Giovedì 24 novembre:
il film «E tu come stai?» a Sesto Fiorentino

Giovedì 24 novembre, alle ore 21,
presso il Cinema Grotta in via Gramsci 387 a Sesto Fiorentino
proiezione del film

E tu come stai?

Diretto da Filippo Maria Gori e Lorenzo Enrico Gori con il Collettivo di Fabbrica – Lavoratori della GKN Firenze, prodotto da Istituto Ernesto de Martino e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, distribuito da OpenDDB.

Saranno presenti i registi e i rappresentanti del Collettivo di Fabbrica.

Ingresso gratuito, a invito da ritirare alla cassa del cinema.

Vi aspettiamo.


E tu come stai? è il film documentario che racconta la lotta degli operai della GKN di Campi Bisenzio. È stato presentato al Festival dei Popoli, sarà a Pistoia al Cinema Roma all’interno del Festival Presente Italiano, lo presenteremo a Sesto Fiorentino il prossimo giovedì 24 novembre alle ore 21 e poi da gennaio, grazie alla distribuzione OpenDDB, girerà il nostro paese.

Il Collettivo di Fabbrica Lavoratori GKN Firenze è stato il protagonista di una mobilitazione e di una lotta che proprio in questi giorni sta vivendo un momento particolarmente difficile; intorno a loro c’è stata una forte attenzione e mobilitazione soprattutto di uomini e donne, ragazzi e ragazze di Firenze e provincia che hanno partecipato agli scioperi, alle manifestazioni, hanno garantito presenza e aiuto al presidio in Via Fratelli Cervi a Campi Bisenzio, hanno appeso la parola d’ordine “insorgiamo” ai balconi delle loro case.

A loro è dedicata la proiezione che si terrà a Sesto Fiorentino. È un modo per rinsaldare legami, per tenere viva l’attenzione, ma soprattutto per informare sullo stato presente della vertenza. Il film vuole essere uno degli strumenti per continuare a raccontare la storia della risposta operaia e di un intero territorio alla chiusura dello stabilimento e al licenziamento di massa del 9 luglio 2021.E tu come_stai? - Locandina

 

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E tu come stai?

E tu come stai?
Anteprima nazionale al 63° Festival dei Popoli
Giovedì 10 novembre, ore 21:00, Cinema La Compagnia, Firenze

Ci sono tanti motivi per cui questo film-documentario esiste.
Il bisogno, la voglia, l’urgenza di farlo.
Il riconoscimento in una lotta, che nel raccontarla ti si mostra nella sua luce più forte, inesorabile.
Le persone che quella lotta l’hanno inventata, che ti accolgono e ti accompagnano. Perché “la vita è lotta e la lotta è vita”.
Ma in fondo il motivo più vero e schietto per cui io e Lorenzo abbiamo fatto questo film, come anche tutte le altre persone che ci hanno lavorato e creduto fino a renderlo possibile, è l’intenzione di instillare in chi lo guarderà la voglia, l’urgenza, di andare a scoprire ancor più in dettaglio cosa sia successo e stia succedendo in quella fabbrica di Campi Bisenzio dal 9 luglio 2021 (ma anche da prima), e di non restare indifferenti a ciò che il Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze continuerà a dire e a fare.
Perché questo non è un film su una storia che è avvenuta, ma su come la Storia possa avvenire.

E tu come stai? - Locandina

E tu come stai?
(Italia 2022, 100’)
Selezione ufficiale DOC HIGHLIGHTS – 63° Festival dei Popoli

Una produzione dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
e dell’Istituto Ernesto de Martino con Filippo Maria Gori
Distribuito da OpenDDB (Distribuzioni dal Basso)
Regia e fotografia di Filippo Maria Gori e Lorenzo Gori
Con il Collettivo di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Scrittura e montaggio di Filippo Maria Gori
Produzione creativa di Luca Ricciardi
Montaggio del suono di Beatrice Mele
Mixaggio di Piero Fasoli
Colori e titoli di Mauro Vicentini
Traduzione LIS/italiano di Paola Castelletti
Con la collaborazione alla ricerca di Marta Quilici

Trailer

Acquisto biglietti


«Non era la prima volta che entravamo in una fabbrica per documentare la contestazione dei lavoratori e delle lavoratrici vittime di licenziamenti – affermano i Gori – ma già dalla prima intervista con Dario Salvetti (operaio e delegato RSU) abbiamo capito che la lucidità e l’organizzazione del Collettivo di Fabbrica GKN, nonché la capacità di analisi dei lavoratori della loro situazione e del contesto economico e politico che l’aveva generata, erano non comuni. Anzi, erano decisamente straordinarie. Così abbiamo iniziato a documentare cosa stesse accadendo dentro (e attorno) lo storico stabilimento ex-Fiat di Campi Bisenzio.»

Al motto «Insorgiamo», i lavoratori hanno occupato lo stabilimento, vi hanno organizzato un presidio per garantirne la sicurezza e hanno avviato una mobilitazione che ha coinvolto l’intero territorio e altre lotte del paese. Per sfuggire a calcoli politici e finanziari calati dall’alto, la comunità degli operai GKN si è ritrovata ad affrontare continui ostacoli, raggiri e imprevisti. Più si andava avanti e più la lotta si è rivelata non solo uno strumento di difesa ma anche un modo diverso di intendere la vita, dove prendersi cura degli altri costituisce il primo passo per la cura di sé.

«Ci siamo chiesti a lungo – afferma il Collettivo di Fabbrica Gkn – se durante tutta questa lotta saremmo stati la cronaca di una delle tante storie di licenziamenti di questo paese o la storia di una vittoria quasi impossibile. La verità è che la cronaca si misura in giorni e la storia in anni. E questa domanda non avrà probabilmente una riposta univoca e chiara per molto tempo. Allo stesso modo, che questo documentario sia la cronaca di questa lotta o un piccolo strumento per farne storia, lo vedremo negli anni. E forse lo rivedranno tra anni. Vada come vada, in fondo, un documentario di classe e sulla classe è sempre un piccolo grande avvenimento storico.»

«Il film racconta una vicenda emblematica con cura e forza emotiva – dichiara Vincenzo Vita, Presidente AAMOD – Qui la lotta di resistenza diventa una sorta di autobiografia della nazione, di un’Italia zeppa di precariato e disoccupazione, ma ciò che rende davvero straordinario questo prodotto decisamente estraneo al mainstream è il rapporto stretto e sinergico tra l’occhio professionale di chi gira e l’occhio di chi è l’oggetto cosciente della narrazione. Le persone così, sempre autentiche, assurgono a protagoniste assolute, come in una tragedia greca.»

«Grazie a Lorenzo Enrico e Filippo Maria Gori siamo entrati nel vivo della fabbrica e abbiamo ascoltato le voci degli operai e osservato la lotta in tutte le sue fasi – ricorda l’Istituto De Martino. Questo film ci aiuterà a capire cosa è successo, per costruire memoria di una vicenda esemplare e trasformare in patrimonio civile e democratico una straordinaria mobilitazione di operai, comitati, territori.»

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Canzoni contro la guerra 2022

Sono passati ormai 10 anni da quando, insieme ai compagni e alle compagne dell’associazionismo pacifista di Firenze, decidemmo di lanciare una provocazione: nella prima domenica del mese di novembre, quando le Istituzioni sono impegnate nel celebrare la Giornata delle Forze Armate e della vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale (il Grande Macello) organizziamo un’iniziativa denominata Canzoni Contro la Guerra.
Volevamo non solo fare il controcanto, raccontare una storia altra, ma anche sbalzare le tante realtà contemporanee dove ancora la guerra era ed è realtà concreta e quotidiana. Questo nostro appuntamento ha sempre visto una forte partecipazione, tanto da diventare un evento atteso nella città di Firenze.

Quest’anno proponiamo un’edizione speciale che, partendo dal ricordo del primo Social Forum europeo tenuto a Firenze nel 2002, cerca di guardare al futuro, a quello che succederà nei giorni dal 10 al 13 novembre 2022, quando, proprio in occasione del ventennale, si ritroveranno a Firenze organizzazioni e movimenti di tutto il continente europeo per provare a ipotizzare e concretizzare un nuovo percorso per tenere assieme pace, giustizia sociale e giustizia ambientale.

L’Istituto Ernesto de Martino, l’ANPI di Firenze, il Comitato Fermiamo la Guerra di Firenze, Le Musiquorum, La Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze, l’ARCI, il Circolo ARCI Lavoratori di Porta al Prato, l’Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze, le Ribelli in Cor, il Circolo l’Affratellamento di Ricorboli organizzano

Domenica 6 novembre 2022, dalle ore 16:30,
presso il Teatro L’Affratellamento in Via G.P. Orsini 73, a Firenze

Canzoni contro la guerra 2022
Edizione Speciale Forum Sociale Europeo

Canti e musiche con

Le Musiquorum insieme a Francesca Breschi
Le Ribelli in Cor
i Vincanto

Interventi di

Tommaso Fattori
Laura Scalia

Ingresso gratuito

Canzoni contro la guerra 2022 - Volantino

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O caro Ivan…

Dobbiamo ringraziare gli amici e i compagni del Circolo Arci “Amici del Po” di Monticelli per aver pensato e organizzato un’intera giornata in ricordo di Ivan Della Mea.

Sabato 8 ottobre 2022, dalle 17:30 alle 24,
presso il Circolo Arci “Amici del Po”
di Monticelli d’Ognina (Piacenza),
in Via Meucci 30

O caro Ivan…
Parole, scritti, poesie, libri e canzoni a ricordo di Ivan Della Mea

Ivan Della Mea in concerto

Con i loro banchetti saranno presenti l’Istituto Ernesto de Martino, gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo e la Lega di Cultura di Piadena; con la sua testimonianza ci sarà Giancarlo Nostrini di Radio Popolare; con le loro canzoni e musiche ci saranno Alessio Lega e Rocco Marchi, Marco Rovelli, Davide Giromini, I giorni cantati, Marina Corti e Bruno Podestà.

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“Il de Martino. Storie voci suoni” 33 / 2022

Il de Martino 33 - Copertina

La rivista si può ordinare in libreria e scrivendo all’indirizzo iedm@iedm.it. I nostri abbonati la riceveranno presto a casa. Per i soci dell’Istituto Ernesto de Martino è possibile richiederne copia al 50% di sconto. È possibile, inoltre, scaricarne una versione in PDF qui.

Con questo fascicolo la rivista «Il de Martino. Storie voci suoni» entra nel secondo anno della sua nuova vita. Alle spalle, un anno e mezzo di intenso lavoro redazionale, scambi proficui, discussioni fertili di idee e di prospettive per il futuro, culminate nella bella riunione – finalmente in presenza! – a Sesto Fiorentino, il 10 aprile scorso. Le presentazioni pubbliche dei numeri 31 e 32 hanno contribuito, inoltre, a stimolare il nostro impegno in una direzione aperta e dialogante con le molte comunità e i molti soggetti che si sono mostrati interessati alla proposta di guardare al contemporaneo «rimettendo occhi e orecchie sui territori», come scrivevamo un anno fa.
A questo obiettivo rispondono senz’altro le preziose poesie di Fabio Franzin, poeta-operaio e operaio-poeta che ci porta la voce del distretto del mobile dell’Alto Livenza. «Una voce piena della rivoluzione deindustriale», la definisce Gilda Zazzara nella sua illuminante e altrettanto preziosa introduzione, mettendo sull’avviso il lettore: «può essere un po’ urticante la sua opera per chi cerchi l’impegno, l’anelito di liberazione o anche una più tiepida fierezza del mestiere», ma questa è la cultura operaia della “periferia industriale” tra Veneto e Friuli. Il tema delle scritture – poetiche e letterarie – torna nel dialogo tra Luisa Passerini e Graziella Bonansea a partire dal romanzo di quest’ultima, Più che la notte, dedicato alla vicenda di Massimiliano Maria Kolbe: una densa conversazione tra due studiose, due storiche, intorno al tema cruciale del “dare parola” al passato, tra memoria, storia orale e letteratura.
Il dossier tematico è dedicato al Vademecum per il trattamento delle fonti orali, presentato il 27 ottobre 2021 a Roma, con il contributo decisivo di Aiso: frutto di un lungo confronto interdisciplinare, il Vademecum – introdotto da Alessandro Portelli e presentato nei suoi punti qualificanti da Alessandro Casellato, Maria Francesca Stamuli e Silvia Calamai – è uno strumento fondamentale per tutti coloro che lavorano con le fonti orali e si occupano di archivi orali, e rappresenta un importante passo in avanti nella costruzione della “cassetta degli attrezzi” utile alla produzione e conservazione di fonti dalla forte complessità storica, metodologica e ontologica. Il ruolo rilevante degli archivi e, in particolare, la loro relazione con le fonti orali e sonore acquista un posto rilevante nella riflessione della nostra rivista grazie all’articolo di Virginia Niri sul progetto “Voci d’archivio”: intervistare donatori e donatrici di alcuni fondi presenti presso l’Archivio dei movimenti di Genova per valorizzare il portato identitario, politico e militante, degli stessi fondi e dei loro soggetti produttori.
E proprio al valore politico e militante del fare archivio ci introducono i racconti di Alessandro Grassi pubblicati nella rubrica Storie con i “controcanti” di Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti. Alessandro è stato una figura fondamentale della vita dell’Istituto Ernesto de Martino, un “archivista-attivista” dalle straordinarie doti di analisi delle pratiche dell’ordinare e del descrivere, maturate nel suo paziente lavoro di sistemazione della nastroteca dell’Istituto. Ci ha lasciato improvvisamente, l’aprile scorso, proprio mentre aspettavamo di pubblicare questo suo contributo, che assume oggi un significato di profonda gratitudine per tutto quello che ha saputo essere e fare.
A un uso “aperto” degli archivi si richiama, infine, anche Leila Harkat nel suo racconto dell’esperimento di labour public history realizzato dalla Fondazione Valore Lavoro a Pistoia nel settembre 2021: un video mapping sulla facciata del palazzo comunale con la proiezione di immagini provenienti dal patrimonio fotografico della Camera del lavoro della città. Immagini di feste del lavoro e manifestazioni che hanno riportato la storia negli stessi spazi in cui “è stata fatta”, con lo scopo di coinvolgere i passanti nel “montaggio” narrativo dell’artista Jacopo Rachlik.
Le interviste di Paola Stelliferi ad Anastasia Barone e a Teresa Bertilotti sulle traiettorie e le eredità del femminismo segnano per parte loro un doppio inizio: l’apertura di un cantiere di riflessione sul genere, sui femminismi e sulla storia (e il presente) delle donne e la pubblicazione di interviste in versione integrale.
Il saggio di Caterina Mongardini – molte le voci femminili, come si vede, in questo fascicolo – ci porta invece per le strade di un piccolo borgo d’Abruzzo, Pescocostanzo, sulle tracce della «memoria debole» dell’internamento fascista: una ricerca spinta da ragioni autobiografiche che fa ricorso alla storia orale come strumento per scardinare o almeno provare a spiegare una (apparente?) amnesia collettiva.
Nella rubrica dedicata al lavoro, infine, Monica Dati affronta il tema della formazione con un articolo sulle 150 ore attraverso le testimonianze dei lavoratori e delle lavoratrici della Toscana: grazie alle interviste, Dati ci presenta, vivo, «il clima di partecipazione, aggregazione e impegno civile» di questa esperienza, che invita a riflettere, nel presente, sul significato e sul valore dell’educazione degli adulti.
Merita un accenno, in chiusura, la rubrica delle Note e recensioni, che appare in questo numero particolarmente ricca di stimoli e di contributi, a ulteriore concreta testimonianza della rete di relazioni che la rivista sta costruendo nel suo farsi.

SOMMARIO

Editoriale

Gilda Zazzara, L’inverno scuro del lavoro: cinque poesie di Fabio Franzin

Leila Harkat, L’immagine e la memoria: un esperimento di labour public history

Virginia Niri, Voci d’archivio. Fonti orali e storia pubblica: alienazione, restituzione e accessibilità

Luisa Passerini e Graziella Bonansea, Mimesis e rappresentazione. Una conversazione su storia, memoria e letteratura

Archivi orali: un Vademecum per la conservazione

Alessandro Portelli, Vita e morte della parola

Alessandro Casellato, Vademecum per il trattamento delle fonti orali: i punti qualificanti – Definizioni e presupposti legali

Maria Francesca Stamuli, Produzione e conservazione della fonte orale

Silvia Calamai, Acquisizione e valorizzazione degli archivi orali

Interviste

Paola Stelliferi, «Un legame che non si sa bene da dove venga, però c’è». Due interviste sul femminismo, con Anastasia Barone e Teresa Bertilotti

Saggi

Caterina Mongardini, Pescocostanzo, 1940-1943. La memoria carsica dell’internamento fascista

Storie

Alessandro Grassi, Piccola storia di una nastroteca errante / Le Olive di Ivan

Antonio Fanelli, I “churinga” di Sesto Fiorentino e il corteo del Primo maggio

Mariamargherita Scotti, Contro il potere degli archivi

Il lavoro si racconta

Monica Dati, 150 ore: voci ed esperienze dalla Toscana

Note e recensioni

Alessandro Portelli, Il disco e la voce. A partire dall’articolo di Fanelli e Tomatis

Claudio Rosati, L’archivio di Sergio Landini presso la Fondazione pistoiese Promusica

Maria do Carmo Piçarra e Giulia Strippoli, La mostra “Augusta Conchiglia nei sentieri del Fronte Est. Immagini (e suoni) della lotta di liberazione in Angola”, a cura di Maria do Carmo Piçarra e José da Costa Ramos, Museu do Aljube, Lisbona, luglio-dicembre 2021

Simona Bertacco, Valeria Luiselli e le ragioni della letteratura. Valeria Luiselli, Dimmi come va a finire. Un libro in quaranta domande, Roma, La Nuova Frontiera, 2017; Ead., Archivio dei bambini perduti, Roma, La Nuova Frontiera, 2019

Cristina Lavinio, Alla riscoperta delle fiabe orali. Una nota a partire da Glauco Sanga, La fiaba. Morfologia, antropologia e storia, Padova, CLEUP, 2020 e Alberto M. Cirese e Pietro Clemente, Raccontami una storia. Fiabe, fiabisti e narratori, Palermo, Edizioni Museo Pasqualino, 2021

Luca Des Dorides, Disability Studies. Una nota a partire da The Routledge Handbook of Disability Activism (1st ed.), a cura di Maria Berghs, Tsitsi Chataika, Yahya El-Lahib, Kudakwashe Dube, London, Routledge, 2020, Crip Camp – disabilità rivoluzionarie, regia di James LeBrecht, Nicole Newnham, Usa, 2020 e Matteo Schianchi, Disabilità e relazioni sociali: temi e sfide per l’azione educativa, Roma, Carocci, 2021

Jessica Matteo, Carlo Costa e Gabriele Di Giuseppe, Corpo estraneo. Storia di Giorgio Vale (1961-1982), Milano, Milieu edizioni, 2021

Luigigiovanni Quarta, Anna Maria Bruzzone, Ci chiamavano matti. Voci dal manicomio (1968-1977), a cura di Marica Setaro e Silvia Calamai, Milano, Il Saggiatore, 2021

Ilaria Bracaglia, Brunella Basso e Raffaella Bosso, Non solo storie per ragazzi, in La pagina che non c’era, a cura di Diana Romagnoli, Maria Laura Vanorio, Paolo Trama, Milano, Zanichelli, 2022, pp. 556-229; Gabriele Proglio, I fatti di Genova. Una storia orale del G8, Roma, Donzelli, 2021; Gianluca Staderini, Di tutti i colori. Un bambino di nome Carlo, Roma, Red Star Press, 2021

Tommaso Rebora, Ilaria Bracaglia ed Eddy Olmo Denegri, Un ingranaggio collettivo. La costruzione di una memoria dal basso del G8 di Genova, Milano, Edizioni Unicopli, 2020

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