono avvicinati a un repertorio e a storie che sono sempre contemporanee, questi due film sono un’eccezionale occasione di conoscenza e curiosità.
Li proponiamo in due appuntamenti/evento a Sesto Fiorentino: segnatevi le date.

Giovedì 13 febbraio 2020 alle 20.45
A sud della musica – La voce libera di Giovanna Marini
(Meditfilm 2019)
Regia di Giandomenico Curi
Sarà presente il regista

Giovedì 20 febbraio 2020 alle ore 20.45
Caterina
(Kinè 2019)
Regia di Francesco Corsi
Sarà presente il regista
Intervento musicale de “I disertori”

Le iniziative si svolgeranno presso il Cinema Grotta in via Gramsci 387 a Sesto Fiorentino. Ingresso 6 euro, ridotto 5 euro, con tessera “Firenze al Cinema” 4 euro.

A sud della musica – La voce libera di Giovanna Marini

A sud della musica - Giovanna Marini - Banner

Intellettuale militante e curiosa Giovanna Marini si muove da più di cinquant’anni sulla scena della musica popolare italiana. Dai canti di passione a quelli di lavoro, dal Lamento per la morte di Pasolini a I treni per Reggio Calabria, dalle collaborazioni con i più grandi autori e cantori del sud Italia, la Marini incarna la figura totalizzante della pasionaria che si spende con inesauribile energia nella ricerca sui canti e sulla cultura popolare. Il film è stato girato tra Roma e la Puglia. I racconti e le immagini di Giovanna, tra canti di lotta e di lavoro, accompagnano le vicende storiche e politiche del nostro Meridione.
www.meditfilm.com

Caterina

Caterina - Locandina

Un viaggio alle radici del folk italiano, Caterina è il ritratto di una delle maggiori interpreti e ricercatrici del canto popolare tradizionale e contadino in Italia, Caterina Bueno. Il suo lavoro ha reso possibili il recupero e la diffusione di un vasto repertorio di canti, tramandato oralmente fino al ventesimo secolo e altrimenti destinato all’oblio a partire dagli anni ’60. Una vita divisa tra ricerca e spettacolo ha portato Caterina a calcare i palchi nazionali e internazionali, rendendola una figura imprescindibile del mondo culturale dell’epoca e facendole incrociare il cammino con alcuni tra i più importanti intellettuali come Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco e artisti come Giovanna Marini, Fausto Amodei e Francesco De Gregori. Caterina rappresenta anche una parabola significativa della trasformazione sociale e culturale che ha subito l’Italia a partire dagli anni del boom e, più in generale, sul rapporto di un Paese e di una comunità con la propria memoria storica e con la propria cultura.
www.kine.it

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Apocalisse Tempo Cultura

Apocalisse Tempo Cultura
Discussione su Ernesto de Martino in occasione
della nuova edizione de La fine del mondo
(Einaudi 2019)

Venerdì 31 gennaio alle ore 15.30
Sala Conferenze, Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento,
Palazzo Strozzi (terzo piano), Firenze

Introduce Michele Ciliberto
Intervengono Carlo A. Bonadies, Antonio Fanelli, Vincenzo Ferrone e il curatore Marcello Massenzio

L’incontro è organizzato e promosso dal Centro sull’Umanesimo Contemporaneo dell’Istituto Nazionale sul Rinascimento, l’Associazione Internazionale Ernesto de Martino, l’Istituto Ernesto de Martino.

Apocalisse Tempo Cultura - Volantino

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Scuole popolari a Firenze: tra didattica e partecipazione

L’Istituto Ernesto de Martino, in collaborazione con Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze, Comunità dell’Isolotto e BiblioteCaNova, presenta la due giorni Scuole popolari a Firenze: tra didattica e partecipazione.

Scuole popolari - Disegno

Negli anni ’60 e ’70 si ebbe un notevole sviluppo, nell’area fiorentina, di scuole popolari che proponevano all’esame chi non aveva potuto conseguire la licenza di terza media. Erano gratuite, con lezioni effettuate da volontari all’interno di case del popolo e di altri centri di aggregazione (tipo le baracche della Comunità dell’Isolotto). Spesso vi si collegavano attività di doposcuola per chi ancora frequentava le scuole medie. Esaurirono il loro ruolo con la conquista sindacale delle 150 ore. Oggi tali esperienze continuano in altre forme (nei corsi di italiano per i/le migranti per esempio), ma sempre nel segno della solidarietà.
L’Istituto Ernesto de Martino, dopo aver completato il lavoro di digitalizzazione e descrizione dell’archivio sonoro del Movimento di Quartiere, dedica a questo tema due giornate venerdì 24 gennaio e giovedì 30 gennaio.

Venerdì 24 gennaio, dalle 17:30 presso le Baracche della Comunità dell’Isolotto, verrà presentata l’iniziativa con una prima parte dedicata alle scuole alternative, al loro rapporto con il territorio e al ruolo dell’associazionismo con Stefano Arrighetti, presidente dell’Istituto Ernesto de Martino e l’introduzione storica di Simonetta Soldani.
Un secondo momento sarà dedicato all’esperienza di Scuola e Quartiere curato dall’Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze attraverso le testimonianze di Paolo Bencivenni della Scuola Popolare dell’Isolotto e Paolo Chiappe della scuola popolare di Santa Croce.

Dalle 20:00 una cena a buffet precede il concerto in programma dalle 21:00 con Gualtiero Bertelli e il coro “Ribelli in cor”.

Gualtiero Bertelli, musicista, insegnante, scrittore, compositore è una delle più importanti voci della musica popolare e sociale italiana. Negli anni ’60, la sua canzone più popolare Nina te ricordi, l’inizio della sua attività di compositore e ricercatore che porterà alla nascita del Canzoniere Popolare Veneto, al lavoro di ricerca sulla tradizione orale di un prezioso patrimonio popolare e alla composizione di nuove canzoni ispirate alla condizione sociale e culturale veneziana. Nel 1972 è fondatore del Nuovo Canzoniere Veneto e dopo una pausa artistica di alcuni anni, nel 1987 viene premiato con la targa Tenco come miglior composizione in dialetto per l’album Barche de Carta. Nella sua lunga carriera ha inciso album e partecipato a numerosi concerti cantando sia in italiano sia in dialetto veneziano. Negli anni 2000 ha fondato il gruppo di cantanti e musicisti La compagnia delle Acque con il quale ha inciso alcuni cd legati ai molti spettacoli realizzati. Per più di venti anni ha affiancato la musica a un’intensa attenzione all’insegnamento: è stato insegnante di scuola elementare e ha lavorato alla formazione di insegnanti e dirigenti scolastici.
Insieme a lui sarà presente Ribelli in cor, coro del Circolo Arci fra i Lavoratori di Porta al Prato condotto da Camilla Caparrini. Il coro, fin dalla sua nascita, si impegna a rilanciare la lotta per un mondo migliore attraverso la musica e la sua forza travolgente, raccontando la lotta, la Resistenza e la speranza con il canto.

La giornata di giovedì 30 gennaio, dalle ore 17:00 alla Biblioteca CaNova di Firenze, è dedicata all’Esperienza di scuola alternativa oggi, le 150 ore, i linguaggi, gli strumenti di comunicazione, le metodologie didattiche e i rapporti con la scuola ufficiale e la società.
Interverranno Isanna Generali, Paolo De Simonis, Andrea Bagni.

Programma

Venerdì 24 gennaio, ore 17:30,
Baracche della Comunità dell’Isolotto,
via degli Arceri, 1, Firenze

Esperienza di scuola alternativa: le scuole popolari degli anni ’60 e ’70,
i loro rapporti col territorio, il ruolo dell’associazionismo

Presentazione dell’iniziativa
Stefano Arrighetti – Presidente dell’istituto de Martino

Introduzione storica
Simonetta Soldani

L’esperienza di Scuola e Quartiere
a cura dell’Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze

Testimonianze

  • Paolo Bencivenni – Scuola popolare dell’Isolotto
  • Paolo Chiappe – Scuola popolare di Santa Croce
  • Altri/e insegnanti e allievi/e delle scuole popolari

Ore 20:00
Cena a buffet

Ore 21:00
Concerto
Coro “Ribelli in Cor” e Gualtiero Bertelli


Giovedì 30 gennaio, ore 17:00,
BiblioteCaNova, via Chiusi, Firenze

Esperienza di scuola alternativa oggi.
Le 150 ore, linguaggi, strumenti di comunicazione,
metodologie didattiche, rapporti con la scuola ufficiale e la comunità.

Intervengono

  • Isanna Generali – Gli strumenti di comunicazione, ieri e oggi
  • Paolo De Simonis – I rapporti fra scuole alternative e società, l’esperienza delle 150 ore
  • Andrea Bagni – La scuola degli anni 2000

Testimonianze delle scuole alternative oggi (i corsi per i migranti de Le Piagge, dell’ARCI, del Forimercato, della zona empolese, ecc.)

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