Un ricordo di Filippo Crivelli

Filippo Crivelli

La riscoperta della canzone popolare e del canto sociale e politico, la nascita dell’Istituto Ernesto de Martino e il nostro continuare a esserci: a volte penso che tutto sia riconducibile a un evento preciso, lo spettacolo Bella Ciao del Nuovo Canzoniere Italiano a Spoleto nel 1964. Di quel Bella Ciao Filippo Crivelli fu il regista, e anche suo è il merito della formidabile spinta e visibilità che ricevette il lavoro fin lì poco conosciuto di Roberto Leydi e Gianni Bosio.
Filippo è morto domenica 6 febbraio 2022 nella sua Milano, città protagonista di un precedente celebre, Milanin Milanon, del 1962; aveva 92 anni.
La collaborazione con l’etichetta dei Dischi del Sole continuò con la curatela di due dischi dell’amata Milly per la collana Cabaret all’italiana (1965) e poi con un intreccio continuo di lirica, teatro e musica: era un autentico artista globale.
In anni più recenti (inizio di questo secolo), Ivan Della Mea lo coinvolse in un tentativo di una nuova versione del Bella Ciao sulle sollecitazioni di una produzione del Teatro Stabile di Torino: due intense giornate a Sesto Fiorentino, nel cinema dell’Unione Operaia di Colonnata, in compagnia di molti protagonisti del canto popolare italiano.
Il progetto non andò in porto, ma a me resta la conoscenza di una persona curiosissima e molto competente, capace anche di divertirsi e divertire.

Stefano Arrighetti

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