Luciano Della Mea: un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ’900

Con molto piacere vi segnaliamo la pubblicazione degli Atti del convegno Luciano Della Mea. Un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ’900, organizzato dall’Università di Pisa, dalla Fondazione “F. Turati” di Firenze, dalla Biblioteca “F. Serantini” di Pisa e dall’Istituto Ernesto de Martino (Gipsoteca di Arte antica di Pisa – 29 settembre 2017).

Luciano Della Mea: un inquieto
intellettuale nell’Italia del secondo ’900

a cura di M. Cini, Pisa University Press, 2020, 18 euro
Altre info

INDICE

Introduzione

Della Mea giornalista e militante (1949-1962) tra cronaca, inchiesta e denuncia, Paolo Mencarelli

Per un “socialismo di sinistra”. Luciano Della Mea tra Psi e Nuova Sinistra, Mariamargherita Scotti

Luciano Della Mea, Raniero Panzieri e il neocapitalismo, Marco Cini

Luciano Della Mea scrittore, Mauro Stampacchia

Il ricordo di Serantini tra memoria e impegno civile: il contributo di Della Mea, Franco Bertolucci

Chiudere i manicomi, aprire le comunità: Luciano Della Mea tra Franco Basaglia e Mauro Rostagno, Vinzia Fiorino

Luciano Della Mea, la cultura popolare e i “senzastoria”: le osservazioni critiche di un “panchinaro dell’Istituto Ernesto de Martino”, Antonio Fanelli

Tra i marosi della vita e della politica, Alfonso Maurizio Iacono

Appendice I

Antologia di scritti
La ricerca di base nel lavoro delle Edizioni Avanti! [1986]
Il socialismo di sinistra [1989]
La riunione di via Sansovino [1992]
Il duo Panzieri-Libertini [1993]
Parlando di rivoluzioni (intervista a Luciano Della Mea a cura di Roberto Niccolai) [1998]

Appendice II

Gli archivi di Luciano Della Mea
Fondazione Filippo Turati: Fondo archivistico Luciano Della Mea
Biblioteca Franco Serantini: Fondo archivistico di Luciano Della Mea

QUARTA DI COPERTINA

Nel movimento socialista italiano degli anni ’50 e ’60 Luciano della Mea (1924-2003) ha ricoperto un ruolo affatto originale, segnalandosi fra gli esponenti più attivi di quell’ambito politico-culturale che si è soliti identificare con l’espressione “socialismo di sinistra”. Una categoria, quest’ultima, che non si estrinseca unicamente entro i confini dell’esperienza del socialismo partitico dei primi decenni del dopoguerra, come ben dimostra l’esperienza di Della Mea. Giornalista, organizzatore e ispiratore di riviste, scrittore e saggista, autore di inchieste, costruttore di reti sociali e politiche – ma anche volontario e attivista dentro le esperienze di frontiera della politica, quelle del disagio mentale e della tossicodipendenza – Della Mea è stato protagonista in stagioni politiche tra loro assai diverse, varcando il confine tra gli anni ’50-’60 e gli anni ’70, tra la sinistra tradizionale e la “nuova sinistra”. Tale percorso gli ha consentito di costruire una “narrazione” in grado di rendere esplicito il legame tra quei socialisti che, negli anni ’50, hanno tentato di elaborare una “terza via” tra stalinismo e riformismo e le nuove generazioni che si stavano facendo strada tra movimento studentesco e lotte operaie. Da qui la funzione di “mediatore” ricoperta da Della Mea nel corso dei decenni e per diverse generazioni, ma anche la ragione dell’influenza che i suoi scritti hanno esercitato, e continuano a esercitare, sugli studi dedicati alle culture politiche italiane del secondo Novecento.

Luciano Della Mea: un inquieto intellettuale nell’Italia del secondo ’900 - Copertina

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