La scoperta del canto sociale in italia: I Dischi del Sole

InCanto 2019

InCanto 2019

Domenica 9 giugno alle ore 17.30

Incontro cantato
La scoperta del canto sociale in italia:
I Dischi del Sole

interverranno

Fausto Amodei
Cesare Bermani
Giovanna Marini
Toni Verona

Ingresso gratuito

Proseguono il recupero e la ristampa del catalogo de I Dischi del Sole. La nuova edizione rimasterizzata in cd di 8 storici album è l’occasione per incontrare alcuni dei protagonisti della canzone popolare, sociale e di protesta, un’occasione per continuare a raccontare l’altra Italia, quella “in contestazione e risposta”.

Il cavaliere crudele (1966)
A cura di Roberto Leydi e Franco Coggiola
Le mitiche registrazioni del 1964 nella casa astigiana di Teresa Viarengo, casalinga di 75 anni; le ballate piemontesi, raccolte e pubblicate da Costantino Nigra nel 1888 e da altri, trovano finalmente la loro musica.

Addio padre (1966)
La guerra di Belochio, di Palma e di Badoglio
A cura di Paola Boccardo, Gianni Bosio, Tullio Savi
Un disco dedicato alla prima guerra mondiale, vista dalla parte dei contadini come Palma Facchetti e Vittorio Renoldi (Belochio); tra testimonianza e canzoni un confronto tra chi la guerra la subì e la cultura ufficiale che la guerra la impose.

Giovanna Marini
Lunga vita allo spettacolo e Viva Voltaire e Montesquieu (1968)
Due lunghe ballate di Giovanna Marini scritte nel 1968, tra le mani pulite e gli ideali di un movimento insorgente e la necessità di accettare compromessi e di sporcarsi col fango, sapendo che, sotto quel fango, parte la strada della nostra umana liberazione.

Nuovo canzoniere milanese
Il bosco degli alberi (1972)
A cura di Gianni Bosio e Franco Coggiola
Dall’Unità d’Italia fino ai funerali di Giangiacomo Feltrinelli del 1972, una storia del nostro paese «attraverso il giudizio delle classi popolari»; un patrimonio straordinario di canzoni sociali e di protesta per raccontare un’Italia altra.

Fausto Amodei
L’ultima crociata (1974)
Uno dei padri storici della canzone d’autore italiana racconta un anno, il 1974, in presa diretta, a partire dal referendum e dalla difesa della legge sul divorzio e i suoi protagonisti, con ironia e sarcasmo.

Sventolerai lassù (1977)
Antologia della canzone comunista in Italia 2
A cura di Cesare Bermani
Un’antologia di canzoni scritte da Raffaele Mario Offidani (1890-1968), in arte Spartacus Piceno, e canti di lotta e di protesta in registrazioni originali: una testimonianza fondamentale per capire i sogni, le speranze e le lotte dei comunisti italiani.

Pino Masi
Compagno sembra ieri (1977)
Pino Masi è stato un militante cantautore: suo è l’inno di Lotta Continua. Ha saputo cantare gli anni dell’impegno e della lotta e ha visto l’arrivo della «nebbia che stempera i colori». Nel 2011, un film, I primi della lista di Roan Johnson, ha raccontato la sua storia.

Giovanna Marini
La grande madre impazzita (1979)
Una lunga cantata urbana per coro (la stessa Marini con Annalisa e Tata Di Nola, Lucilla Galeazzi ed Elena Morandi) e il trio SIC (i fiati jazz di Giancarlo Schiaffini,Michele Iannaccone ed Eugenio Colombo); un disco bellissimo, un racconto epico e grottesco. Il libretto del cd contiene le illustrazioni originali di Tullio Pericoli.

Dischi del Sole

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Parma: presentazione di “La trincea e i pascoli. Il socialismo di Emilio Lussu”

Circolo Culturale “Grazia Deledda” di Parma, Istituto Ernesto de Martino e «dalla parte del torto» (in collaborazione con gli Amici del Maria Luigia)

Venerdì 7 giugno 2019, ore 17.30, presso la sala Bettoja, Convitto Maria Luigia, borgo Lalatta, 14, Parma

Antonio Fanelli (Università di Firenze, Istituto Ernesto de Martino)
Martina Giuffrè (docente di antropologia culturale dell’Università di Parma)
Antonio Pirisi (Presidente onorario del Circolo “G. Deledda” di Parma)
Valerio Strinati (Istituto Ernesto de Martino)

presentano

La trincea e i pascoli.
Il socialismo di Emilio Lussu.

Un documento inedito dalla nastroteca
dell’Istituto Ernesto de Martino

(«Il de Martino», n. 28, 2019)

A cura di Fabrizio Leccabue, redazione di «dalla parte del torto», e Giuseppina Pira, Presidente del Circolo Grazia Deledda di Parma.

Il de Martino 28-2018 - Copertina

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Presentazione dei numeri “speciali” de «Il de Martino»

Grammofono

Lunedì 27 maggio 2019, ore 17, presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma, in via San Francesco di Sales, 5

Presentazione dei numeri “speciali” della rivista «Il de Martino»:

Il canto sociale e la popular music. Culture e politica dal rock alle musiche migranti: un’antologia di scritti di Alessandro Portelli, a cura di A. Fanelli (n. 26-27 / 2017)

La trincea e i pascoli. Il socialismo di Emilio Lussu, a cura di A. Fanelli, V. Strinati (n. 8 / 2018)

Interventi di Angiolina Arru, Bruno Bonomo, Antonio Fanelli, Alessandro Portelli, Valerio Strinati, Teho Teardo, Eugenio Testa.

La rivista «Il de Martino» è nata nel 1992 e nel corso degli anni ha dato voce alle culture popolari del nostro paese, al dialogo interdisciplinare e all’impegno civile e politico, spaziando tra storia orale, cultura popolare e canto sociale. «Il de Martino» ha realizzato recentemente due numeri monografici che segnano una fase di rilancio e di rinnovamento degli studi avviati da Gianni Bosio e dal Nuovo Canzoniere Italiano più di mezzo secolo fa. Nel primo di essi si riflette sul tema cruciale del “canto sociale” in relazione alle culture popolari della contemporaneità e alla “popular music”, a partire da una antologia di scritti Alesandro Portelli. Nell’altro numero speciale troviamo un documento sonoro inedito ed emozionante, una lunga intervista del 1969 di Gianni Bosio a Emilio Lussu che ci porta nel cuore della via al socialismo tracciata dal mitico comandante della Brigata Sassari fra “la trincea” della grande guerra e i “pascoli” della sua amata terra sarda.

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Ciao Paolo Ciarchi

Paolo Ciarchi

La notizia arriva come un treno in corsa che ti investe e, subito, la testa si riempie di immagini, suoni, ricordi, facce, corpi. Paolo Ciarchi è morto stanotte, al Policlinico di Milano. L’Istituto Ernesto de Martino perde il suo “piccolo uomo”, uno dei suoi pilastri; il musicista che non ha mai prodotto un long playing tutto suo ma ha suonato e cantato nei dischi di tutti e non solo con i cantori del Nuovo Canzoniere Italiano. Aveva cominciato nella Milano del cabaret, con Jannacci e Dario Fo, con i quali lavorò per anni ne La Comune per poi incontrare, dagli anni ’70, jazzisti e improvvisatori come Paolino Della Porta, Riccardo Luppi, Attilio Zanchi, gli Area; poi musiche e rumori per film e spettacoli; lo ricordiamo anche attore in un film di Davide Ferrario,”Tutta colpa di Giuda”, dove Paolo era lo Zingaro.
Ma non è questa la sede né il momento per ripercorrere la lunga carriera di Paolo. Il Ciarchi è stato un compagno di vita per tante persone della nostra piccola comunità: pensiamo al suo rapporto con Ivan Della Mea e Claudio Cormio ma, davvero, pensiamo a tutti noi, vecchi e giovani, cantanti e musicisti, organizzatori di cultura e compagni incontrati a Milano, Piadena, Fosdinovo, Sesto Fiorentino; pensiamo a lunghe tavolate dove si parla e si mangia lentamente, lui molto lentamente, dove sono nate proposte, intuizioni o semplicemente amicizia e affetto.
Pensiamo a Isabella Cagnardi, sempre insieme e vigile, pensiamo anche a noi, da oggi un po’ più soli, a cominciare dal 14 giugno, quando sarebbe stato a Sesto Fiorentino, per tre giorni, a ricordare Ivan.
L’abbraccio più grande va a Isabella e poi al figlio Giordano e a tutta la sua famiglia.
Il funerale si svolgerà sabato 18 Maggio, a partire dalle ore 10, presso il Teatro Franco Parenti, in via Pier Lombardo 14 a Milano. A nome di tutti i compagni del de Martino, ma proprio tutti.

Stefano Arrighetti

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Che matti! Voci e suoni dai manicomi

Matti da slegare - Disegno di Francesco Del Casino

InCanto 2019
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività
XXIIIª edizione: “InCanto tutto l’anno

Sabato 25 maggio, ore 21.15
presso la sede dell’Istituto Ernesto de Martino

I disertori e Gianni Calastri in
Che matti! Voci e suoni dai manicomi

Ingresso: 5 euro

Sono passati più di 40 anni dalla Legge 180, che ha aperto i cancelli del manicomio, e il collettivo musicale I disertori, e l’attore Gianni Calastri, rendono omaggio a tutte le persone che sono state recluse in questi luoghi attraverso uno spettacolo teatrale musicale.
Oggetto dello spettacolo saranno lettere mai spedite, testimonianze, lamentazioni, appunti, riflessioni, poesie di donne e uomini le cui voci ancora risuonano all’interno di queste mura.
Questa volta saranno i matti stessi a parlare delle loro vite interdette.
La narrazione sarà declinata attraverso brani che partono dal repertorio popolare toscano fino a quello dei cantautori contemporanei.

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