E tu come stai?

E tu come stai?
Anteprima nazionale al 63° Festival dei Popoli
Giovedì 10 novembre, ore 21:00, Cinema La Compagnia, Firenze

Ci sono tanti motivi per cui questo film-documentario esiste.
Il bisogno, la voglia, l’urgenza di farlo.
Il riconoscimento in una lotta, che nel raccontarla ti si mostra nella sua luce più forte, inesorabile.
Le persone che quella lotta l’hanno inventata, che ti accolgono e ti accompagnano. Perché “la vita è lotta e la lotta è vita”.
Ma in fondo il motivo più vero e schietto per cui io e Lorenzo abbiamo fatto questo film, come anche tutte le altre persone che ci hanno lavorato e creduto fino a renderlo possibile, è l’intenzione di instillare in chi lo guarderà la voglia, l’urgenza, di andare a scoprire ancor più in dettaglio cosa sia successo e stia succedendo in quella fabbrica di Campi Bisenzio dal 9 luglio 2021 (ma anche da prima), e di non restare indifferenti a ciò che il Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze continuerà a dire e a fare.
Perché questo non è un film su una storia che è avvenuta, ma su come la Storia possa avvenire.

E tu come stai? - Locandina

E tu come stai?
(Italia 2022, 100’)
Selezione ufficiale DOC HIGHLIGHTS – 63° Festival dei Popoli

Una produzione dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
e dell’Istituto Ernesto de Martino con Filippo Maria Gori
Distribuito da OpenDDB (Distribuzioni dal Basso)
Regia e fotografia di Filippo Maria Gori e Lorenzo Gori
Con il Collettivo di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Scrittura e montaggio di Filippo Maria Gori
Produzione creativa di Luca Ricciardi
Montaggio del suono di Beatrice Mele
Mixaggio di Piero Fasoli
Colori e titoli di Mauro Vicentini
Traduzione LIS/italiano di Paola Castelletti
Con la collaborazione alla ricerca di Marta Quilici

Trailer

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«Non era la prima volta che entravamo in una fabbrica per documentare la contestazione dei lavoratori e delle lavoratrici vittime di licenziamenti – affermano i Gori – ma già dalla prima intervista con Dario Salvetti (operaio e delegato RSU) abbiamo capito che la lucidità e l’organizzazione del Collettivo di Fabbrica GKN, nonché la capacità di analisi dei lavoratori della loro situazione e del contesto economico e politico che l’aveva generata, erano non comuni. Anzi, erano decisamente straordinarie. Così abbiamo iniziato a documentare cosa stesse accadendo dentro (e attorno) lo storico stabilimento ex-Fiat di Campi Bisenzio.»

Al motto «Insorgiamo», i lavoratori hanno occupato lo stabilimento, vi hanno organizzato un presidio per garantirne la sicurezza e hanno avviato una mobilitazione che ha coinvolto l’intero territorio e altre lotte del paese. Per sfuggire a calcoli politici e finanziari calati dall’alto, la comunità degli operai GKN si è ritrovata ad affrontare continui ostacoli, raggiri e imprevisti. Più si andava avanti e più la lotta si è rivelata non solo uno strumento di difesa ma anche un modo diverso di intendere la vita, dove prendersi cura degli altri costituisce il primo passo per la cura di sé.

«Ci siamo chiesti a lungo – afferma il Collettivo di Fabbrica Gkn – se durante tutta questa lotta saremmo stati la cronaca di una delle tante storie di licenziamenti di questo paese o la storia di una vittoria quasi impossibile. La verità è che la cronaca si misura in giorni e la storia in anni. E questa domanda non avrà probabilmente una riposta univoca e chiara per molto tempo. Allo stesso modo, che questo documentario sia la cronaca di questa lotta o un piccolo strumento per farne storia, lo vedremo negli anni. E forse lo rivedranno tra anni. Vada come vada, in fondo, un documentario di classe e sulla classe è sempre un piccolo grande avvenimento storico.»

«Il film racconta una vicenda emblematica con cura e forza emotiva – dichiara Vincenzo Vita, Presidente AAMOD – Qui la lotta di resistenza diventa una sorta di autobiografia della nazione, di un’Italia zeppa di precariato e disoccupazione, ma ciò che rende davvero straordinario questo prodotto decisamente estraneo al mainstream è il rapporto stretto e sinergico tra l’occhio professionale di chi gira e l’occhio di chi è l’oggetto cosciente della narrazione. Le persone così, sempre autentiche, assurgono a protagoniste assolute, come in una tragedia greca.»

«Grazie a Lorenzo Enrico e Filippo Maria Gori siamo entrati nel vivo della fabbrica e abbiamo ascoltato le voci degli operai e osservato la lotta in tutte le sue fasi – ricorda l’Istituto De Martino. Questo film ci aiuterà a capire cosa è successo, per costruire memoria di una vicenda esemplare e trasformare in patrimonio civile e democratico una straordinaria mobilitazione di operai, comitati, territori.»

Le nuove magliette ufficiali dell’Istituto Ernesto de Martino

Nuova maglietta ufficiale dell’Istituto Ernesto de Martino: è rossa, e davanti, in nero su rosso, ha l'omino con la trombetta e la scritta “Istituto Ernesto de Martino”; dietro ha, sempre in nero su rosso, il sole faccione dei “Dischi del Sole” a metà (la sua metà sinistra), che spunta dalla scritta “1° maggio sempre”, alla sua sinistra

Qualcuno ha fatto in tempo a vederle indossate dai militanti dell’Istituto durante la Festa del primo maggio.
Erano un regalo e sono state molto apprezzate non solo da noi ma anche da tante persone che ce le hanno chieste in quella occasione.
Abbiamo deciso di stamparle ufficialmente, con la complicità del compagno stampatore, che era con noi alla Festa.
Dunque sono arrivate le nuove magliette ufficiali dell’Istituto Ernesto de Martino e ve le facciamo vedere.
Per chi volesse acquistarle sono disponibili nelle taglie S, M, L e XL (attenzione: vestono grandi).
Basta fare un bonifico di 15 euro (comprensivi di spese di spedizione) a favore di Istituto Ernesto de Martino, codice IBAN IT48I0306918488100000002638.
Indicate la taglia desiderata e l’indirizzo di spedizione.

Maro Mannelli, il nostro primo iscritto, ci ha lasciati

Maro Mannelli e la sua compagna Maria Vittoria Vaccaro

L’11 maggio 2022 ci ha lasciati Maro Mannelli, il nostro primo iscritto.
Alla maggioranza delle persone che ci leggono il nome e la figura di Maro diranno ben poco; invece non possono non ricordarlo coloro che partecipano alle iniziative pubbliche del de Martino. Semplicemente Maro Mannelli, insieme alla sua compagna Maria Vittoria, c’era sempre, fin dal primo maggio 1999, quando cominciò a inaugurare l’inizio della campagna annuale del tesseramento, “rincorrendo” la tessera n. 1.
Ci teneva a quel numero, e non era per manie narcisistiche o da collezionista: lo diceva sempre che l’Istituto era il luogo dove più riconosceva e sentiva di condividere le idee internazionaliste, di solidarietà, la difesa di valori fondamentali come i diritti sociali e l’uguaglianza degli uomini e delle donne di fronte a tutti i poteri.
Aveva 91 anni e una vita passata a fare il filatore in una fabbrica tessile della sua città, Prato, e a girare il mondo. Maro era curioso del mondo e dei suoi abitanti, escluso gli Stati Uniti: in quel paese non ci è mai voluto andare e io non l’ho mai capito.
In tutte le iniziative promosse dal nostro Istituto arrivava per “dare mano” ed era tutto un balletto per spostare tavoli, sedie, pulire, sistemare e, negli ultimissimi anni, prostrato da seri guai fisici, quasi si meravigliava che tutto fosse a posto e si dispiaceva, ma c’era.
Io penso che se la sinistra ha giocato un ruolo importante nella storia del nostro paese, non lo deve tanto alla sua classe dirigente politica, ma soprattutto ai tanti compagni e compagne che, come Maro, hanno vissuto una vita coerente con le proprie convinzioni e aspirazioni, senza mettersi in mostra, ma presenti.
A Maria Vittoria va l’abbraccio di tutto l’Istituto Ernesto de Martino.
Hasta siempre compagno carissimo.

Stefano Arrighetti

Alessandro Grassi, “Alagia”: un compagno se n’è andato

Alagia a un banchino dell’IstitutoIeri mattina è morto Alessandro Grassi, per tutti “Alagia”, nostro caro compagno, amico e dirigente dell’Istituto Ernesto de Martino; aveva 64 anni.

Qualche tempo fa arrivò all’Istituto con una vecchia foto in bianco e nero: era un gruppo di bambini che aveva appena celebrato la comunione. Intorno al pievano dell’epoca c’era una parte della gioventù sestese che in qualche modo si sarebbe poi formata negli anni ’70, quelli del nostro personale attacco al cielo. Anche “Alagia” partecipò a quella stagione fatta di sogni e di concrete speranze. Stava in piazza insieme a molti altri ragazzi e ragazze, quando c’era ancora la politica come pratica di vita quotidiana.

Dopo la scuola ha lavorato nel mondo della cooperazione sociale, con le cooperative Arca e Cat, e per molti anni è stato il responsabile del Centro Giovani di Sesto Fiorentino. In questa veste nel 1995 aveva cercato Franco Coggiola per organizzare un concerto con i gruppi musicali che ruotavano attorno al Centro Giovani dando vita al primo rock contest del territorio. Incontrerà nuovamente il nostro Istituto, e in particolare Ivan Della Mea, nel 2004, quando insieme costruimmo le celebrazioni del sessantesimo anniversario della Resistenza con i giovani musicisti della zona. Da lì partì un percorso triennale con le giovani band musicali del territorio che insieme racconteremo nel libro-cd Articolo 1 ieri canti sul lavoro oggi (Il Grandevetro, 2006).

Da allora non ci ha più lasciati e l’Istituto è diventato la sua casa. È stato socio ordinario e membro della Giunta Esecutiva, punto di riferimento organizzativo per la festa del primo maggio e per la rassegna InCanto, co-curatore di molte iniziative discografiche dell’Istituto e figura chiave nel lavoro di catalogazione e inventariazione della nastroteca dell’Istituto: l’amore verso quei nastri, il suo toccarli, ascoltarli, sistemarli negli scaffali, denunciava tutta la sua serietà, il suo rigore e il suo senso di responsabilità. Tutti lo rispettavano per queste doti uniche, compresi i tanti ospiti, musicisti, famosi e non, registi, scrittori, studenti, ricercatori che hanno avuto l’occasione di incontrarlo nella nostra sede e alle nostre iniziative.

Quando ieri abbiamo visto la sua famiglia i figli ci sono venuti incontro dicendo «Quest’anno dobbiamo fare il più bel primo maggio di sempre! Il babbo se lo merita». Siamo noi che non meritiamo la sua assenza.

Alla compagna Cinzia, ai figli Ettore e Andrea, alla sorella Sandra va l’abbraccio di tutte e tutti noi.

Alessandro è esposto alle nuove cappelle del commiato oggi 4 aprile dalle 11 alle 19.

Il saluto ad Alessandro Grassi si terrà domani martedì 5 aprile 2022 alle ore 17 presso la sede dell’Istituto Ernesto de Martino, a Villa San Lorenzo, in Via Scardassieri, 47, a Sesto Fiorentino.

Stefano Arrighetti

Un ricordo di Filippo Crivelli

Filippo Crivelli

La riscoperta della canzone popolare e del canto sociale e politico, la nascita dell’Istituto Ernesto de Martino e il nostro continuare a esserci: a volte penso che tutto sia riconducibile a un evento preciso, lo spettacolo Bella Ciao del Nuovo Canzoniere Italiano a Spoleto nel 1964. Di quel Bella Ciao Filippo Crivelli fu il regista, e anche suo è il merito della formidabile spinta e visibilità che ricevette il lavoro fin lì poco conosciuto di Roberto Leydi e Gianni Bosio.
Filippo è morto domenica 6 febbraio 2022 nella sua Milano, città protagonista di un precedente celebre, Milanin Milanon, del 1962; aveva 92 anni.
La collaborazione con l’etichetta dei Dischi del Sole continuò con la curatela di due dischi dell’amata Milly per la collana Cabaret all’italiana (1965) e poi con un intreccio continuo di lirica, teatro e musica: era un autentico artista globale.
In anni più recenti (inizio di questo secolo), Ivan Della Mea lo coinvolse in un tentativo di una nuova versione del Bella Ciao sulle sollecitazioni di una produzione del Teatro Stabile di Torino: due intense giornate a Sesto Fiorentino, nel cinema dell’Unione Operaia di Colonnata, in compagnia di molti protagonisti del canto popolare italiano.
Il progetto non andò in porto, ma a me resta la conoscenza di una persona curiosissima e molto competente, capace anche di divertirsi e divertire.

Stefano Arrighetti