I Dischi del Sole – Serie sperimentale

I Dischi del Sole - Serie sperimentale - Copertina del cofanetto della ripubblicazione in 4 CD

Diamo notizia di un’importante iniziativa editoriale di Ala Bianca, le Edizioni Bella Ciao e l’Istituto Ernesto de Martino: un lussuoso cofanetto bianco che raccoglie in 4 CD tutta le “Canzoni d’uso”, ovvero la “Serie sperimentale” pubblicata da I Dischi del Sole dal 1963 al 1975. In originale erano 18 vinili 33 GIRI/17 cm, che sono stati digitalizzati e masterizzati in un cartonato con un corposo libretto che contiene una presentazione di Stefano Arrighetti, presidente dell’Istituto Ernesto de Martino, e tutte le note e i testi pubblicati allora nella copertina apribile dei vinili originali.

In questo modo continua l’opera di riproposta e valorizzazione del prestigioso catalogo de I Dischi del Sole, dando la possibilità agli appassionati del canto sociale e politico di poter ascoltare le incisioni autentiche, molte delle quali mai ristampate in CD, di alcuni dei più importanti protagonisti della canzone di protesta.

Qui trovate il comunicato stampa con le tracklist di tutti e quattro i CD: 78 canzoni tutte insieme, una vera strenna natalizia.

Qui il video di un brano incluso nel cofanetto, Santa Caterina dei pastai, cantata dal Gruppo Padano di Piadena.

Qui i trailer-ascolto (medley) di ciascuno dei 4 CD.

Qui le foto di alcuni dei protagonisti/artisti.

L’opera sarà disponibile a partire dal 25 novembre in tutte le librerie Feltrinelli. Potete richiederla anche all’Istituto Ernesto de Martino con un contributo di 35 € (30 € per i soci) attraverso un bonifico bancario a favore di Istituto Ernesto de Martino, codice IBAN IT48I0306918488100000002638, oppure attraverso un bollettino sul conto corrente postale dell’Istituto Ernesto de Martino, numero 23726201. Ricordatevi di scriverci indicando anche il vostro indirizzo per la spedizione (a nostro carico).

Questa è anche buona occasione per rinnovare la tessera 2022/2023 o iscriversi per la prima volta alla nostra Associazione (costo € 30 / studenti € 15).

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Per gli 80 anni di Ivan

Ivan Della Mea - Milano, Italy, 25 giugno 1965 - Casa della Cultura - Mondo popolare e nuova canzone - Nuovo Canzoniere Italiano - Photo © Riccardo Schwamenthal / CTSimages.com - Phocus

Per festeggiare il compleanno di Ivan Della Mea, che venerdì 16 ottobre 2020 avrebbe compiuto 80 anni, gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo hanno coordinato i lavori per realizzare un video corale di Cara moglie grazie ad Alessio Lega e al Canzoniere della Rivolta (Francesca Baccolini, Rocco Marchi, Sasà Sorace, Guido Baldoni, Massimo Furia). Nel video ci sono: Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, David Riondino, Sandra Boninelli, Pardo Fornaciari, Marino Severini (Gang), Cisco Bellotti, Gualtiero Bertelli, Isabella Ciarchi, Rudi Assuntino, Sara Modigliani, I Giorni Cantati di Calvatone e Piadena, Massimo Ferrante, Max Manfredi, Paolo Capodacqua, Franco Fabbri, Vincenzo Costantino CINASKI, Nevruz Salaì Joku, le donne del Coro Garibaldi d’assalto (Maria Grazia Fontani, Roberta Mariotti, Dalia Nocchi, Stella Romiti, Valentina Sovran, Marinò Zocchi), Biagio Accardi, Paolo Esposito Mocerino (E’ Zezi), Paolo Enrico Archetti Maestri e Eugenio Merico (Yo Yo Mundi), Carlo Muratori, De’ Soda Sisters, Maria Torrigiani, Scuola Popolare Di Musica Ivan Illich (Francesca Esposito e Nicola Guazzaloca), Ezio Noto, Bianca Giovannini “la Jorona”, Michelangelo Ricci, Massimo Germini, Andrea Parodi, Andrea Labanca, Antonio Lombardi, Canio Loguercio, Céline Pruvost, Giampiero Bigazzi, Davide Giromini, Dario Muci, Francesco Pelosi, Enrico Gastardelli Gas, Jonathan Lazzini, Marina Corti e Bruno Podestá, Massimo Donno, Matteo Procuranti, Maurizio Geri, Alessando D’Alessandro, Paolo Ercoli, Rocco Rosignoli, Daniele Sepe.

Con il video in omaggio a Ivan parte la campagna di sottoscrizione per sostenere la realizzazione di un CD a lui dedicato, realizzato da Alessio Lega e dal Canzoniere della Rivolta (Francesca Baccolini, Rocco Marchi, Sasà Sorace, Guido Baldoni, Massimo Furia), con altri ospiti speciali (come Riccardo Tesi, Daniele Sepe, Michelangelo Ricci, Davide Giromini, De’ Soda Sister). Un progetto degli Archivi della Resistenza e dell’Istituto Ernesto de Martino che potete sostenere seguendo le indicazioni della piattaforma “produzioni dal basso”.

Su youtube c’è una bella clip che mostra i lavori in corso.

L’Istituto de Martino, inoltre, sta realizzando un numero speciale della rivista Il de Martino dedicato a Ivan Della Mea, a cura di Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti, con un’antologia dei suoi scritti giornalistici risalenti al periodo 1993-2009 e uno “speciale” sulla “Popular music” degli anni ’80 con interventi di Alessandro Portelli e Jacopo Tomatis.

Vi terremo aggiornati!
Auguri Ivan!
Ci manchi!

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Paolo Ciarchi, “Cent’anni di moltitudine”

Paolo Ciarchi
Cent’anni di moltitudine
a cura di Alessio Lega, Claudio Cormio e Rocco Marchi
(Archivi della Resistenza-Istituto Ernesto de Martino, 2019)

Questo CD è un progetto pensato all’indomani della improvvisa scomparsa di Paolo Ciarchi, prodotto da due realtà culturali: Istituto Ernesto de Martino e Archivi della Resistenza di Fosdinovo. Luoghi e realtà dove Ciarchi era profondamente radicato e animatore di tante serate importanti sia musicalmente sia per l’impegno sociale e artistico. “Il Ciarchi” era un compagno di vita per tante persone di queste comunità, ripercorrendo la sua lunga carriera ci si accorge della molteplicità delle situazioni che ha attraversato a partire dal Nuovo Canzoniere Italiano, La Comune di Dario Fo, il Cabaret milanese, l’ambiente jazz improvvisato, il leggendario gruppo degli Area. Lo si ricorda anche come attore in film e spettacoli teatrali. Nel libretto che accompagna il CD Stefano Arighetti, presidente dell’Istituto Ernesto de Martino, parla di lui in un contributo dal titolo Paolo e noi in cui tra le altre cose cita il film di Davide Ferrario Tutta colpa di Giuda, dove Paolo era “lo zingaro”, e riporta moltissime sue partecipazioni, proprio perché sapeva inserirsi in modo straordinario in variegate esperienze artistiche che condivideva con la sua compagna Isabella Cagnardi.
Insieme a Ivan Della Mea e Claudio Cormio ha dato vita a spettacoli indimenticabili che riempiva di suoni, creatività e strumenti improvvisati sul momento estratti da una magica valigia. I suoi bagagli erano un bazar incredibile di oggetti di uso comune e le sue performance più celebri erano per esempio le gambe delle sedie suonate come trombe o le canne da pesca lunghissime da cui riusciva ad estrarre suoni potenti.
Per lui tutto il mondo è avvolto dal suono e la musica, il ritmo, la vibrazione di conseguenza ci avviluppano e circondano. Durante il suo spettacolo capolavoro, che chiamava Microconferenza di musicologia applicata, sviluppava le sue teorie sulla musica e il suono partendo sempre dal corpo che sapeva suonare e usare come cassa di risonanza. Cominciava dalla testa e dalle guance che percuoteva ritmicamente, e poi trasformava in strumenti tutti gli oggetti di vita quotidiana che aveva a portata di mano: piatti, pentole, tubi, rotoli di nastro adesivo, lattine, mattoni, secchi d’acqua, ecc. Uno spettacolo nello spettacolo, sempre diverso, avvincente e unico nel suo genere.
Nella nota che accompagna il CD, intitolata Circo Ciarchi: dieci anni di cene cantate, Alessio Lega racconta il personaggio con le sue idee granitiche e l’impegno di aver scelto un lato preciso della barricata, senza enfatizzazione. Parla della sua completa indifferenza al successo, al punto che non ha mai pubblicato un disco proprio ma ha preferito le collaborazioni con vari artisti. In apertura Alessio Giannanti e Simona Mussini degli Archivi della Resistenza ricordano la lunga collaborazione con Ciarchi, un maestro, uno di quelli più preziosi perché non si metteva mai in cattedra.
Il CD pertanto è un prezioso strumento di conoscenza e divulgazione di questo grande personaggio. Si apre con uno scioglilingua a cui era particolarmente affezionato, contiene brani d’autore come Una cosa già detta (Questo mio amore di F. Amodei), Ho visto un Re (Fo-Ciarchi), Ora si che siam contenti (S. Piccardi-Ciarchi), Lenin’s rock (Della Mea-Ciarchi), Saltarelli (Fo-Ciarchi), Quella sera cascava Pinelli (Fo-Ciarchi), Il comandante della mia banda – La Gap (Fo-Ciarchi), Piccolo uomo (Della Mea-Ciarchi), solo per citarne alcuni, che però danno l’idea del suo vastissimo repertorio, racchiuso qui in 26 tracce. I brani sono accompagnati da frammenti di una lunga intervista rilasciata ad Alessio Lega. Il libretto include le sue note biografiche, alcune immagini dei suoi concerti, molti materiali rarissimi e inediti curati da Claudio Cormio, Alessio Lega e Rocco Marchi, gli stessi che nella vita lo hanno accompagnato fino alla sua scomparsa, avvenuta il 16 maggio scorso. Il curioso titolo del CD nasce dall’affermazione di Paolo che se mai avesse dovuto scrivere la sua autobiografia “altro che Cent’anni di solitudine… la intitolerei Cent’anni di moltitudine”.

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Ivan Della Mea, “Ho male all’orologio”

Ivan Della Mea
Ho male all’orologio
(Istituto Ernesto de Martino, 2019)

Ivan Della Mea - Ho male all'orologio - Copertina

A 10 anni dalla sua scomparsa abbiamo realizzato una ristampa del disco realizzato da Ivan Della Mea nel 1997 per le edizioni musicali de «Il Manifesto». Un prezioso lavoro musicale che contiene brani memorabili come Rosso un fiore e Canto di vita, L’Internazionale di Franco Fortini, Cara moglie incisa dalla Banda degli ottoni a scoppio, A jatta, ovvero El me gatt in una splendida versione napoletana di Daniele Sepe, Disperanza con i Mau Mau e Basta y hasta con Alberto Cesa e i Cantovivo. Un disco realizzato da Ivan Della Mea con i preziosi e sodali compagni di una vita (Paolo Ciarchi e Claudio Cormio) e con la collaborazione di musicisti del calibro di Paolino Dalla Porta, Riccardo Luppi e Federico Sanesi.

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Ivan Della Mea, “Venne maggio”

Ivan Della Mea
Venne Maggio
(Nota, 2019)

Ivan Della Mea - Venne maggio - Copertina

Due dischi leggendari del 1969 e del 1972, da allora mai ristampati, vedono nuovamente la luce in un’edizione critica con introduzioni e note di Alessio Lega. Negli anni fra il 1968 e il 1972 Ivan Della Mea – già considerato la figura di maggior livello della Canzone Politica – abbandona in seguito a una profonda crisi il Nuovo Canzoniere Italiano e incide due vinili con l’etichetta Zodiaco. In particolare il primo, Il rosso è diventato giallo, è destinato a fare storia: nelle ballate di Venne Maggio le inquietudini personali e collettive di tutta una generazione si rispecchiano. Si tratta del romanzo di formazione poetica del popolo delle barricate, l’ultimo ad aver creduto nella possibilità di cambiare se stesso e il mondo, anche con le canzoni. Il secondo disco, La balorda, fotografa una fase più interlocutoria, dove l’ironia diventa arma di denuncia negli anni della strategia della tensione.

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