Primo maggio 2021 al de Martino

Locandina primo maggio 2021

Dopo lo stop dello scorso anno gli striscioni torneranno ad abbellire il cortile di Villa San Lorenzo, i trombini saranno messi all’ingresso ad accogliere amici, amiche, compagni e compagne; non sarà la festa così come l’abbiamo conosciuta, nel suo comunque mutare, dal 1997: non ci sarà il pranzo sociale, non apriremo il giardino, non ci saranno i canti alla stesa (solo una playlist preparata per l’occasione diffusa dalle casse di un impianto).
Eppure sarà incontro, saranno parole scambiate e condivise, sarà ri-vedersi, racconto di esperienze e promesse per il futuro.

Sarà un presidio nel cortile/chiostro dove vi aspetteremo (e speriamo che verrete in tanti): dalle 15 alle 18,30.

Ci saranno le tessere 2021, un po’ psichedeliche e con il nostro simbolo/trombino ancora munito di certificata mascherina anti-covid a segnalare attenzione e prudenza; ci saranno banchini dove finalmente saranno esposte le tante produzioni uscite in questi ultimi sei mesi, dai due numeri della rivista dedicati agli scritti di Ivan Della Mea, al librone bellissimo su Giacomo Matteotti nella memoria cantata con CD allegato, al DVD del film Caterina, all’ultimo LP di Paolo Pietrangeli, insieme a tanto materiale d’epoca (vinili,musicassette,pubblicazioni) messo a disposizione di tutti; ci saranno le ultime notizie su programmi e iniziative future.

Per chi non ce la farà a venire, per chi vive lontano, ricordiamo che si può rinnovare la tessera 2021 facendo un bonifico bancario di euro 30 (gli studenti 15) a favore di Istituto Ernesto de Martino, codice IBAN IT48I0306918488100000002638, oppure un versamento sul conto corrente postale 23726201 intestato a Istituto Ernesto de Martino.

Per tutti infine segnaliamo le due (attenzione due) opportunità per sostenere il nostro Istituto nel momento della dichiarazione dei redditi: donate il 5xmille a “Io sto col de Martino onlus”, codice fiscale 94255380480; oppure donate il 2×1000 a “Istituto Ernesto de Martino”, codice fiscale 01612280154. Quest’anno infatti è tornata la possibilità di donare il 2×1000, oltre che ai partiti politici, alle associazioni culturali, e noi siamo riusciti a registrarci.

Grazie a tutti e a tutte e cercate di venire sabato 1 maggio dalle ore 15 alle 18,30 in via Scardassieri 47 a Sesto Fiorentino: vi aspettiamo.

Le riviste e l’impegno culturale: una rassegna

Locandina Periodicamente

L’Istituto Ernesto de Martino interviene a Periodicamente – festival digitale delle riviste a cura del Centro di Documentazione di Pistoia, della Fondazione Valore Lavoro e dell’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia.

L’IEdM sarà presente all’incontro online intitolato Le riviste e l’impegno culturale: una rassegna. Motivazioni, modi, formati e pubblico delle riviste di ricerca storiografica.

Un confronto fra riviste, alcune delle quali “rinate” o che sono in fase di rilancio e ridefinizione identitaria, tutte accomunate dall’intendere l’operazione storiografica come forma di attivismo culturale. La discussione ruoterà intorno a due domande strettamente intrecciate fra loro: che senso ha oggi fare una rivista, anche alla luce delle questioni poste dalla Public History, e come si fa, con che struttura, con quali formati (elettronici o cartacei), a che pubblico ci si rivolge.

Martedì 27 aprile 2021, ore 17

Intervengono

Paolo Bagnoli («Rivista storica del socialismo»)
Stefano Bartolini («Farestoria»)
Andrea Bottalico («Officina Primo Maggio»)
Donata Cei (Centro di Documentazione di Pistoia)
Francesco Cutolo («Storia locale»)
Carlo De Maria («Clionet»)
Antonio Fanelli («Il De Martino»)
Omar Salani Favaro («Venetica»)
Francesca Tacchi («Passato & Presente»)

L’incontro è in modalità telematica, alle ore 17, ed è accompagnato da un servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS).

Per partecipare occorre registrarsi tramite il form sulla pagina dedicata al festival Periodicamente e accedere alla piattaforma di fruizione del Festival.

Informazioni, link al festival e approfondimenti sul sito della Rete REDOP.

Voci e canti dell’arditismo

Un video dell’Istituto Ernesto de Martino, a cura di Stefano Arrighetti e Antonio Fanelli, regia di Antonio e Tommaso Chiavacci (Hastavideo, 2021). Realizzato in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per il convegno online Cento anni dopo. La prima organizzazione antifascista: gli Arditi del popolo (martedì 20 aprile 2021, ore 17), organizzato dall’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea – Issasco, l’Istituto Della Resistenza Lucca – Isrec, e l’Istituto Ernesto de Martino. Il video presenta una fonte sonora inedita: la voce di Giuseppe Raffaelli, anarchico di Montignoso, ardito del popolo, esule in Francia e combattente della guerra civile spagnola, artefice e creatore con Giuseppe Del Freo del canto Figli dell’officina, un brano fondamentale del patrimonio musicale antifascista, ancora oggi. Raffaelli, intervistato da Gianni Bosio il 7 maggio del 1970, racconta la genesi del canto e intona Figli dell’officina, mai incisa finora su disco. Il documento sonoro è conservato nella nastroteca dell’Istituto Ernesto de Martino, nel Fondo Ida Pellegrini. Vedi il breve resoconto: Gli autori di Figli dell’officina, in Il Nuovo Canzoniere Italiano, nov-dic. 1970, pp. 78-80.

Le voci e i canti dell’arditismo

Le voci e i canti dell’arditismo: un video dell’Istituto Ernesto de Martino per il convegno «Cento anni dopo. La prima organizzazione antifascista: gli Arditi del popolo» (Isrec-Lucca, 20 aprile ore 17).

Bandiera del battaglione arditi del popolo - sezione di Civitavecchia

In occasione della ricorrenza del 25 aprile, martedì 20 aprile alle ore 17, l’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea (Issasco), l’Istituto Della Resistenza Lucca (Isrec), e l’Istituto Ernesto de Martino organizzano l’incontro online

Cento anni dopo.
La prima organizzazione antifascista:
gli Arditi del popolo

L’incontro si terrà su piattaforma Zoom. Per ricevere il link inviare mail a: isreclucca@gmail.com. Diretta facebook sulla pagina dell’Istituto della Resistenza Lucca. Intervengono Andrea Ventura, Eros Francescangeli e Antonio Fanelli.

Sarà presentato in anteprima il video Le voci e i canti dell’arditismo, a cura di Stefano Arrighetti e di Antonio Fanelli (Istituto Ernesto de Martino), riprese e montaggio di Antonio Chiavacci (Hastavideo).

Preparando il video sui canti degli Arditi del Popolo abbiamo dedicato ampio spazio a una fonte inedita del nostro archivio: un prezioso documento che ci permette di far ascoltare – per la prima volta – la voce di Giuseppe Raffaelli, anarchico toscano, di Montignoso, artefice del canto “Figli dell’Officina”, al microfono di Gianni Bosio nel maggio del 1970. In un servizio di Frida Zampella del Tg3 Rai Toscana abbiamo dato una anticipazione di questa vicenda (dal min. 16.49).

Il de Martino 30 / 2020 – Ivan Della Mea. Scritti sulla musica (1965-2009)

Il de Martino 30 - Copertina

Ivan Della Mea
E chi può affermare che un sampietrino non fa arte?
Scritti sulla musica (1965-2009)

a cura di Jacopo Tomatis

Il volume è stato realizzato con la collaborazione dell’Arci

Per avere una copia cartacea scriveteci,
altrimenti potete scaricare questo numero della rivista in PDF qui.

Ivan Della Mea ha scritto di musica per tutta la sua vita. Negli anni sessanta e settanta i suoi contributi compaiono perlopiù a margine della sua attività di militante, operatore culturale e musicista, per raccontare il suo lavoro (e la sua vita) o per rispondere a polemiche, a critiche, a dibattiti. Dagli anni ottanta, chiusa l’esperienza dei Dischi del Sole e del Nuovo Canzoniere Italiano, si è trovato invece a farlo quotidianamente come critico per testate ad ampia diffusione come «Amica», «Epoca» e «Linus», o per giornali come «l’Unità» e – più avanti – «il manifesto». A partire da questi anni, ai contributi dedicati alla canzone di protesta e al canto sociale (ormai narrati al passato) si affiancano interviste con i grandi nomi del pop e della canzone d’autore (Fabrizio De Andrè, i Pooh, Raoul Casadei, Francesco De Gregori, Domenico Modugno, Gianna Nannini), recensioni di dischi, di concerti e riflessioni sui nuovi fenomeni internazionali e nazionali, dalla dance al rap delle posse alla world music. In questa fase relativamente poco nota della sua vita professionale Della Mea sa essere spesso spiazzante. Se pure condivide, talvolta, quei riflessi automatici che i critici di sinistra hanno nei confronti della popular culture e dei fenomeni “di massa”, l’immagine dell’autore che ne viene fuori è molto distante dal prototipo del “militante severo” di gucciniana memoria: Della Mea mostra non di rado entusiasmo genuino nei confronti di musicisti “leggeri”, riflette sui propri giudizi del passato e spesso li rivede, senza mai mostrare rimpianto per la grande stagione politica di cui pure fu tra i protagonisti e che sovente è chiamato a raccontare e testimoniare. Il volume, curato da Jacopo Tomatis, completa il lavoro di antologizzazione degli scritti di Della Mea avviato nel precedente numero 29 da Antonio Fanelli e Mariamargherita Scotti. Dipanare la matassa di questi articoli, significa calarsi in mezzo secolo di dibattito sulla musica, sul “popolare” e sul “popular”, sulla cultura “alta” e la cultura “bassa”, sull’eredità della militanza e sul comunismo nell’Italia tra la prima e la seconda repubblica.

Jacopo Tomatis è musicologo, giornalista e musicista. Insegna Popular music all’Università di Torino e nei Conservatori di Pescara e Milano. La sua ultima monografia è Storia culturale della canzone italiana (il Saggiatore 2019).

INDICE

La chitarra e il potere, il blues e il rock’n’roll:
Ivan Della Mea e la popular music
Jacopo Tomatis

APPENDICE
Un carteggio tra il Nuovo Canzoniere Italiano e Gianni Morandi
– Lettera di Michele Straniero a Gianni Morandi (Milano, 22 agosto 1966)
– Lettera di Gianni Morandi a Michele Straniero (Roma, 14 settembre 1966)
– Lettera di Giovanni Pirelli a Gianni Morandi (7 marzo 1972)

Scritti sulla musica (1965-2009)
Ivan Della Mea

1965
– Perché nascono le nuove canzoni di protesta
– La mia vita ormai

1966
– Le ragioni politiche. Recensione del Folk Festival 2
– La realtà si impara dove la realtà si fa

1967
– Intervista: Inchiesta sulla canzone, di Daniele Ionio
– Ciò che voi non dite

1972
– Auto-bio-grafia di me
– La balorda

1973
– Ariva i barbari

1975
– La chitarra, il potere e altre cose.
– Risposta a «Ombre Rosse»
– Compagno ti conosco
– Ballata dell’organizzatore di cultura

1976
– Dove e quando nacque “La grande e la piccola violenza”
– E chi può affermare che un sampietrino non fa arte?

1977
– Compagno sembra ieri
– La contestazione non va cavalcata, va vissuta
– Intervista: I festival dell’Unità, di Claudio Bernieri
– Lettera a Giovanna

1981
O Roma o morte!

1984
– Canzone politica
– L’angelo d’oro: intervista ad Angelo Branduardi
– Alla finestra con gli Inti Illimani
– È l’uomo cannone: intervista a Francesco De Gregori
– Vasco Rossi: la coca non gli fa bene
– De André: il mare canta in genovese
– Io amo le brutte: intervista a Domenico Modugno
– Ivan Della Mea, cantautore, parla di Bob Dylan, il più grande cantautore del mondo
– Finardi: e il rock scende in strada
– Il popolo di Vasco
– Quando Paoli aprì la stanza del cuore

1985
– Ritorna un amico fidato: intervista a Gianni Morandi
– Lui, di certo, è Gaber. E noi, chi siamo noi?
– Nel foyer la gente dice…
– Io sto con chi perde: intervista a Fabrizio De Andrè
– Avessi scelto Ornella e Gino
– Lui è come prima. Lui è come sempre. Lui è il dottor Vincenzo Jannacci o, se più vi garba, il cantautore Enzo Jannacci: intervista

1986
– Il violino nella marmellata: intervista ad Angelo Branduardi
– Cinquantamila cuoricini rossi, un grido solo: «Claudio ti amo»
– Joan Baez. Requiem per i figli dei fiori
– I Pooh. I favolosi “nonni” del pop
– Il sottile profumo di Gianna: intervista a Gianna Nannini
– Prego, non gettate la signora: intervista a Franca Rame

1987
– Gesù, fai che canti solo: recensione del concerto di Bob Dylan

1988
– Ci ragiono e canto
– Ecco perché canto ancora “Cara moglie”

1989
– Ma il vento continua a fischiare. Cronaca di un concerto con contestazione, discussione, spiegazione e catarsi finale

1990
– Io no, aspetto la discoteca trialettica

1991
– Ivan Della Mea, Fausto Amodei e «la lotta di classe in rima»
– Grazie a Jannacci che fa battere il cuore a sinistra

1992
– Il Nuovo Canzoniere Italiano e le posse

1994
– Roccheraunddecloc / ballando col giùbos
– “Contessa”, ballata del ’68 e dintorni

1996
– Liscio, gasato, jazz ovvero Casadei e la Romagna sua

1997
– L’oggetto del contendere
– I sentieri tortuosi della musica popolare
– E qui in Italia la piazza rossa scacciava i Nomadi…
– Memorie dalla periferia dell’impero
– Ma la capitale era San Francisco o l’Avana?
– Intervista: Da Contessa a Ufo Robot, di Antonella Marrone

1999
– Sanremo maggioritario. Bilancio del Festival dell’omologazione

2000
– Cosa c’è dietro la world music

2002
– Addio Lugano bella, sapore di sale
– Giovanna e Francesco, che bel fischio

2003
– Il fioretto dell’ironia di un uomo che conosceva il pudore: un ricordo di Giorgio Gaber
– Scusate, ma quale storia vogliamo cantare?
– E Zezi, quei terribili diavoli a quattro
– Se il Dizionario dei cantautori è questo, io mi dimetto da me stesso

2005
– Intervista: I Dischi del Sole secondo Ivan Della Mea, di Roberto G. Sacchi
– Ho sentito il cd di Piero Brega, e sono andato dal parrucchiere

2006
– Ascoltando il Moffa s’è perso chi ha vinto Sanremo
– Ne valeva la pena
– Il sindaco e la Notte della Taranta

2007
– Con Myspace non va tutto bene, madama la marchesa
– Sara in-canta e io ci ragiono

2008
– Intervista: Confesso che ho cantato, di Mario Grasso

2010
– Icché